Scarpe e inquinamento: quanto incidono le calzature sul nostro impatto ambientale?

Quello delle calzature è uno dei settori produttivi maggiormente inquinanti: tra i metodi e i macchinari usati per la produzione e per via dell’impiego di materiali dall’enorme impatto ambientale, le scarpe minacciano seriamente il pianeta e la salute di chi lo abita.

Ogni anno nel mondo si producono oltre 20 miliardi di paia di scarpe, con un impatto ambientale assolutamente non trascurabile. Il motivo è presto detto: le calzature sono prodotti complessi che richiedono l’impiego di molti materiali e processi di produzione diversi, entrambi fattori che incidono notevolmente sull’impatto ambientale complessivo del prodotto. Ovviamente, a questo va aggiunto che tutte le calzature immesse sul mercato presto o tardi arriveranno alla fine del proprio ciclo di vita, diventando un rifiuto da smaltire spesso con non poche difficoltà. Negli ultimi anni questo problema è stato esacerbato dall’avvento del cosiddetto “fast fashion“, ovvero quel settore della moda che produce capi di abbigliamento e calzature ispirati all’haute couture, ma messi in vendita a prezzi contenuti e rinnovati in tempi brevissimi.

Per fare un esempio, secondo uno studio condotto oltreoceano qualche tempo fa, la realizzazione di un classico paio di scarpe da ginnastica immette nell’atmosfera circa 136 kg di anidride carbonica, mentre altre tipologie di calzature, in media, immettono nell’ambiente 30 kg di anidride carbonica. Sì, perché nella fase di produzione di qualsiasi calzatura vengono impiegati macchinari tecnologicamente molto avanzati, che sono necessariamente alimentati con enormi quantità di combustibili fossili altamente inquinanti, che producono gas serra quando vengono bruciati. A questo si aggiunge che la produzione di calzature richiede l’uso di prodotti chimici – come per esempio le colle e i coloranti – che spesso vengono gestiti e smaltiti male, finendo per inquinare l’ambiente.

A questo si affianca un aspetto talvolta trascurato, legato alle immissioni di gas inquinanti che derivano dal trasporto di questa tipologia di prodotti: questo perché più che per altri settori produttivi, il trasporto è un aspetto fondamentale nel settore calzaturiero, dal momento che la maggior parte delle grandi aziende produttrici scelgono di costruire fabbriche in Paesi in cui la manodopera risulti a basso e bassissimo costo, con la conseguente necessità di distribuire successivamente le calzature nei diversi mercati internazionali.

Scarpe: di cosa sono fatte e perché fanno male all’ambiente?

Anche parlando di materiali impiegati nella produzione, le calzature risultano un prodotto altamente inquinante. Ciò che accomuna le decine e decine di tipologie di scarpe esistenti, è l’impiego di una grande varietà di materiali per la produzione, tra i quali spiccano per frequenza di uso il cuoio – la cui produzione è insostenibile dal punto di vista etico e ambientale – la tela, il poliuretano e il PVC a cui si aggiungono, a seconda della tipologia di scarpa, chiodi, lacci, occhielli in metallo, fili, velcro, tessuti di vario genere, schiume (per l’imbottitura), supporti per il tallone, rinforzi e tacchi. In media, si calcola che per la produzione di un solo paio di scarpe si utilizzino complessivamente 40 tipi di materiali diversi, il cui impatto ambientale è da calcolare anche singolarmente.

L’ultimo passo nel ciclo di vita di una scarpa è lo smaltimento, e anche in questo caso siamo di fronte a una minaccia ambientale considerevole. Riciclare un prodotto come le calzature è pressoché impossibile, vista la quantità di materiali diversi che le compongono; la conseguenza è solitamente uno smaltimento errato in discarica, che può portare a inquinare il suolo e l’acqua il che, naturalmente, ha enormi ripercussioni per l’ambiente ma anche per la salute umana. Risulta sempre più necessario e stringente innovare i metodi e i materiali di produzione, quindi, ma anche cambiare il modo di pensare e fare acquisti, facendo proprio in questo contesto più che mai il detto “less is more” in attesa di soluzioni creative e all’avanguardia per un problema tanto importante.

Scarpe vegan: le opportunità del mercato plant-based

La sostenibilità diventa quindi un imperativo categorico per questo comparto produttivo: numerose aziende hanno scelto di affiancare alla produzione “tradizionale” quella di calzature eco-sostenibili, con un riassetto della produzione in ottica “green”; altre, invece, puntano totalmente sul mercato delle scarpe vegan sostenibili, in costante espansione nonostante l’industria calzaturiera sia da sempre legata all’uso di materiali di derivazione animale.

Per approfondire l’argomento leggi anche:

Scarpe vegan: un mercato in corsa

Scarpe vegetali e sostenibili: l’esempio di Reebok che lancia le sneakers da running in eucalipto

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  1. Avatar

    La concia del cuoio è uno dei processi industriali più impattanti per il pianeta

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  2. Tematica molto complessa quella delle scarpe ma per fortuna sempre più aziende si stanno interessando a produzione ecologiche, sostenibili e vegan

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  3. Articolo veramente molto interessante 🙂 Meglio scarpe sostenibili e vegan.

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  4. Conosco luoghi in cui le concerie del pellame hanno reso impossibile vivere ed aumentato le malattie endemiche della zona

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  5. Bisognerebbe scegliere per quanto possibile vestiti e scarpe sostenibili, ma anche comprare di meno e buttare meno a cuor leggero…

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