Report GFI: il successo del prodotto vegetale nel 2019 e le previsioni per il futuro

Il Good Food Institute (GFI) è un’organizzazione no profit internazionale che sta promuovendo un sistema agricolo sostenibile, sano e giusto attraverso l’innovazione alimentare. Ha pubblicato un report relativo al mercato plant-based del 2019 offrendo la fotografia di un anno rivoluzionario per l’industria alimentare a base vegetale degli Stati Uniti. L’analisi di GFI analizza i dati relativi alle vendite al dettaglio e al servizio di ristorazione, analisi degli investimenti, progressi tecnici, approfondimenti sui consumatori e previsioni del settore. Ciò che emerge è uno scenario ottimistico di crescita sia in termini di produzione che di consumo.

Fino ad ora, il 2019 è stato l’anno di maggior successo per carne vegetale, sostituti delle uova e prodotti alternativi alle referenze del settore lattiero-caseario. La loro crescita negli Stati Uniti è stata vertiginosa e in continua evoluzione. Nonostante questa crescita e l’enorme traguardo raggiunto nel 2019, c’è un dato che dovrà rappresentare un ulteriore stimolo di crescita: la popolazione globale si prevede raggiungerà i 9,8 miliardi entro il 2050 e la domanda di carne potrebbe aumentare di oltre 50%. Per soddisfare questa crescente domanda di proteine su scala mondiale, è fondamentale che le alternative vegetali ai prodotti animali diventino una realtà consolidata. La risposta all’aumento demografico non può infatti essere fornita dall’allevamento e dalla filiera della carne di cui conosciamo i costi ambientali, etici e sanitari. Diversi prodotti oggi sul mercato, hanno dimostrato che con un approccio biomimetico si può riprodurre il sapore, la consistenza e la texture nonché l’esperienza complessiva del mangiare carne con un alto grado di soddisfazione del consumatore.

Ndr: Che cos’è la biomimetica? La Biomimetica (dal greco “βιός μίμησις”) significa imitazione della vita ovvero imitazione della natura. La biomimetica è una scienza che, osservando la natura, trae spunti utili a riprodurre artificialmente strutture, forme e materiali. Molte sono le discipline che traggono giovamento dalla biomimetica a partire dall’ingegneria, la chimica, la fisica, la biologia, la scienza dei materiali e nel caso specifico di cui cistiamo occupando, anche la tecnologia alimentare.

Il Good Food Institute ha prodotto un report annuale dal titolo “2019 U.S. State of the Industry Report Plant-Based Meat, Eggs, and Dairy” per fornire un quadro della situazione per l’industria alimentare statunitense con particolare attenzione al fenomeno della produzione vegetale evidenziandone i principali sviluppi e le tendenze per il 2020 e oltre. Il report studia l’evoluzione dei prodotti sul territorio americano ma fornisce degli ottimi input per valutare previsioni e opportunità anche sul mercato europeo. Le aree trattate nel report sono molteplici. Riportiamo qui i principali dati relativi a tre settori in particolare: investimenti, retail e consumo.

Investimenti

Come analizzato da Good Food Institute, l’ultimo decennio ha portato una crescita incoraggiante e primati straordinari per gli investimenti alimentari a base vegetale. Sono stati effettuate ingenti allocazioni di denaro: GFI stima che in questo momento ammonta a circa $ 2,3 miliardi, il capitale investito. Solo nel 2019, gli investimenti in venture capital hanno raggiunto circa 457 milioni di dollari: il 20% di tutti gli investimenti nelle imprese alimentari americane che si occupano di prodotti vegetali, è avvenuto nel 2019.

Fonte: REPORT GFI

Mentre gli alimenti a base vegetale diventano sempre più mainstream, sia i ristoranti sia rivenditori sia gli imprenditori stanno lavorando per soddisfare una domanda crescente da parte dei consumatori. Questa domanda, sommata all’efficienza economica degli alimenti a base vegetale e al successo senza precedenti di società come Beyond Meat quotate in borsa, ha generato grande interesse tra gli investitori e le realtà aziendali. In effetti, almeno 1 su 5 realtà produttrici di carne negli Stati Uniti, ha investito nella fake meat attraverso parterships, lanci di prodotti o partecipazioni finanziarie in altre società. Queste grandi aziende con esperienza accelereranno ulteriormente l’arrivo sul mercato di nuovi prodotti innovativi. Le opportunità nel cibo plant-based vanno ben oltre la produzione del prossimo ottimo burger vegan. Via via che l’industria si consolida, il potenziale per nuovi prodotti, nuovi ingredienti e  processi di fabbricazione andranno ulteriormente a promuovere opportunità di innovazione, crescita e investimenti.

Retail

La crescita significativa nella distribuzione e nelle vendite di prodotti a base vegetale non è un fenomeno limitato al mercato statunitense. Questa tendenza è evidente nello studio di aree specifiche in tutto il mondo. Le vendite globali di latte vegetale per esempio, hanno raggiunto i $ 16 miliardi stimati nel 2018 e si prevede che raggiungeranno i 38 miliardi di dollari entro il 2024. Fuori dagli Stati Uniti, i produttori di alimenti di origine vegetale hanno concentrato la loro attenzione sull’Europa. Beyond Meat ha annunciato che in questo 2020 inizierà una produzione di vegan meat nei Paesi Bassi e Impossible Foods ha avviato la pratica di richiesta all’UE per iniziare a vendere i prodotti su territorio europeo. Sempre più spesso, i rivenditori rispondono alla domanda di carne vegetale con assortimenti di prodotti sempre più variegati.

Ecco i dati di crescita delle principali categorie di prodotto, su territorio americano:

Come si evince dalla rappresentazione grafica, la crescita di alcune categorie di prodotto vegetale è davvero vertiginosa: bevande, fake meat, yogurt, formaggi, salse spalmabili e sostituti delle uova registrano le performance migliori.

Consumo

In aggiunta alla produzione di prodotti migliori e strategie di merchandising più efficaci, lo shift verso i prodotti vegetali avviene anche per la richiesta dei consumatori che stanno contribuendo a costruire un mercato favorevole per i sostituti vegetali. I consumatori prendono in considerazione fattori come la salute, la sostenibilità e l’impatto sociale per operare le loro scelte alimentari. Un recente sondaggio indica che il 66% dei consumatori sta riducendo il consumo di almeno un tipo di carne: si tratta del  più grande mercato di destinazione degli Stati Uniti. Quasi un terzo della popolazione statunitense prevede un ridimensionamento dei consumi indipendentemente dal fatto di volersi identificare come “flexitarian” o “meat reducer” (coloro che riducono il consumo di sola carne).

Nel grafico si rappresenta la gerarchia delle principali motivazioni che spingono i consumatori ad orientarsi verso i prodotti vegetali. Un recente studio sulla percezione delle referenze ha scoperto che il gusto è l’attributo più probabile a guidare l’acquisto per tutte le fasce di età. Familiarità e freschezza costituiscono il secondo livello di motivazione. Salute e prezzo sono correlati positivamente con l’acquisto ma non in maniera incisiva come il gusto, la familiarità e la freschezza. Benefici come l’impatto ambientale hanno ottenuto risultati modesti e difficilmente influenzeranno fortemente la decisione di acquisto. In generale, hanno comunque un appeal migliore nelle generazioni più giovani.

Le aziende stanno utilizzando nuove strategie di marketing per raggiungere fette di popolazione sempre più ampie che includono sia onnivori curiosi di provare e introdurre nella loro routine prodotti vegetali, sia flexitarian o meat reducers. Il primo significativo passo verso l’espansione della base di consumatori si è verificato nel 2016, quando il Beyond Burger divenne il primo prodotto a base vegetale sostitutivo della carne ad essere venduta nei banchi refrigerati accanto alla carne, lungo le corsie tradizionalmente occupate dai prodotti di origine animale. Altre società poi, hanno seguito l’esempio.

Quanto all’appeal di questi prodotti sulle fasce di popolazione, ciò che emerge è che le generazioni più giovani sono significativamente più interessate alla carne di origine vegetale rispetto ai più anziani: il 48% degli under 40 rispetto al 27% delle persone over 40. I Millennial rappresentano la fascia più interessata mentre i membri della Gen Z, che stanno acquisendo potere d’acquisto, consumano carne a base vegetale al tasso più alto.

Di seguito, due grafici che dimostrano i principali trend di consumo per bevande vegetali e fake meat:

Leggi anche:

É corsa alla “carne” vegetale: la pandemia accelera gli acquisti plant-based. La rassegna stampa internazionale

Coronavirus: l’Asia verso un’alimentazione plant-based per paura del contagio

Stati Uniti: cresce il trend dell’alimentazione plant-based; qual è la situazione Stato per Stato?

“Carne” vegetale: quasi la metà dei consumatori onnivori la provano per curiosità

Latte vegetale: è boom a livello globale per quello di avena

Mercato dei sostituti del formaggio: valore, volumi e tendenze

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. Il mondo sembra muoversi sempre più verso il vegetale… ci auguriamo che questa tendenza si consolidi sempre più

    Reply
  2. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 20 Maggio 2020, 13:33

    Le alternative vegetali stanno diventando sempre più il “new normal”. Ed è così che deve essere.

    Reply
  3. I numeri parlano chiaro. Il futuro è vegetale.

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti