Troppo sale nei sostituti della carne: perché la dieta vegana non va demonizzata

Giornali e riviste riportano uno studio che demonizza le alternative vegetali alla carne e derivati perché ricchi di sale: ecco perché, in realtà, risultano comunque la scelta migliore

Troppo sale nei sostituti vegetali di carne e derivati? Questo è quanto emerge da uno studio  condotto recentemente dal George Institute for Global Health di Melbourne, in Australia, analizzando il contenuto di sale di alcuni dei prodotti a base vegetale più comuni.

Puoi consultare lo studio ufficiale qui: How your meat-free favourites could be tricking you?

Tra questi hamburger e falafel, ma anche salsicce a base di tofu, soia e cereali, che in quanto alimenti molto lavorati a livello industriale, sono risultati contenere elevate quantità di sale, una delle principali cause di ipertensione e patologie renali.

Durante la ricerca sono state analizzate un totale di 564 alternative vegetali tra il 2010 e il 2019, che sono aumentate del 153% nel periodo di tempo considerato. Nello stesso periodo, non è stato rilevato alcun cambiamento nella quantità di sodio presente in questi alimenti, calcolato a 379 mg per 100 grammi di prodotto. Dal momento che l’Australia non ha valori di riferimento, sono stati utilizzati quelli del Regno Unito: secondo l’analisi, nel 2019 solo il 68% dei prodotti si trovava in corrispondenza o al di sotto dei valori massimi di sodio considerati salutari.

Inutile dire che la pubblicazione di questo studio si è rivelata l’ennesima occasione per giornali e siti generalisti di screditare e sconsigliare la dieta a base vegetale: sul web non si contano gli articoli che riportano i dati di questo studio, utilizzati come pretesto per sottolineare come una dieta plant-based non sia da preferire al consumo di prodotti di origine animale dal punto di vista salutistico.

Hamburger 100% vegetali & Co.: sono davvero per i vegani?

Partendo dal presupposto che il nostro scopo non è quello di confutare le affermazioni di questo studio, crediamo comunque che sia importante fare chiarezza su alcuni punti affinché i lettori (e, di conseguenza, i consumatori) possano farsi un’idea sulla questione.

Quando parliamo di haburger, salsicce, polpette a base vegetale, ma anche riferendoci alla “carne vegana” come per esempio il celebre Beyond Meat Burger, è chiaro che siamo di fronte ad alimenti che non hanno come principale target di riferimento consumatori vegetariani e vegani “nostalgici”. Specialmente nel caso di prodotti che ricordano la carne animale per sapore e consistenza, è chiaro come rappresentino dei prodotti “di transizione”, un tentativo di modificare gradualmente le abitudini alimentari dei consumatori onnivori per portarli verso un minore consumo di carne e derivati, fino all’auspicabile passaggio a una dieta 100% vegetale.

Ovviamente questo non esclude che vegetariani e vegani possano consumare questa tipologia di prodotti, dal momento che una scelta etica o salutistica non porta necessariamente con sé il rifiuto di alimenti che ricordino quelli di origine animale, ma è chiaro come il sostituto vegetale sia per lo più rivolto ai consumatori abituali di carne e derivati. E il motivo è presto detto: in questo periodo storico è quanto mai necessario ridurre sensibilmente (se non azzerare del tutto) il consumo di carne e derivati, non solo per mettere fine al massacro di miliardi di animali nel mondo ma anche per dare tregua a un pianeta sempre più fiaccato dalle attività umane.

Sì, perché è ormai chiaro come gli allevamenti intensivi rappresentino uno dei problemi ambientali più grandi del nostro secolo, non solo a causa delle emissioni di anidride carbonica di cui sono responsabili ma anche per lo sfruttamento indiscriminato del suolo e delle risorse idriche, che minaccia la salvezza degli ecosistemi e degli organismi che ne fanno parte.

Sostituti vegetali della carne: sì, ma non sono fondamentali

Un altro aspetto importante da chiarire è che scegliendo una dieta a base vegetale, non è necessario trovare dei “sostituti” per gli alimenti di origine animale: una dieta plant-based varia e ben pianificata è ottimale per la salute e non necessita di alcun alimento alternativo ai corrispettivi onnivori. Se si sceglie di consumare hambuger, polpette o salsicce 100% vegetali, lo si fa per una questione di gusto e di velocità di preparazione, non certo perché siano fondamentali dal punto di vista nutrizionale. La natura ci offre cereali, frutta, verdura, legumi, frutta secca e semi oleosi che di per sé sono sufficienti – oltre che estremamente salutari – per ottenere una dieta varia e completa, senza dover necessariamente ricorrere ad alimenti pronti.

Se lo si fa, in ogni caso, è bene non esagerare e limitare quanto più possibile il consumo di questa tipologia di prodotti, riservandoli a occasioni particolari e saltuarie. In più, bisogna scegliere prodotti di qualità e affidarsi ad aziende specializzate, che lavorino nel rispetto non solo dei consumatori ma anche di rigidi standard qualitativi. Tra queste ci sono senza dubbio le aziende certificate VEGANOK, come ad esempio Il Viaggiator Goloso, Nathan, Náttúra o D-Più, che producono alimenti 100% vegetali sani e gustosi, con materie prime scelte.

Per finire, bisogna ricordare come la totalità dei prodotti industriali lavorati contengano elevate quantità di sale, siano essi a base vegetale o meno: il sale è un ottimo conservate e migliora il sapore dei cibi, di conseguenza è inevitabile che risulti un ingrediente fisso all’interno di prodotti altamente trasformati. Detto questo, va da sé come sia importante scegliere “il male minore”, optando il più spesso possibile per prodotti vegetali freschi e scegliendo alternative vegetali ai derivati animali per una questione etica, salutistica e ambientale.

Il parere dell’esperta

Qual è il parere degli esperti riguardo a questo argomento? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Erica Congiu, biologa, nutrizionista ed esperta in bio-cosmesi. “Mi fa piacere, da nutrizionista, che stia emergendo un problema a me molto caro, ovvero la “snaturalizzazione” della dieta vegana, come è già successo per la dieta mediterranea. I surrogati della carne non sono elementi cardine della dieta vegana, ma opzioni accessibili per chi è in fase di transizione ed è ancora abituato a gusti forti o per chi semplicemente desidera un burger sottraendo la sofferenza animale dal piatto. I consumatori devono essere informati del fatto che non si tratta di alimenti salutari che possono essere consumati quotidianamente, ma alimenti “ricreazionali”, sullo stesso piano di gelati, dolciumi e patatine”.

“Ciò che mi rattrista – continua la dottoressa Congiu – è che lo stesso trattamento non venga riservato alla controparte “reale”, le carni processate, che non solo contengono percentuali di sale ben più alte dei surrogati ma sono state incluse tra gli alimenti cancerogeni di classe 1. Gli articoli sui rischi di un eccessivo consumo di carne lavorata dovrebbero essere all’ordine del giorno, eppure proprio questa settimana tutte le testate internazionali hanno ripreso uno studio che sembra dimostrare che il diminuito consumo di carne rossa non apporti benefici per la salute (forse perché c’è stato un conseguente innalzamento del consumo di carni bianche?). Un comportamento quantomeno irresponsabile in questo momento storico in cui le scelte alimentari determineranno il precario futuro del nostro pianeta”.

Per approfondire queste tematiche:

Emissioni di gas serra e consumo alimentare: calo del 70% con alimentazione vegan

Proteine vegetali e animali: come si misura la sostenibilità?

Sistema economico e cambiamento climatico: è ora di agire. La lettera aperta degli scienziati

Step 1: informarsi. Il documentario “The end of meat” è online

 

  1. Complimenti alla redazione. Articoli come questo sono una boccata di ossigeno in questo mondo di giornalisti che Per la maggior parte sanno solo diffondere bufale.

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    • È bene chiarire che i prodotti pronti, siano essi vegetali o meno, non sono comunque molto sani.. meglio preparare le cose in casa, optando per alimenti Detto questo, i media generalisti non perdono occasione per puntare il dito contro la dieta vegan, ovviamente… 🙄

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  2. Scegliere prodotti plant based è la migliore chance che abbiamo per arginare le problematiche connesse al sistema alimentare; quanto ai sostituti della carne, si tratta indubbiamente di prodotti di transizione che io amo definire “facilitatori”: sono strumenti in grado di mostrare opzioni di consumo più sostenibili e agevolare il cambiamento verso una dieta 100% vegetale

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    Infatti, l’alimentazione vegetale è in rapido aumento, in quanto ci si sta rendendo conto che una dieta è tanto più sana per la nostra salute quanto più è ricca di alimenti vegetali. Ma le lobby che ruotano attorno all’industria del cibo malsano vorrebbero far leva su paure infondate, per continuare il business sulle menzogne, a danno della nostra salute e del Pianeta, come ben descritto nell’articolo. E’ ora che la smettano!!! Ma non si vergognano?!

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  4. Sono vegan per motivi etici.
    Ciò che è fondamentale per me è lavorare per raggiunger un obiettivo:
    la fine della strage di creature senzienti .
    Nella vita che vivo per questo raggiungimento, mi alimento di molta verdura , cereali, legumi , frutta… il tutto prestando attenzione alla qualità e preferendo il bio … maaaaa se la “gola “ ogni tanto mi cerca , beh non disdegno affatto affettati e patatine, pizze o gelati, ovviamente vegan più che mai ed anche qui faccio molta attenzione alla qualità degli ingredienti e dov’è possibile , anche qui, acquistando bio …
    Il mio percorso di vita è sano sotto ogni aspetto perché nel rispetto della vita di ogni creatura e mettendo ogni mio giorno a disposizione di quella che io definisco “missione di vita gioiosa “: diffusione vegan … in tutto questo , se ho voglia di panino e affettato vegan o pere e formaggio come pure burger e patatine, beh non ci trovo proprio nulla di sbagliato, anzi, aiuto chi siede con me a tavola e non è vegan , ( perché gli amici e i parenti non li cancelli dalla tua vita ma cerchi di aiutarli a trovare consapevolezza) a comprendere che potranno comunque trovare molto che continuerà ad appagare il loro palato anche da vegan …
    Go vegan … evviva il gusto della vita e del cibo non crudele !

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  5. Le testate giornalistiche che diffondono notizie contro i prodotti Vegan e’ chiaro che sono in crisi, i pseudo-giornalisti che io chiamo “giornalai” rischiano di perdere il lavoro perché i loro editori sono per la maggior parte dei casi, imprenditori del settore che vive o comunque dipende dall’industria che sfrutta gli animali. Lo dico perché personalmente sono scappata da una realtà di questo tipo. Dovevano dire o scrivere “quello che voleva il consiglio di amministrazione”.

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    Gian Maria Cavalieri 5 Ottobre 2019, 9:44

    Il bello è che stanno cominciando ad uscire studi su studi che demonizzano i prodotti vegani e creano molto scalpore (chiamiamolo così) mentre quelli sul junk food onnivoro passano, quasi sempre, inosservati. Detto questo, credo siamo tutti d’accordo sul fatto che questi prodotti non devono costituire la base di un’alimentazione vegana, ma l’eccezione.

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  7. Sarà sempre un continuo andarci contro… ma la verità resta quella. Hanno paura.

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    Sono ormai anni he cercano di arginare la continua e costante crescita sia dei consumatori che dei consumi di prodotti a base vegetale la strada è lunga ma ne abbiamo fatta un bel po’

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  9. È strano notare che una delle accuse ai sostituti vegetali della carne sia di contenere troppo sale e poi si chiarisca peró che i prodotti originali di carne né abbino un quantitativo superiore…
    di fatto i sostituti della carne e dei derivati del latte, pur non essendo necessari per è un’alimentazione equilibrata (come non lo sono carne e latticini) sono migliori anche relativamente al minori contenuto di sale… insomma, migliori da ogni punto di vista…

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