Sicurezza alimentare: richiamato spumante Fior D’arancio Colli Euganei

Nuova segnalazione di richiamo in merito di sicurezza alimentare diramata dal Ministero della Salute. Richiamato spumante Fior D’arancio Docg prodotto dalla Cantina Colli Euganei per concentrazione anidride solforosa fuori parametro. L’azienda invita i clienti a restituire il prodotto presso il punto vendita. Il diossido di zolfo (o ossido solforoso o anidride solforosa) è un gas incolore solubile in acqua con funzione di antiossidante, conservante, antisettico. È ‏identificata, in campo alimentare, con la i sigla E220.

Denominazione del prodotto: Fior D’Arancio Spumante Docg.

Commercializzato presso Cantina Colli Euganei Sca.

Lotto coinvolto: 26218A
Data di scadenza o termine minimo di conservazione: non fornito.
Nome del produttore: Cantina Colli Euganei Sca, via Marconi 314, VO

Il prodotto è venduto in bottiglie da 0,75 lt.

Motivo della segnalazione: Richiamo per concentrazione anidride solforosa fuori parametro.

L’azienda invita i consumatori a riportare il prodotto presso il punto vendita per la restituzione.

Modello di richiamo_documentazione 

Scopriamo di più sull’anidride solforosa:

Il diossido di zolfo (o ossido solforoso o anidride solforosa) è un gas incolore solubile in acqua con funzione di antiossidante, conservante, antisettico. È ‏identificata, in campo alimentare, con la i sigla E220. Ecco la definizione ripresa dal sito web Biodizionario.it:

Anidride Solforosa (E220)
Ingrediente alimentare
Descrizione: Conservante
Origine: Naturale, Deriva dalla combustione dello zolfo
Usato solitamente: Baccalà, gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, sottaceto e sottolio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, funghi secchi, uve trattamento post raccolta
Dose giornaliera: Circa 0.7 mg per kg di peso corporeo.
Tossicità: Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina B1. In pazienti asmatici più causare problemi respiratori. Se usato ad alte concentrazioni può causare disturbi gastrointestinali.
Vegan: Sì

Appartiene alla categoria dei “solfiti” e contrasta l’ossidazione e la diffusione di microbi, muffe, lieviti e batteri: i prodotti ricchi di zuccheri o amidi sono più soggetti a questi problemi di deterioramento. Può essere utilizzata in forma gassosa o liquida.

L’obbligo di dichiarare la presenza di questi conservanti vige nel caso in cui il contenuto sia superiore a 10 milligrammi per litro o per chilogrammo sul prodotto finito: si tratta dell’unica categoria di ingredienti allergenici soggetti ad una soglia di riferimento e di tolleranza. La quantità massima di solfiti negli alimenti è fissata dal Regolamento europeo 1130 del 2011 consultabile qui:  REGOLAMENTO (UE) N. 1130/2011 DELLA COMMISSIONE dell’11 novembre 2011

Il suo utilizzo è proibito negli USA per la conservazione della frutta e della verdura.

Per leggere correttamente le etichette, è necessario avere familiarità con alcuni nomi tecnici. Ecco con quali nomi chimici e sigle vengono identificati i solfiti negli alimenti:

Anidride solforosa, E220
Solfito di sodio, E221
Bisolfito di sodio, E222
Metabisolfito di sodio, E223
Metabisolfito di potassio, E224
Solfito di potassio, E225
Solfito di calcio, E226
Bisolfito di calcio, E227
Potassio solfito acido, E228

  1. I controlli ci salvano da tantissime “distrazioni aziendali” per fortuna. Gli alcolici sono pericolosi anche perché la legge gli permette di non inserire in etichetta tantissimi ingredienti chimici che il consumatore non conosce ma che sono tollerati dalle normative. Bisogna quindi cercare le cantine giuste per verificare che il prodotto sia più naturale possibile.

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  2. Ottimo approfondimento sulle sigle dei diversi solfiti utilizzati. Come sempre il sito del BIODIZIONARIO.it è la guida di riferimento per ogni ulteriore approfondimento.

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  3. Premetto che non sono un esperto in materia ma non ho mai capito perché nel settore del vino si possono omettere con così tanta leggerezza informazioni importanti come questi additivi. Spero le cose cambino e diventino più trasparenti in futuro

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  4. Come sempre ci troviamo qui a ringraziare chi esegue questi scrupolosissimi controlli al fine di tenere più sicuro ogni nostro acquisto.

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  5. Nel caso dei vini trovo che omettere alcuni ingredienti sia fuorviante per il consumatore. L’etichetta dovrebbe essere il più completa possibile e riportare ogni singolo ingrediente contenuto. Chi acquista deve avere la possibilità di sapere cosa ci sia all’interno di un prodotto dal primo all’ultimo ingrediente. Ci vuole trasparenza. E per fortuna che casi come questo vengono fuori.

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