Superfood e frutti tropicali: boom di consumi. Si punta al made in italy

Nutrimento e benessere. Frutta esotica e superfood accrescono la loro popolarità. Ciò che si rileva è un consolidamento in termini di consumo che sta generando anche nuove opportunità legate alla creazione di filiere locali. Aumentano le coltivazioni sul suolo italiano di numerose produzioni esotiche di largo consumo e di specialità meno conosciute.

Secondo le ultime indagini dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, elaborata in base ai dati di vendita del 2018, molti sono i frutti e superfood che dimostrano un trend in costante crescita.

L’avocado è l’alimento-ingrediente con il maggior tasso percentuale di crescita delle vendite (+121,0%) anche se la sua presenza a scaffale è ancora limitata. Non si ferma il “fenomeno” zenzero: anche nel 2018 ha continuato a guadagnare spazio a scaffale (ad esempio, in infusi, caramelle, confetture, tavolette di cioccolato, piatti pronti), mettendo a segno un +37,4% di vendite. Da notare anche la curcuma (+71,5% di vendite), la cannella (+11,6%), il cocco (+9,7%).

Per ciò che concerne nello specifico i frutti tropicali, ciò che si rileva è un consolidamento in termini di consumo che ha generato anche nuove opportunità legate alla creazione di filiere locali. Sul suolo italiano si rileva è un consolidamento in termini di consumo che ha generato anche nuove opportunità legate alla creazione di filiere locali. Sul suolo italiano aumentano le coltivazioni di innumerevoli produzioni esotiche di largo consumo e di specialità meno conosciute. Alcuni esempi? Lo zapote nero (ha la forma del cachi e sapore di cioccolato) o sapodilla (molto versatile e con un gusto che ricorda quello della pera).

Ad oggi sono oltre 500 gli ettari piantati con frutti tropicali con un incremento di di 60 volte nel giro di appena cinque anni.  La Sicilia si è affermata come la regione pioniera in Italia ad aver diversificato la produzione, stabilendo tra Messina, l’Etna e Acireale, coltivazioni di avocado, mango, frutto della passione, zapote nero, sapodilla e litchi. Protagonisti di questa riconversione i giovani agricoltori che hanno scelto queste coltivazioni spesso recuperando terreni abbandonati. In Calabria invece, oltre a mango, avocado e frutto della passione si coltivano melanzana thay, noci macadamiaannona (diffuso lungo le coste si usa per produrre marmellate). Anche il finger lime (o limone caviale) dalla lontana Australia è approdato in Sicilia e nel Lazio.

Secondo una indagine Coldirettri-Ixè, il 61% di italiani sono propensi ad acquistare frutti esotici locali  li preferirebbero a quelli stranieri: il 71% si dichiara disposto a pagare di più per avere la garanzia dell’origine nazionale. Le motivazioni? Un maggiore grado freschezza e per una questione di sicurezza alimentare: in italia si riscontra il minor numero di prodotti con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell’Unione Europea (1,3%) e 7 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%).

  1. Zenzero come se non ci fosse un domani…. :-))))

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  2. Ottima notizia anche perché io non compravo avocado o altri frutti tropicali se non 1 volta l’anno proprio perché non erano frutti nostri. Bene per la Sicilia terra che adoro ❤️

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  3. Anche se non sono proprio km 0 direi che un consumo minimo di superfood e frutti tropicali ci sta

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  4. Beh, ottimo il fatto che siano sempre più made in Italy, un motivo in più per consumarli!

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