“Se non cambiamo, siamo fo**uti”: il video di Greta Thunberg arriva dritto al punto

Abbiamo tra le mani l’enorme responsabilità di salvare il Pianeta prima che sia troppo tardi: nel cortometraggio “For Nature”, Greta Thunberg ci spiega perché la crisi ambientale è una terribile minaccia, ma anche una grande opportunità di cambiamento.

“If we don’t change, we are f***ed” (Se non cambiamo, siamo fo**uti): un messaggio forte e chiaro lanciato da Greta Thunberg nel un breve video intitolato “For Nature” (in fondo all’articolo), pubblicato su Instagram pochi giorni fa, e che ad oggi ha già superato un milione di visualizzazioni. In questo cortometraggio – sponsorizzato dall’associazione internazionale Mercy for Animals – la ormai ex-bambina simbolo dei Fridays for Future parla di crisi climatica, crisi ecologica e crisi sanitaria, e della loro interconnessione.

Un collegamento che non siamo in grado di vedere, e che invece è la chiave per superare la situazione attuale, e dare un futuro al Pianeta. Milioni di persone sono morte a causa del Covid-19, ma lo stesso si può dire di altre malattie come le sars, l’influenza aviaria, l’influenza suina, l’ebola. Si tratta di zoonosi, malattie derivanti da un contatto animale-uomo. Oggi, oltre il 75% delle malattie infettive nuove o emergenti provengono da animali, principalmente dal commercio di animali selvatici e dall’allevamento industriale.

Le condizioni in cui gli animali sono tenuti negli stabilimenti e nei wet market – dove la fauna selvatica viene esposta viva e poi macellata direttamente sul posto – forniscono un ambiente fertile per la trasmissione dei patogeni. Il rischio di trasmissione del virus all’uomo è legato al contatto con la saliva, il sangue, l’urina, il muco, le feci o altri fluidi corporei di un animale selvatico infetto. Ovviamente, questa situazione è legata alla richiesta di proteine animali, e alle modalità anacronistiche di soddisfarla. “La prossima pandemia potrebbe essere molto, molto peggiore – chiosa Greta – Ma possiamo cambiare“.

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Il modo in cui ci procuriamo il cibo sta lentamente, ma incessantemente, devastando il Pianeta: la distruzione delle foreste porta alla scomparsa degli habitat della maggior parte degli animali e delle piante. La conseguenza è la perdita della biodiversità, il che rappresenta la condizione ideale per la diffusione di malattie. A questo si aggiunge l’estinzione di innumerevoli specie animali e vegetali, per mano dell’unica specie che ha preso il totale dominio del Pianeta. Senza contare che il sistema alimentare globale è totalmente illogico: “L’83% dei terreni agricoli nel mondo, viene usato per nutrire il bestiame – spiega Thunberg – Ma il bestiame fornisce solo il 18% delle calorie che consumiamo“.

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Climate change e sfruttamento animale: cosa possiamo fare noi?

Un altro argomento toccato dalla giovane attivista nel video riguarda i cambiamenti climatici e la loro connessione con il nostro sistema alimentare. In maniera del tutto anacronistica, facciamo affidamento su alimenti di origine animale la cui produzione non rappresenta solo un potenziale pericolo per la salute pubblica, ma è anche uno dei maggiori attori nella crisi climatica. Non le automobili o i combustibili fossili: l’allevamento, da solo, comporta un quarto delle emissioni globali di gas inquinanti. “Il passaggio a un’alimentazione vegetale, permetterebbe di risparmiare l’emissione di 8 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno“.

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Per finire, Thunberg punta i riflettori sulla questione etica, spesso bypassata dai media generalisti ma che noi, come Network, abbiamo più volte affrontato. La produzione di carne e derivati animali comporta lo sfruttamento e l’uccisione di oltre 60 miliardi di animali ogni anno; in questo calcolo non rientrano i pesci, la cui quantità è talmente elevata che non viene nemmeno misurata in base agli individui, ma in base al peso. Dalla metà del secolo scorso, l’uomo si è arrogato il diritto di considerare gli animali non più come individui capaci di provare emozioni e sentimenti, ma come “macchine da produzione” a cui far vivere una breve vita di stenti e sofferenza. La società ha iniziato a considerare normale, naturale e perfino necessario rinchiuderli a milioni in spazi angusti, sporchi e sovraffollati per ricavarne cibo, abbigliamento e tanto altro. Tutto questo, però, deve cambiare.

“Alcuni di noi hanno molte possibilità di scelta, altri non ne hanno affatto. Chi ha più potere ha più responsabilità, e la maggior parte di noi ha il potere di cambiare le cose. E tu? Cosa farai?”

Greta Thunberg

 

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  1. Possiamo cambiare. Ma diamoci una mossa…

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  2. Il fatto che il numero di individui acquatici sterminati non sia neanche calcolabile e che lo stesso venga definito in peso e non in vite uccise, rende purtroppo l’idea della gravità del comportamento umano.

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    Siamo ancora in tempo per cambiare, non possiamo di certo farlo con comodo però.

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    Siamo fottutissimi!
    Responsabile a mio modesto parere il sistema senso civico che ha smesso di funzionare ma non dimentichiamo che anche indietro , tradizioni barbare nei condimenti dell’ambiente e dei suoi abitanti erano costume ..
    Quindi tutto ha inizio davvero tanto tempo fa … quando forse dagli anni del secondo dopoguerra , si è pensato e creduto di avere solo diritti ( a tutto ) e non più doveri …
    E invece abbiamo prima di tutto doveri affinché i nostri diritti ( il principale ad una vita pulita , ad aria buona , ad un futuro è alla salute nostra e di ogni creatura ) possano essere rispettati e risolti da noi.

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    Gian Maria Cavalieri 30 Maggio 2021, 16:53

    Concordo con Greta. DOBBIAMO cambiare!

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    Il cambiamento deve avvenire! Non ci sono altre soluzioni, non ci sono altre vie! Go vegan

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    È necessario ripensare i modi di produrre il cibo per aiutare il pianeta e gli animali (e quindi anche noi uomini). La produzione di carne e derivati non è sostenibile.

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  8. Brava Greta, spero che il suo messaggio arrivi soprattutto ai giovani e che il cambiamento sia meno lontano di quanto sembri adesso!

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    In un mondo corretto dovrebbero essere le istituzioni a promuovere questo tipo di messaggi, invece ci deve pensare una giovane studentessa. Ammiro molto Greta e il modo in cui sta influenzando positivamente i giovani

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  10. Non c’è più tempo
    possibile che si possa continuare ad essere così egoisti ? L’ipocrisia di chi governa, che invita Greta a parlare e poi lascia tutto come prima è devastante.

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    Il Pianeta è decisamente maltrattato da troppo tempo…

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