Ristorazione: grandi opportunità dal food delivery. Un trend in crescita

Il food delivery è uno dei maggiori trend del momento, in grado di aprire molte opportunità di innovazione per il settore della ristorazione. Numerose, sono le piattaforme attraverso le quali è possibile ordinare cibo a domicilio direttamente dai propri ristoranti preferiti e gli italiani, accolgono favorevolmente questa nuova occasione di consumo. A rivelarlo, i dati del rapporto sulla ristorazione elaborato da Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Almeno 30,2% degli italiani ha avuto occasione di ordinare online il pranzo o la cena da piattaforme di food delivery. A confermare il trend in crescita, anche l’Osservatorio della famosissima piattaforma Just Eat. Che cosa si ordina? Sempre più interesse per l’healthy food con particolare attenzione alle pietanze vegetariane e vegane; boom di superfood e spezie.

Secondo il rapporto 2019 sulla ristorazione pubblicato da Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), almeno il 30,2% degli italiani ha avuto occasione di ordinare online il pranzo o la cena da piattaforme di food delivery.

È un trend in crescita: di cosa si tratta esattamente? Il food delivery è la possibilità di scegliere e ordinare cibo da una rete sempre più ampia di ristoranti, attraverso l’utilizzo di una piattaforma online e rappresenta una tra le novità più significative del mercato della ristorazione degli ultimi anni: un’abitudine che si sta consolidando all’interno delle famiglie italiane.

Un settore con un fatturato di 350 milioni di euro. Molti italiani, il 44,6% nello specifico, vivono il momento di mettersi a tavola come un’occasione di relax e per riunire la famiglia: il cibo ha un ruolo fondamentale nelle relazioni individuali e collettive.

Ma perché le persone preferiscono ordinare a domicilio? Secondo il report Fipe, ci sono diverse motivazioni. Le principali:

  • La scarsità di tempo a disposizione
  • La poca voglia di uscire o cucinare, rispettivamente nel 37,1% e nel 31,5%
  • La mancanza di prodotti in casa, nel 35,6% dei casi.

Sono i giovani i più abituati ad ordinare cibo online per la maggiore propensione all’utilizzo della tecnologia. Non si rilevano differenze di genere: il servizio di consegna a domicilio viene utilizzato da uomini e donne indifferentemente. La differenza si nota, invece, quando si guarda alla diffusione geografica del fenomeno: molto più diffuso al Nord che al Centro e al Sud del Paese, con la Lombardia in cima alla lista per la presenza di consumatori.

Che cosa si ordina?

Burger con patatine, pizza, cibo etnico ma si prevedono nuove tendenze sopratutto sul fronte della cucina veg:  veg meat, Beyond Burger, la cucina birmana e filippina e grande spazio a spezie e superfood.

A confermare questo trend in crescita, anche i dati rilevati dall’Osservatorio di Just Eat, famosissima piattaforma di food delivery. Secondo la l’indagine, il vero protagonista della consegna a domicilio è il cibo sano, l‘healthy food.

L’Osservatorio ha analizzato i dati degli ordini a domicilio da oltre 10.000 ristoranti in 1.000 città italiane. Il cibo sano a domicilio cresce di oltre il +150% di ordini. Si legge sul report:

Quella del cibo sano è un’opportunità che viene integrata sempre più anche nei menù dei ristoranti, grazie anche a una reale domanda del mercato che ha portato alla nascita di food concept sempre più specializzati in tipologie di cucina sana, dedicati ad esempio alla cottura al vapore o solo ai cibi crudi, agli hamburger vegetariani e vegani, o in cui chef e nutrizionisti collaborano per ottenere il massimo bilanciamento nutrizionale, fino ai Juice Bar

L’healthy veg food spopola: il vegetariano e vegano con +74% e le insalate con +30%.

Impennata anche per i burger (vegetariani, vegan, avocado e quinoa), per la pizza margherita senza glutine e le insalate componibili con gli ingredienti desiderati. Molti cibi vegetali per la maggior parte bio e con materie prime rigorosamente di stagione.

  1. Questi dati dovrebbero rappresentare degli interessanti spunti di riflessione perché ha un ristorante o si occupa di ristorazione: Ciò che emerge è che chi decide di spendere denaro per consumare del cibo, è interessato a fare un’esperienza di qualità: Healthy food con grande interesse per il vegan, bio possibilmente e di stagione. Credo che questo concetto si possa tranquillamente estendere anche all’esperienza di consumo presso il ristorante; non credo che questo trend riguardi solamente l’acquisto a domicilio. L’invito è quindi quello di volgere il proprio sguardo verso queste nuove opportunità, investire in formazione affinché si diventi competenti nell’ambito della cucina plant-based di qualità. Le sfide sono grandi opportunità!

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  2. Io preferisco cucinarmi il mio pranzo e la mia cena.. ma capisco che nel mondo di oggi queste sono nuove tendenze a cui far fronte. C’è comunque più cura nella scelta di cibi più sani anche in questi nuovi ambiti della ristorazione.

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  3. Sta di fatto che quello della ristorazione è un settore che ha bisogno di sempre più innovazione. vincerà chi saprà coniugare innovazione nell’imprenditoria (e nelle tecnologie) con il rispetto e la valorizzazione delle migliore tradizione italiana e anche di ogni altra cultura.

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    sarà ma il ristorantino con il titolare che serve al tavolo con la moglie in cucina è una cosa che non ha prezzo

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    Il food delibera è un trend in crescita sia per i pasti consegnati in ufficio che per delle cene, personalmente non ho ancora sperimentato un tale servizio perché amo cucinare e nel caso devo mangiare qualcosa preparato da altri preferisco recarmi io al locale. A parte la mia esperienza importante è che chi usa questo servizio scelga cino di qualità e Vegan

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  6. Personalmente non ho mai usato un servizio del genere e non ne sento il bisogno ma capisco che in un mondo come quello di oggi, che va sempre più veloce e dove è necessario ottimizzare sempre più i tempi ci sta anche che sia nato questo tipo di servizio

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    Forniamo food packaging monouso alla ristorazione per il cosiddetto “food delivery”, pertanto chi più di noi conosce il trend del cibo a domicilio. Siamo stati precursori, forti della nostra esperienza Australiana e Londinese e allora (2002) in Italia esistevano pochissime organizzazioni che effettuavano servizio a domicilio, a parte le pizzerie che hanno sempre fatto pizze da asporto. Il “trend” poi è cresciuto perché la nuova generazione di “millennials” non sa cucinare o non ne ha voglia. Nessuno glielo ha insegnato e anche la vera qualità, non quella del marketing, a parte qualche eccezione, sta via via scomparendo. Chi non conosce gli ingredienti come fa a distinguere se una cosa è fatta bene ? A parte la cucina asiatica che può proporre qualunque cosa, e si fa andare bene. Chi ordina dall’ufficio ha esigenze diverse. Quindi, va bene che i ristoranti abbiano uno “sbocco” in più nella vendita, visto che scarseggia la clientela al tavolo, ma non parliamo di qualità perché anche Mac Donald ha triplicato il numero di consegne a domicilio dei suoi panini. Sai che “buoni” quei panini che viaggiano minimo 15 minuti prima di arrivare sulla tavola. Buon appetito :):(

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    • Salve,
      grazie di aver condiviso il suo punto di vista. Il consumo a casa rappresenta un’alternativa, non la soluzione migliore: è un’opzione che offre uno spunto di consumo diverso. Sulla scarsa qualità di un prodotto fast-food come il McDonald che ha citato lei, direi che non ci sono dubbi. Ma il food delivery sta diventando molto di più: è proprio questa la notizia. Le persone vogliono consumare in casa quello che per esigenze di tempo o capacità, non potrebbero cimentarsi a cucinare in maniera autonoma. Non solo panini dunque. Nelle maggiori piattaforme di consegna a domicilio, non si ordina solo cibo da fast food. Sono i ristoranti a proporre gli stessi piatti che offrirebbero nella struttura, anche per il consumo casalingo. Poi, che dire? Ovvio che disponendo di tempo, buona capacità ai fornelli e gli ingredienti giusti, il cibo preparato e mangiato è il top.

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