Uova e gamberetti vegan, Nestlé punta ancora sulle alternative vegetali

La multinazionale amplia l’offerta di prodotti vegetali della linea Garden Gourmet, questa volta puntando su uova e gamberetti vegan. Un segno evidente del cambiamento in atto nelle dinamiche del mercato alimentare, a cui anche le grandi e grandissime aziende rispondono con alimenti plant-based.

 

Uova e gamberetti vegani per Nestlé, che amplia l’offerta di alternative vegetali confermando l’interesse per il settore delle proteine animal-free. Dopo aver iniziato a lavorare per lanciare sul mercato prodotti a base di carne coltivata in laboratorio, la multinazionale svizzera punta di nuovo sulle alternative vegetali – che, secondo il Financial Times, fruttano all’azienda 1,1 miliardi di dollari all’anno.

Da una parte c’è Garden Gourmet VEGGie, che è un prodotto vegano a base di proteine di soia, e che può essere usato per replicare le uova strapazzate in chiave vegetale, ma anche per preparare frittate e impasti di torte e biscotti. Dall’altra, dopo il tonno vegano, c’è Garden Gourmet Vrimp, la seconda proposta di Nestlé alternativa al pesce. A base di alghe, piselli e radice di konjac, viene presentato come un prodotto identico ai gamberi per sapore e consistenza. L’azienda suggerisce di utilizzarlo sia nelle insalate che come condimento per la pasta o la pizza. Inizialmente, i nuovi prodotti saranno disponibili per un periodo limitato e solo in Svizzera e Germania; Nestlé valuterà poi l’espansione in altri mercati, anche sulla base dei risultati di vendita ottenuti.

Un passo alla volta, le referenze vegan a marchio Nestlé aumentano, in risposta alla domanda di alternative vegetali sostenibili. Prima i burger vegetali a marchio Garden Gourmet – per i quali la multinazionale, accusata di creare confusione tra i consumatori, ha perso una causa contro Impossible Foods – poi il KitKat vegano, lanciato sul mercato dopo aver rilevato che un numero consistente di utenti dei social media chiedeva la creazione di una versione senza derivati animali. Poi ancora un’alternativa al latte vaccino, il latte di piselli a marchio Wunda. Quello che è certo, è che anche il colosso svizzero ha deciso di assecondare i cambiamenti del mercato alimentare globale, che punta alla sostenibilità attraverso l’alimentazione a base vegetale.

Crediti foto: nestle.com

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