Spagna: allarme Listeriosi

Il ministero della salute della Spagna ha diramato un’allerta sanitaria internazionale per un focolaio di listeria che ha infettato più di 150 persone. Secondo l’avviso ufficiale, i batteri sono stati rilevati in un prodotto processato a base di carne fabbricato nella città di Siviglia, nella regione meridionale dell’Andalusia.

Focolaio di Listeriosi in Spagna: circa 150 casi accertati, 500 pazienti sospetti sotto osservazione e il decesso di una donna andalusa novantenne.
Solo il 21 agosto il portavoce della Società Spagnola di Infettivologia e microbiologica clinica SEIMC dichiarava sul Pais “La situazione è grave, ma non è il caso di allarmare la popolazione” e il giorno successivo il Ministro della Sanità Spagnolo María Luisa Carcedo ha dichiarato l’emergenza mondiale per l’epidemia causata dalla carne della società di Siviglia Magrudis SL, commercializzata con il marchio Mechà, attivando i sistemi di allarme e di comunicazione con le autorità europee e l’Organizzazione mondiale della sanità.

Un atto dovuto, che tuttavia porta all’attenzione dei consumatori una zoonosi relativamente rara ma preoccupante perché notoriamente associata a un elevato tasso di mortalità soprattutto in soggetti vulnerabili come anziani, neonati ed immunocompromessi, con picchi in estate.

Le Listeria sono piccoli bacilli Gram-positivi presenti in tutto il mondo nell’ambiente e nell’intestino degli esseri umani, mammiferi, uccelli, aracnidi e crostacei. Ci sono molte specie di Listeria, ma la L. monocytogenes è un patogeno primario negli esseri umani.  Secondo i dati pubblicati nel rapporto Oms “Who estimates of the global burden of foodborne diseases. Foodborne diseases burden epidemiology reference group 2007-2015” , l’infezione è responsabile, globalmente, di circa 14.000 casi di malattia e 3000 decessi l’anno. Gli ultimi dati comunitari disponibili pubblicati a dicembre 2015 da Efsa ed Ecdc nel report “The European Union summary report on trends and sources of zoones, zoonotic agents and food-borne outbreaks in 2014” (pdf 8,2 Mb), riferiscono per il 2014, 2161 casi confermati nei 27 Paesi europei, e 210 decessi, il valore più elevato registrato dal 2009.

Recente è la più grave epidemia di listeriosi registrata, avvenuta in Sud Africa, che ha causato 948 casi di persone contaminate, con 659 ricoveri in ospedale e 180 decessi tra il gennaio 2017 e il 2 marzo 2018. Un tasso di mortalità elevatissimo, del 27%, e un bilancio particolarmente tragico dovuto anche ai ritardi nell’individuazione del focolaio, un’azienda di trasformazione di carne di Soweto. In Italia, l’ultimo focolaio di listeriosi risale al periodo tra il maggio 2015 e il gennaio 2016, quando nelle province di Pesaro e Urbino, Ancona e Macerata sono stati riportai 13 casi, due dei quali fatali, veicolati da un prodotto a base di carne denominato “coppa di testa” proveniente da uno stabilimento di piccole dimensioni operante nella provincia di Ancona.

Il rischio di contaminazione da Listeriosi, tuttavia, non è associato tipicamente ed esclusivamente alla carne. Dato che l’L. monocytogenes è ubiquitario nell’ambiente, le opportunità di contaminazione sono numerose durante il processo di produzione e di consumo degli alimenti. Quasi tutti i tipi di cibo possono veicolare e trasmettere la L. monocytogenes, ma l’infezione solitamente si verifica in seguito al consumo di prodotti caseari preparati con latte non pastorizzato, verdure crude lavate male, carni e, in particolare, cibi refrigerati che non richiedono alcuna cottura prima di essere mangiati. La Listeria monocytogenes, oltretutto, è in grado di riprodursi alle temperature del frigorifero, per cui prodotti alimentari leggermente contaminati possono diventare fortemente contaminati a seguito della permanenza in frigorifero.

L’infezione può manifestarsi sotto due forme:

  • la classica forma delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta dopo poche ore dall’ingestione, che provoca diarrea, nausea e malessere generale;
  • la forma “sistemica”, che può causare encefaliti e meningiti e forme acute di sepsi.

Come fare quindi per proteggersi?

Innanzitutto, non solo evitare i cibi più a rischio (i prodotti lattiero caseari non pastorizzati, carni e pesci crudi e così via), ma non bisogna sottovalutare la corretta gestione casalinga degli alimenti (igiene dell’ambiente domestico, preparazione e conservazione dei cibi) perché, dal momento dell’acquisto, la sicurezza alimentare dipende anche da noi.

È importante conservare gli alimenti correttamente, non solo alle temperature corrette, ma in un ambiente pulito. Importantissimo, per quanto attività noiosa ( e che personalmente detesto), pulire regolarmente il frigorifero e tenerlo in ordine, possibilmente separando i prodotti crudi dagli alimenti cotti e dal cibo pronto per essere consumato e prestando attenzione al fatto che le varie zone del frigo mantengono diverse temperature. Sciacquare accuratamente i prodotti crudi, come la frutta e la verdura, sotto l’acqua corrente prima di mangiarli, tagliarli o cucinarli. Ogni prodotto, quand’anche venga sbucciato, dovrebbe essere, per prima cosa, lavato. Pulire i prodotti alimentari con la buccia dura, come i meloni e i cocomeri, con una spazzola pulita. Lavare le mani, i coltelli, il piano di lavoro e i taglieri prima e dopo la manipolazione del cibo. Cuocere gli alimenti a temperature superiori ai 70°C. Gli avanzi non sono affatto pericolosi, ma occorre conservarli con cura in contenitori puliti e con coperchio, attendendo il raffreddamento del contenuto per evitare creazione di condensa, e riscaldarli dopo la permanenza in frigorifero con attenzione, in modo da fargli nuovamente raggiungere una temperatura di sicurezza, per almeno 3 minuti.

  1. Informazioni utilissime per tutelarsi. Personalmente non ero a conoscenza del problema e diffonderò l’articolo

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  2. Ancora una volta carne e latte oltre a provocare direttamente tumori, si rivelano indirettamente vettori di altrettanto pericolose patologie.

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  3. È vero che leggo brutte notizie sul mondo del food vegetale ma come sempre… il quantitativo maggiore di brutte notizie arriva dal mondo del food di derivazione animale.

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  4. L’unica via per rimanere in salute con un corpo sano è l’eliminazione immediata di carne e derivati dalla propria dieta.

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