Vertical farming nei supermercati: dal km 0 al metro 0. Il caso Edeka

Edeka è un retailer tedesco che sta producendo erbe aromatiche e insalate nei propri punti vendita in vertical farming con serre idroponiche. Frutta e verdura possono essere coltivate anche al supermercato e alcuni produttori ci scommettono.Si tratta di un sistema di autoproduzione in cui le piante sono disposte verticalmente su dei supporti adibiti e in cui si ricreano le situazioni ambientali adatte alla crescita di varie tipologie di piante e ortaggi.

L’agricoltura verticale rappresenta una soluzione alla questione della produzione primaria di cibo: un modo per porre fine all’importazione di ortaggi riducendo in questo modo l’impatto ambientale legato al trasporto e alla distribuzione. Frutta e verdura possono essere coltivate anche al supermercato e alcuni produttori ci scommettono.

Si tratta di un sistema di autoproduzione in cui le piante sono disposte verticalmente su dei supporti adibiti e in cui si ricreano le situazioni ambientali adatte alla crescita di varie tipologie di piante e ortaggi.

La catena Edeka in Germania.

Al centro del reparto ortaggi del supermercato Edeka di Oberhausen, è stata istallata una grande serra con finestre in plexiglas. “Questa è la “serra del futuro”, ha spiegato il proprietario Pascal Gerdes . Di fatto, si tratta di un orto verticale (vertical farm) in cui le piante sono gestite da un sistema digitale e crescono in condizioni ottimali. L’impianto dall’aspetto futuristico è stato messo in opera poche settimane fa e deve essere testato per il gradimento dei consumatori, per un anno intero.

L’idea viene da una start-up di Berlino, la Infarm: si tratta di uno dei maggiori fornitori di infrastrutture nel campo della vertical farming. Gli impianti sfruttano il sistema fuori suolo dell’idroponica e i prodotti non hanno dunque bisogno di pesticidi.

Digital farms a Oberhausen, Londra e Parigi

In questi orti indoor vengono fatte crescere diverse varietà di piante. Non crescono nel terreno, ma sono stati immerse in un sottile strato di liquido che fornisce i nutrienti necessari. Dall’alto, lampade a LED forniscono un’illuminazione continua. Tutto può essere regolato in maniera personalizzata in modo da creare le condizioni climatiche ottimali per ogni pianta. L’agricoltura verticale promette una crescita efficiente e, soprattutto, rapida.

“La temperatura e l’intensità della luce sono regolate in modo completamente autonomo”, ha spiegato in una intervista Martin Weber di Infarm. “Controlliamo lo stato e la crescita delle piante tramite telecamere a infrarossi”. Un operatore di Infarm andrà nei supermercati Edeka per la raccolta. Nel tempo, la semina e la raccolta potrebbero essere gestite direttamente dagli operatori del supermercato.

Fino ad ora il sistema è limitato alla coltivazione di piante aromatiche come basilico, prezzemolo o menta ma la prospettiva è quella di permettere la coltivazione di qualsiasi tipo di frutta e verdura, promette Infarm CFO Weber: “Vorremmo offrire tutto, senza eccezioni”.

Questo ottimismo ha apparentemente convinto alcuni rivenditori: gli incubatori di Infarm sono presenti in numerosi supermercati tedeschi di Edeka, nella catena di supermercati svizzera Migros e in alcuni retailer a Parigi. E l’internazionalizzazione prosegue: “A Parigi e Zurigo abbiamo già inaugurato le prime farm e presto seguirà Londra”, ha affermato Weber.

Indoor farming e idroponica: un trend in crescita.

L’indoor farming nei supermercati è un fenomeno in forte crescita. Il vantaggio è avere prodotti a “metro zero”, più sani e freschi, con massimo risparmio d’acqua. Si evita di ricorrere all’importazione di prodotti da altri Paesi, sfruttando al massimo gli spazi in verticale.

Sfruttando l’idroponica, è possibile ottenere un’ottima resa senza ricorrere a coadiuvanti chimici.

Che cos’è esattamente?

L’idroponica è la coltivazione delle piante fuori suolo, ovvero senza terra e grazie all’acqua, nella quale vengono sciolte sostanze nutritive adatte per far crescere le piante velocemente e in salute. In breve, è la coltivazione delle piante in acqua. L’etimologia della parola idroponica deve ricercarsi nella lingua greca antica: “hidro” ovvero acqua e “ponos”, che significa lavoro; in sostanza la parola idroponica identifica proprio il lavoro e l’azione potente dell’acqua impiegata – in questo caso – per lo sviluppo e la coltivazione delle piante, sia di tipo decorativo che di tipo ortofrutticolo. Esistono due grandi tipologie di coltivazione idroponica: quella che impiega il substrato, ovvero miscele di perlite, sabbia, argilla espansa, ecc, che viene inumidito e irrigato con acqua e sostanze nutritive, e la coltivazione idroponica senza substrato, dove le radici delle piante sono immerse nel flusso della soluzione nutritiva (composta da acqua e sostanze disciolte). Si ricorre frequentemente anche all’aeroponica, che – attraverso una pompa d’aria – garantisce alle piante una corretta ossigenazione.
Fonte: idroponica.it

  1. Wow! Sembrerebbe la rivoluzione 2.0 della coltivazione.

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  2. Straordinario una vera rivoluzione 💪

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  3. Ma se si ricominciassero e cominciassero a coltivare le terre oggi impiegate come prigioni di vita di povere creature ?
    Se chi alleva vite per la morte smettesse , ci sarebbe riconversione sulla terra per produrre ortaggi e tutti i frutti necessari alla nostra sopravvivenza non violenta !!!
    Guardiamo
    Al futuro con il cuore !

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  4. Il grande vantaggio è la personalizzazione totale del trattamento per ogni singola pianta: questo permette l’esclusione totale di ogni coadiuvante di tipo chimico. Inoltre la struttura verticale (in alcuni casi possono essere interi edifici) permette l’ottimizzazione degli spazi. Si tratta senz’altro di una prospettiva da valutare.

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  5. Avatar
    Simone Caporale 26 Aprile 2019, 8:46

    Abbinando in simbiosi all’idroponica l’itticultura otteniamo sistemi di acquaponica. Ponics credendo nell’auto produzione di cibo sano con sistemi ad impatto ambientale zero ed ad altissima efficienza idrica progetta e realizza impianti acquaponici, tutti made in Italy.

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    • Salve Simone, grazie del suo contributo. Come Osservatorio proporremo presto un articolo sulla differenza tra idroponica ed acquaponica. L’acquaponica precisiamo per i lettori, prevede che alla base del sistema ci sia un allevamento ittico. Non sosteniamo nessun sistema che preveda lo sfruttamento o la strumentalizzazione di alcun animale.

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  6. Avatar

    Non mi piace per niente..un enorme consumo di energia elettrica e lampade ..fanno molto prima a coltivarli in maniera naturale nella terra..ste cose non sono coltivate in maniera naturale e fanno consumare molte energie

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