Studio Oms: obesità infantile prevalente nei paesi dell’Europa meridionale. Italia tra i paesi più colpiti

Nuova indagine dell’OMS sull’incidenza dell’obesità infantile in 21 paesi europei. Secondo le stime, l’Europa Meridionale ha il tasso maggiore nonostante la consuetudine alla dieta mediterranea. Italia, Spagna e Grecia i paesi con il tasso di obesità più alto.

L’aumento dell’obesità infantile è un fenomeno multifattoriale influenzato da sistemi alimentari, fattori commerciali e determinanti sociali; ha conseguenze a lungo termine per la salute del singolo e per la società tutta.

L’iniziativa europea per la sorveglianza dell’obesità infantile dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è stata istituita più di 10 anni fa per stimare la prevalenza e monitorare i cambiamenti in sovrappeso e obesità nei bambini di età compresa tra 6-9 anni. Da allora, ci sono sono stati cinque cicli di raccolta di dati in oltre 40 paesi che hanno coinvolto più di mezzo milione di bambini.

L’OMS ha recentemente pubblicato uno studio in cui si raccolgono dati e percentuali di obesità in 21 paesi europei.

Lo studio è consultabile integralmente qui: Prevalence of Severe Obesity among Primary School Children in 21 European Countries 

Un totale di 636.933 bambini sono stati inclusi nell’indagine (323.648 ragazzi e 313.285 ragazze).

Che cosa emerge?

La prevalenza dell’obesità grave varia notevolmente tra i paesi con valori più alti nell’Europa meridionale. L’obesità grave varia dall’1,0% nei bambini svedesi e moldavi al 5,5% nei bambini maltesi.  In molti paesi 1 bambino su 4 è gravemente obeso.

Applicando le stime di prevalenza basate sulla definizione dell’OMS all’intera popolazione di bambini tra i 6-9 anni di età
ogni paese, ci si aspetta che circa 398.000 bambini siano gravemente obesi nei 21 paesi europei.

In Italia quasi un bambino su due soffre di eccesso di peso (42,7%) e uno su cinque è obeso (19,5%). Scendendo nel dettaglio, il 23,2% dei bambini in età scolare sono sovrappeso, il 15,2% è obeso e il 4,3% è in condizione di obesità severa. I maschi più colpiti delle femmine.

Fonte: studio OMS. Rosso: Obesità grave Giallo: Blu (esclusa obesità grave) Giallo: Sovrappeso (esclusa l’obesità)

Questa scheda informativa presenta la prevalenza di obesità grave nei bambini in età scolare di 21 paesi che partecipano al primi tre round del COSI (2007/2008 – 2009/2010 – 2012/2013).

Fonte: studio OMS

I paesi con i tassi più alti in ordine di gravità:

Grecia
Spagna
Italia
Repubblica di San Marino
Portogallo

I ragazzi esaminati più colpiti della popolazione femminile. Il trend tra il 2007 e il 2013 e l’analisi per età dei bambini non ha mostrato un modello chiaro. Obesità grave  è risultata più diffusa  tra i bambini con un livello di istruzione materno inferiore.

I paesi dell’Europa Meridionale maggiormente colpiti. Che ruolo hanno alimentazione e dieta mediterranea?

Lo abbiamo chiesto al Prof. Leonardo Pinelli, professore associato di Pediatria dell’Università di Verona, membro del Comitato Scientifico di Associazione Vegani Italiani Onlus, Diabetologo, Esperto in Nutrizione autore del libro scritto a 4 mani con la Dott.ssa Maria Antonietta Zedda: “Imprinting Alimentare: La dieta dei primi due anni di vita determina la salute e la longevità del futuro adulto.”

Prof. Pinelli, L’OMS dipinge un quadro davvero allarmante per l’italia che risulta essere uno tra i paesi europei con un numero elevatissimo di bambini obesi : qual è’ secondo lei la causa principale?

Ci sono diverse cause che ora vado ad elencare. La causa principale è allattamento al seno di breve durata; uno slattamento di breve durata: secondo l’OMS dovrebbe durare fino ai due anni; a questo aggiungiamo una carenza di cibi vegetali e un eccesso di proteine animali 4 volte maggiori del necessario e zuccheri aggiunti in maniera eccessiva. Microbiota intestinale alterato con carenza di batteri probiotici ed eccesso di batteri patogeni rappresentano un’altra motivazione. Il tutto determina una minore sensibilità all’insulina e quindi ad una alimentazione che è assolutamente errata.

  1. Una corretta informazione e formazione vegan fin dall’infanzia sarebbe la cosa migliore per tutti

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  2. Fin quando i bambini non avranno problemi gravissimi, i genitori “incoscienti” non cambieranno nulla del loro regime alimentare. Per fortuna esisto anche realtà più positive, genitori che lottano affinché vengano inseriti nel menù delle mense scolastiche, piatti vegan per i loro figli.

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