Superfood: cresce il mercato degli alimenti che fanno bene all’organismo, anche in Italia

Ci sono alimenti noti come “superfood” per via delle loro eccezionali caratteristiche nutrizionali; il loro mercato è in crescita costante a livello globale, ma cosa dire dell’interesse dei consumatori italiani per questi alimenti?

Sono noti come “superfood” e si tratta di alimenti – quasi sempre di origine vegetale – che vantano proprietà benefiche per la salute, derivanti da una particolare caratteristica nutrizionale o da un’eccezionale densità di nutrienti. È bene precisare che non esiste un elenco definito di “superfood” e questa denominazione viene utilizzata in riferimento a diverse categorie di alimenti, ma tutti vantano proprietà specifiche tanto da essere spesso oggetto di studi scientifici per comprovarne le proprietà.

Negli ultimi anni si è assistito a una richiesta sempre maggiore di “superfood” e al conseguente ampliamento del loro mercato a livello globale: la diffusione di stili di vita più sani insieme alla maggiore consapevolezza della connessione tra cibo e salute ha portato nel tempo i consumatori a introdurre nella propria alimentazione questi alimenti-ingredienti, aumentandone in maniera esponenziale la richiesta e le vendite.

“Superfood” in Italia: quanto interessano i consumatori?

Se i dati di settore parlano di un incremento nelle vendite di questi prodotti a livello globale, che cosa dire dell’interesse dei consumatori italiani? Abbiamo cercato di capire come l’interesse delle persone per alcuni dei più comuni alimenti designati come “superfood” sia variato nel corso del tempo.

Per questa analisi abbiamo utilizzato Google Trends – strumento che permette di conoscere la frequenza di ricerca sul web di una determinata parola o frase – impostando la visualizzazione rispetto al territorio italiano, prendendo come riferimento il periodo da gennaio 2004 a oggi. Nei grafici si nota la variazione di interesse nelle ricerche in Italia per cinque cibi considerati “superfood”.

Funghi Shiitake

Si tratta di funghi commestibili molto usati nella cucina tradizionale cinese e giapponese così come nella cucina Macrobiotica; vantano diverse virtù benefiche per l’organismo, tra le quali spiccano proprietà protettive per il fegato e la capacità di abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue.

Moringa

La moringa è una pianta originaria dell’India appartenente alla famiglia delle Moringaceae. Questa pianta risulta commestibile nella sua interezza e da sempre è impiegata nella medicina popolare locale, oltre che come alimento altamente proteico: tra i vegetali, infatti, questa pianta è l’unica attualmente nota per contenere – da sola – tutta la gamma degli aminoacidi richiesta per coprire il fabbisogno proteico, anche quelli essenziali.

Leggi anche: Superfood: il mercato della moringa varrà 10 miliardi di dollari entro il 2025

Alga Spirulina

Venduta sotto forma di compresse o in polvere o addizionata agli alimenti, la spirulina è una micro-alga azzurra ormai molto popolare per le sue caratteristiche nutrizionali. È un alimento estremamente proteico ricco di calcio, 34 volte più ricco di ferro degli spinaci, 20 volte più ricco di betacarotene delle carote. Ma è anche una fonte generosa di vitamine A, del gruppo B, E e K, acidi grassi e sali minerali, in particolare potassio, ferro, zinco, rame, selenio, magnesio.

Semi di chia

Noti soprattutto per essere una fonte importante di Omega-3, i semi di chia sono i semi della pianta nota in botanica con il nome di Salvia hispanica, originaria del Guatemala e del Messico centrale. Questi semi sono anche ricchi di calcio e vitamina C, e sono considerati un alleato per la salute dell’intestino. Rappresentano inoltre un’importante fonte di sali minerali e aminoacidi, essenziali per la formazione delle proteine.

Avocado

Molto nutriente e facilmente digeribile, l’avocado è il frutto dell’omonima pianta originaria dell’America centrale. Ricco di proteine, vitamine e sali minerali, è noto soprattutto per essere una fonte eccellente di grassi “buoni” monoinsaturi, che contribuiscono a regolare il livello di colesterolo nel sangue.

Il boom del Made in Italy

Anche se molto spesso si tratta di alimenti “esotici” come i frutti tropicali, da qualche anno anche nel nostro paese si è assistito a un aumento considerevole del consumo di “super cibi”, affiancato alla creazione di filiere locali. Secondo i dati dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy relativi al 2018, molti sono i frutti e “superfood” che dimostrano un trend in costante crescita: l’avocado, per esempio, ha registrato un tasso di crescita delle vendite di +121,0%, mentre lo zenzero ha continuato a guadagnare spazio in un ventaglio di prodotti differenti – in infusi, caramelle, confetture, tavolette di cioccolato, piatti pronti – mettendo a segno un +37,4% di vendite. Vendite in ascesa anche per la curcuma (+71,5% di vendite), la cannella (+11,6%) e il cocco (+9,7%).

Ma non è tutto: sul territorio italiano aumentano le coltivazioni di produzioni esotiche di largo consumo e di specialità meno conosciute, tanto che ad oggi sono oltre 500 gli ettari piantati con frutti tropicali con un incremento di di 60 volte nel giro di appena cinque anni.  La Sicilia si è affermata come la regione pioniera in Italia ad aver diversificato la produzione, stabilendo tra Messina, l’Etna e Acireale, coltivazioni di avocado, mango, frutto della passione, zapote nero, sapodilla e litchi. In Calabria invece, oltre a mango, avocado e frutto della passione si coltivano melanzana thay, noci macadamiaannona (diffuso lungo le coste si usa per produrre marmellate). Anche il finger lime (o limone caviale) dalla lontana Australia è approdato in Sicilia e nel Lazio.

Per approfondire:

Da uno studio dell’Università di Firenze, arriva la quinoa 100% made in Italy

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  1. Avatar

    Io personalmente adoro lo zenzero e spesso lo aggiungo negli estratti di frutta e verdura. I SperFood… ottimi per la nostra salute 🙂 Betty

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  2. I superfood Made in Italy sono una novità positiva e un motivo in più per portare in tavola questi super alimenti 🙂

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  3. Per saranno sempre più il cibo del futuro. Meno consumi, più risultati nutrizionali.

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