Veganuary 2021: ecco perché partecipare se hai un ristorante o un’azienda

L’iniziativa è nata nel 2014 e da allora riscuote sempre più successo. Una campagna rivolta anche alle aziende e ai locali, che possono trarre vantaggi e opportunità scegliendo di ampliare la propria gamma di prodotti o il proprio menu, introducendo alimenti plant-based, ormai sempre più richiesti dai consumatori.

Nata nel 2014 nel Regno Unito per avvicinare le persone alla scelta vegan, Veganuary è un’iniziativa mondiale che nel tempo ha riscosso sempre maggiore successo e che può rappresentare un’opportunità importante anche per le aziende e le attività di ristorazione. Sì, perché i numeri delle adesioni sono decisamente importanti: solo nel 2020 hanno aderito all’iniziativa – che ha un impatto mediatico elevatissimo a livello internazionale – oltre 400 mila persone e migliaia di aziende hanno scelto di lanciare nuove referenze o menu plant-based proprio in questa occasione. In Europa vi hanno aderito con successo colossi del calibro di KFC, Pizza Hut, Subway, McDonalds, Deliveroo, Aldi e Marks & Spencer, grandi player del mercato nel settore food e della GDO.

Veganuary trova consenso anche nel nostro Paese: nel 2020, con più di 15.000 iscritti, l’Italia ha ottenuto il settimo posto per numero di partecipanti, con Milano sesta città con più adesioni al mondo. E i vantaggi per le aziende non sono certo mancati, se si pensa che oltre 15.000 aziende hanno registrato incrementi nelle vendite durante la campagna, decidendo di mantenere i prodotti presentati per Veganuary anche dopo gennaio. Il motivo di tanto successo è il risultato di una serie di fattori concatenati che hanno visto il 2020 diventare l’anno dell’ascesa del veganismo a livello globale, portando i consumi di alimenti plant-based ai massimi storici.

Veganuary: perché partecipare?

Il 2020 ha portato con sé un cambiamento dei consumi senza precedenti, legato essenzialmente alla pandemia da Coronavirus: oggi facciamo i conti con diverse condizioni di vita, che significano inevitabilmente diversi prodotti nel carrello dei consumatori. Tanti studi e analisi hanno evidenziato un sentiment comune: la paura di un numero crescente di zoonosi (come il COVID-19), la consapevolezza dei consumatori in merito ai benefici nutrizionali offerti dagli analoghi vegetali, sono i fattori che stanno guidando la crescita del mercato plant-based a scapito della carne.

In generale, i consumatori si stanno spostando verso proteine ​​di origine vegetale e stili di vita più sani. La pandemia sta quindi fornendo un punto di vista nuovo dal quale osservare le abitudini di consumo, e i cittadini stanno scoprendo che l’alternativa vegetale può coadiuvare un cambiamento quanto mai necessario. L’adesione da parte di un’azienda a un’iniziativa come Veganuary rappresenta quindi l’opportunità di raggiungere quella fetta sempre più ampia di consumatori che scelgono prodotti plant-based in alternativa agli alimenti di origine animale: vegani e vegetariani, ma anche e soprattutto flexitariani – coloro che prediligono un’alimentazione di tipo vegetariano senza però rinunciare al consumo sporadico di carne.

Anche per la ristorazione si tratta certamente di un’iniziativa interessante: secondo un’indagine realizzata di recente da The Fork, è in forte aumento l’interesse per l’alimentazione vegana e per i ristoranti che servono questa tipologia di cucina. La ricerca è stata effettuata sulle prenotazioni avvenute da inizio 2019 a inizio 2020, registrando un aumento del 24,8% dell’interesse per i ristoranti vegani. Tra i dati emersi, è particolarmente interessante quello legato all’apprezzamento che gli intervistati hanno dimostrato per la cucina animal-free: ben il 75% concorda nell’affermare che le preparazioni vegan siano buone quanto quelle onnivore, demolendo così uno dei pregiudizi più radicati rispetto all’alimentazione plant-based. Ecco allora che sempre più locali affiancano alle proposte tradizionali anche preparazioni o interi menu a base vegetale: quello che emerge per l’Italia è che i piatti vegani oggi oscillano dal 5 al 10% delle proposte totali.

I pronostici per il 2021 parlano di un numero di partecipanti a Veganuary di molto superiore a quello degli anni passati, proprio per via dei cambiamenti che il mercato alimentare globale ha subito negli ultimi mesi. Per un locale si tratta di un’occasione per iniziare a seguire i trend di mercato, valorizzando la cucina “veg” in tutta la sua ampissima scelta e catturando l’attenzione di una clientela sempre più vasta.

Inoltre, segnaliamo la possibilità di ottenere l’accreditamento gratuito VEGANOK, che ovviamente non riguarda solo il mese di gennaio e si rivolge a tutte le attività di ristorazione: bar, pasticcerie, gelaterie, pizzerie, ristoranti e alberghi. Un’opportunità unica, che dà diritto a molti vantaggi esclusivi, tra i quali:

  • visibilità gratuita con articoli sulle testate e sui canali social di VEGANOK Network;
  • inserimento con geolocalizzazione nel sito/app www.veganok.com.

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  1. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 2 Gennaio 2021, 19:14

    Iniziativa veramente degna di nota

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