Siamo tutti più connessi: aumenta dell’11% il tempo dedicato a comunicazione, social e streaming

In questo periodo di distanziamento sociale, aumenta il tempo che gli italiani trascorrono sul web; un dato interessante riguarda la differenza tra generazioni, con i “Baby Boomers” che risultano “i più connessi” rispetto al periodo precedente al lockdown. Aumenta anche il numero di consumatori che fanno la spesa online, con una crescita di 4,6 punti nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Se è vero che l’emergenza sanitaria in atto ha spostato i consumi alimentari verso prodotti plant-based, è altrettanto vero che in questi mesi si è assistito a un cambiamento nelle abitudini dei consumatori anche rispetto al tempo dedicato al mondo digitale, sia per gli acquisti che per l’intrattenimento. Secondo i dati diffusi dall’istituto di ricerche di mercato Gfk – che da fine febbraio sta monitorando sistematicamente gli effetti del Coronavirus sui mercati, i consumatori e i media – la prima novità interessante riguarda le abitudini digitali delle diverse generazioni.

Se in generale, durante il lockdown si è assistito a un aumento dell’11% del tempo che gli italiani dedicano a strumenti di comunicazione digitale, social media e streaming, sono stati soprattutto i Baby Boomers – ovvero le persone nate tra il 1946 e il 1964- con un +16% e coloro che appartengono alla Generazione X – nati tra il 1965 e il 1979 – con un +14% ad aumentare il tempo dedicato a queste attività, mentre verosimilmente prima del lockdown utilizzavano con meno frequenza questi strumenti. Nelle generazioni più giovani, invece, questo incremento è risultato più ridotto: +9% per i Millennials – nati tra il 1981 e il 1996 – e +3% per la Generazione Z, dei nati tra il 1997 e il 2019.

Ma non è tutto, perché i dati confermano anche che, in base all’età, gli italiani utilizzano gli strumenti digitali per interessi differenti:

  • i giovani della Generazione Z, durante il lockdown, hanno iniziato a dedicare più tempo del solito al fitness, alla spesa online (nel grafico indicata come GDO) e a tutto quello che riguarda la cucina;
  • i Millennials, invece, in quarantena hanno incrementato il tempo online dedicato rispettivamente a cucina, GDO e informazione quotidiana;
  • anche per la Generazione X troviamo al primo posto la cucina, seguita dagli strumenti digitali della Pubblica Amministrazione (PA online) e al terzo posto la GDO;
  • per finire, i Baby Boomers hanno incrementato soprattutto il tempo online dedicato alla GDO, seguito dalla PA online e dal settore Non Profit, nel quale si annoverano donazioni, raccolte fondi e volontariato.

Italiani e lockdown: la spesa online diventa un’abitudine

Un’altra informazione interessante diffusa da Gfk riguarda le abitudini di spesa degli italiani, indipendentemente dalla fascia d’età analizzata; emerge che dall’inizio della quarantena i consumatori sembrano essersi orientati sempre di più e sempre più facilmente verso gli acquisti digitali anche per quanto riguarda i prodotti di largo consumo (FMCG). I dati parlano chiaro: la crescita nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 è stata di 4,6 punti, con un incremento più significativo nel mese di marzo. Molti consumatori si sono approcciati per la prima volta in assoluto alla spesa online, tanto che il 37% delle famiglie italiane coinvolte non aveva mai fatto acquisti sul web di prodotti di largo consumo nell’ultimo anno.

Ma non basta, perché a quanto pare la domanda supera la disponibilità dell’offerta tanto che ben il 19% dei consumatori che hanno provato a fare acquisti di largo consumo sul web non ne ha avuto la possibilità per via della difficoltà di gestire le innumerevoli richieste: tra i vari disagi riscontrati in questo periodo, tempi di attesa prolungati oltre i dieci giorni, ma anche siti “in tilt” ed esaurimento immediato di alcune tipologie di prodotti dagli e-commerce. Quali sono, però, gli acquisti più gettonati? Secondo i dati forniti da Netcomm, Consorzio del Commercio Digitale Italiano, non solo generi alimentari, perché a registrare un grosso incremento delle vendite online è stato il pet care (+154%), seguito da cibi freschi e confezionati (+130%); prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%). “Stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna – dichiara Roberto Liscia, presidente di Netcomm – Di grande importanza è il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, che ha registrato una crescita del +349% e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale”.

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  1. Purtroppo confermo che il mio tempo trascorrono sul web è aumentato.

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