VEGANOK TG NEWS: online la nuova edizione settimanale

Nuova edizione della rassegna settimanale. Ecco tutte le notizie della settimana e gli approfondimenti.

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Dopo il ristorante che ha permesso al pubblico di provarla per la prima volta e il servizio di delivery dedicato, per la carne coltivata è arrivato il momento di una produzione su scala industriale: la start-up israeliana Future Meat Technologies (FMT), ha da poco inaugurato nella città di Rehovot il primo stabilimento al mondo dedicato interamente alla produzione della “clean meat” su larga scala. L’azienda, che per adesso è in grado di produrre in vitro e senza modificazioni genetiche carne di pollo, agnello e maiale, si sta concentrando ora sulla carne di manzo. L’obiettivo è di lanciare i primi prodotti entro il 2023. Continua a leggere la notizia qui:

Carne coltivata: aperto il primo impianto di produzione industriale

Gli analoghi della carne sono, insieme alle alternative al latte vaccino, uno dei prodotti di punta all’interno del mercato plant-based, sicuramente il motore trainante della “rivoluzione vegetale” dei consumi a cui stiamo assistendo. La tecnologia alimentare, sempre più avanzata, permette di realizzare prodotti alternativi che imitano le proteine animali senza l’impatto ambientale e le implicazioni etiche delle produzioni a base animale. La fake meat è un prodotto sempre più diffuso, non tanto e non solo tra vegetariani e vegani, ma anche tra quella fetta di consumatori  che riducono l’impiego di proteine animali in favore di quelle vegetali. Dietro a questa scelta, di solito, ci sono motivazioni di carattere ambientale o la convinzione che gli alimenti vegetali siano più sani di quelli animali. Continua a leggere la notizia qui:

Analoghi della carne: che ruolo hanno nella rivoluzione vegetale?

Bollire le aragoste vive è “una pratica crudele e inutile”: con questa motivazione il Governo britannico, nell’ambito del piano di azione emanato per modificare le leggi sul benessere animale, potrebbe presto vietare questa prassi controversa. Come riporta il Times, oltremanica si discute sulla possibilità di stabilire per legge che aragoste, granchi, polpi, calamari e altri invertebrati provino dolore, riconoscendoli formalmente come “esseri senzienti”. Il progetto di un rinnovamento delle leggi attuali, noto come Animal Sentience Bill, è stato reso noto di recente ed è al voto alla Camera dei Lord, ma per ora riguarda solo gli animali vertebrati. In risposta alle proteste delle associazioni animaliste, il Governo britannico si è detto pronto a introdurre un emendamento per includere in queste misure anche crostacei e molluschi cefalopodi. Continua a leggere la notizia qui:

UK verso lo stop alle aragoste bollite vive. Intanto, il Crustastun le stordisce a 110 volt

Si chiama Plastic Free July (“luglio senza plastica”) ed è una campagna di sensibilizzazione lanciata nel 2011 dalla Plastic Free Foundation, per ridurre l’impiego di plastica monouso e promuovere uno stile di vita più sostenibile per (almeno) un mese. Quest’anno ricorre il decimo anniversario dell’iniziativa, che ad oggi è un vero e proprio movimento globale che avvicina milioni di persone a queste tematiche, invitandole a ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Vivere l’intero mese di luglio riducendo il più possibile i rifiuti plastica: questa è la sfida che ogni anno impazza sui social e che viene raccolta da milioni di persone, tanto che ad oggi l’hashtag #plasticfreejuly conta oltre quasi 485 mila post solo su Instagram. Continua a leggere la notizia qui:

Plastic Free July: l’iniziativa eco-friendly che ha conquistato il mondo

A giovedì prossimo con la rassegna settimanale.

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