Simply e Auchan ritirano Uvetta al cioccolato fondente “Passioni” per allergeni non dichiarati

Nuova segnalazione di richiamo in merito di sicurezza alimentare diramata dal Ministero della Salute. Ritirata uvetta per presenza anidride solforosa: scopriamo cos’è e a quale categoria appartiene. 

ll Ministero della Salute ha diffuso il richiamo per Uvetta ricoperta di cioccolato fondente del marchio Passioni Auchan per rischio presenza allergeni non dichiarati adeguatamente in etichetta. Tutti i lotti coinvolti nel ritiro sono stati prodotti presso lo stabilimento Dolceamaro a Monteroduni 865075 (IS) s.s. 85 km 32.896. Marchio di identificazione dello stabilimento del produttore: Corsino Corsini Spa

I prodotti, venduti in singole unità da 140 gr l’una, appartengono ai seguenti lotti:

17207 con scadenza 01/02/2019
17251 con scadenza 31/03/2019
17287 con scadenza 30/04/2019
18058 con scadenza 31/08/2019
18087 con scadenza 30/09/2019
18063 con scadenza 31/12/2019

Cliccando su ognuno dei link elencati relativamente ai lotti e alle singole scadenze, è possibile visualizzare il modello di richiamo corrispondente.

Motivo della segnalazione: Richiamo per rischio presenza allergeni.

Prodotto non conforme per possibile presenza di allergene (anidride solforosa) non dichiarata in etichetta

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il servizio clienti Auchan al numero verde 800 896996. I prodotti sono sicuri per le persone non allergiche.

Scopriamo di più sull’anidride solforosa:

Il diossido di zolfo (o ossido solforoso o anidride solforosa) è un gas incolore solubile in acqua con funzione di antiossidante, conservante, antisettico. È ‏identificata, in campo alimentare, con la i sigla E220. Ecco la definizione ripresa dal sito web Biodizionario.it:

Anidride Solforosa (E220)
Ingrediente alimentare
Descrizione: Conservante
Origine: Naturale, Deriva dalla combustione dello zolfo
Usato solitamente: Baccalà, gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, sottaceto e sottolio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, funghi secchi, uve trattamento post raccolta
Dose giornaliera: Circa 0.7 mg per kg di peso corporeo.
Tossicità: Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina B1. In pazienti asmatici più causare problemi respiratori. Se usato ad alte concentrazioni può causare disturbi gastrointestinali.
Vegan: Sì

Appartiene alla categoria dei “solfiti” e contrasta l’ossidazione e la diffusione di microbi, muffe, lieviti e batteri: i prodotti ricchi di zuccheri o amidi sono più soggetti a questi problemi di deterioramento. Può essere utilizzata in forma gassosa o liquida.

L’obbligo di dichiarare la presenza di questi conservanti vige nel caso in cui il contenuto sia superiore a 10 milligrammi per litro o per chilogrammo sul prodotto finito: si tratta dell’unica categoria di ingredienti allergenici soggetti ad una soglia di riferimento e di tolleranza. La quantità massima di solfiti negli alimenti è fissata dal Regolamento europeo 1130 del 2011 consultabile qui:  REGOLAMENTO (UE) N. 1130/2011 DELLA COMMISSIONE dell’11 novembre 2011

Il suo utilizzo è proibito negli USA per la conservazione della frutta e della verdura.

Per leggere correttamente le etichette, è necessario avere familiarità con alcuni nomi tecnici. Ecco con quali nomi chimici e sigle vengono identificati i solfiti negli alimenti:

Anidride solforosa, E220
Solfito di sodio, E221
Bisolfito di sodio, E222
Metabisolfito di sodio, E223
Metabisolfito di potassio, E224
Solfito di potassio, E225
Solfito di calcio, E226
Bisolfito di calcio, E227
Potassio solfito acido, E228

Per l’approfondimento degli ingredienti, è possibile visitare il sito web www.biodzionario.it, inserire la sigla o il nome chimico nell’apposito spazio per la ricerca e leggere tutte le indicazioni a riguardo. È anche possibile effettuare una ricerca multipla su più ingredienti.

 

 

 

 

  1. Gianfranco T. 25 agosto 2018, 7:48

    Questi approfondimenti erano davvero impossibili da trovare.
    Grazie
    Finalmente seguendovi sto imparando e prendendo dimestichezza con questo universo
    Sono direttore presso un punto market di una nota catena GDO e vi seguo sia per motivi personali, visto che sto perseguendo un percorso etico vegan ( solo da 5 mesi ahimè) , sia per motivi professionali.
    Volevo sapere nel caso avessi perplessità, posso scrivere qui o anche in privato ?
    Grazie

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  2. Sembra incredibile che un prodotto apparentemente “semplice e poco elaborato” possa essere così pericoloso per un soggetto allergico, eppure e’ così, per questo ci dovrebbe essere sempre più trasparenza nell’ingredientistica, piano piano saranno costretti ad indicare tutto ne sono certo.

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  3. Ma come possono le aziende fare errori simili???!!! È assurdo!!! Un attentato alla salute pubblica!

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  4. Infatti!!!
    A parte che sono previste sanzioni sulla mancata
    indicazione di allergeni negli alimenti , ma come si fa ad ometterli se il rischio per la salute può portare a conseguenze così gravi! Anche per chi non è allergico: perdita di calcio, distruzione della vitamina B1, problemi respiratori in soggetti asmatici, ……
    È allucinante ciò che può causare l’anidride solforosa, anche se non deve superare i 10 mg, ma avete letto in quanti alimenti è usato solitamente?
    Grazie ancora alla lodevole informazione della redazione dell’Osservatorio!!!
    Perché non vietarlo completamente oppure torniamo a fare in casa le marmellate, i succhi di frutta, i sottaceti, i sott’oli….., già il tempo…. Diamo più tempo alle nostre donne che lavorano anche la domenica!
    Abbiamo la fortuna di essere in Italia! Meglio un piatto di spaghetti con pomodorini freschi,ecc, anziché con queste conserve. Mi riferisco, naturalmente, a chi non può permettersi di acquistare il biologico!

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    • Sì infatti sono d’accordo con lei Tina. Il punto è l’informazione: se le persone non sono informate su cosa sono queste sigle, non possono sapere i danno che fanno. Si dovrebbe vietare completamente. Io come consumatore, quando leggo di queste notizie, mi sento truffato. Mi viene voglia di cominciare ad autoprodurre tutto da me ma come si fa? Si lavora 8 ore al giorno, la famiglia, la fretta di tutti i giorni. Come si trova il tempo e la calma di riappropriarci della qualità di ciò che mangiamo?

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  5. Maria Grazia G. 26 agosto 2018, 1:15

    C’è davvero da stare attenti a cosa si acquista , trovo che lo strumento Biodizionario, del food , sia davvero utile per imparare che si cela dietro a sigle per noi , poveri mortali, incomprensibili .

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  6. Scusate ma di cosa vi stupite? Ci avvelenano con tutto, basta leggere gli ingredienti di qualsiasi cosa, c’è differenza tra prodotto e alimento, se vogliamo morire presto allora compriamo tutti prodotti!

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