Report 2018 frodi alimentari: reati in aumento. Quali sono i principali illeciti?

Pubblicato il report 2018 sulle frodi alimentari a cura dell’Icqrf, organo tecnico di controllo del ministero. Le notizie di reato, rispetto al 2017, sono in aumento del 58% e ammontano a quota 721: una media di quasi due al giorno. I controlli antifrode sono stati 54.098, di cui 40.301 ispettivi e 13.797 analitici. Gli operatori ispezionati sono stati oltre 25mila. Sono ben 17.600, le tonnellate di merce sequestrata per un valore totale di oltre 34 milioni di euro. Il Ministro Gian Marco Centinaio ha commentato: “Per tutelare ancora di più le nostre produzioni abbiamo messo nella legge di bilancio nuove risorse e più ispettori antifrode”. Scopriamo gli illeciti più frequenti per area merceologica.

Pubblicato in data 6 Febbraio 2019 sul sito web ufficiale del Mipaaft , il report annuale dell’ICQRF (Dipartimento dell’Ispettorto centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari).

Che cosa è emerso?

I controlli antifrode sono stati 54.098, di cui 40.301 ispettivi e 13.797 analitici. Gli operatori ispezionati sono stati oltre 25.000 e i prodotti, circa 53.000. I controlli hanno riguardato per l’87% i prodotti alimentari e per il restante 13% i mezzi tecnici per l’agricoltura (mangimi, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari).

Le irregolarità rilevate hanno riguardato il 20,3% degli operatori, il 12,4% dei prodotti e 8,7% sono stati i campioni con esito analitico irregolare. Nel corso delle operazioni di controllo,  sono stati sequestrati prodotti agroalimentari per oltre 17,6 milioni di kg per un valore di oltre 21,8 milioni di euro, a cui vanno ad aggiungersi oltre 12,2 milioni di euro di beni mobili e immobili, per un totale del valore dei sequestri di oltre 34 milioni di euro;561, è il numero deg li interventi fuori dei confini nazionali e sul web a tutela del Made in Italy agroalimentare.

Quali sono i principiali reati? Ecco quanto emerge nelle categorie merceologiche più rilevanti:

VITIVINICOLO

  • Commercializzazione fraudolenta di vini a DOP e a IGP non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione
  • Sofisticazione di prodotti vitivinicoli per annacquamento e/o zuccheraggio
  • Detenzione di prodotti vitivinicoli “in nero”, non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina
  • Illecita detenzione negli stabilimenti enologici e nelle cantine di sostanze zuccherine atte a sofisticare i mosti e i vini
  • Irregolare aggiunta di aromi nel vino
  • Mancata o irregolare tenuta dei registri di C/S
  • Irregolarità nei documenti di accompagnamento
  • Violazioni delle disposizioni in materia di designazione e presentazione e/o nel sistema di chiusura di vini, sia generici, che a denominazione d’origine

OLIO

  • Oli extravergine di oliva risultato di categoria inferiore all’analisi chimica e/o organolettica
  • Mancata o irregolare indicazione dell’origine geografica negli oli extravergine di oliva
  • Olio extravergine di oliva dichiarato da agricoltura biologica con presenza di residui di prodotti fitosanitari rilevata all’analisi
  • Violazioni delle norme di etichettatura e presentazione degli oli di oliva per omissioni di indicazioni obbligatorie, irregolare utilizzo di indicazioni facoltative, impiego ingannevole della designazione di origine
  • Mancata o irregolare tenuta dei registri telematici degli oli di oliva
  • Commercializzazione di oli extravergini di oliva ottenute dalla miscela con oli di semi
  • Commercializzazione di oli di semi di girasole, risultati all’analisi miscelati con oli di specie diversa da quella dichiarata

LATTIERO CASEARIO

  • Formaggi generici, e talora anche formaggi a DOP contenenti, conservanti non consentiti o non dichiarati
  • Formaggi pecorini e bufalini risultati all’analisi aggiunti di latte vaccino
  • Violazioni delle norme di etichettatura e presentazione dei prodotti lattiero caseari per omissioni di indicazioni obbligatorie, tra le quali l’indicazione dell’origine geografica del latte, eper impiego ingannevole della denominazioni di origine
  • Mancata adozione di idonei sistemi di tracciabilità dei prodotti lattiero-caseari
  • Non conformità gravi nel piano di controllo dei formaggi a DOP

CARNE E PRODOTTI A BASE DI CARNE

  • Impiego di suini non conformi al disciplinare di produzione di prosciutti a DOP
  • Preparazioni di carne suina e bovina con composizione nutrizionale difforme dal dichiarato
  • Carne di pollo surgelata con tenore in acqua superiore al limite consentito
  • Prosciutto cotto e altri prodotti a base di carne suina e avicola irregolarmente etichettato per omissione o errata indicazione degli ingredienti utilizzati
  • Irregolare etichettatura di carni e preparazioni a base di carne, per utilizzo di menzioni ingannevoli e per impiego ingannevole della designazione di origine
  • Irregolarità nel sistema di tracciabilità della carne

UOVA

  • Vendita di uova della categoria extra oltre il termine consentito
  • Non conformità delle indicazioni dichiarate in etichetta o sull’imballaggio, anche in riferimento alle diciture facoltative
  • Mancanza delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento delle attività di imballaggio e classificazione delle uova
  • Irregolarità nelle registrazioni contabili

ORTOFRUTTA

  • Irregolare etichettatura di prodotti ortofrutticoli, per utilizzo di menzioni ingannevoli su origine, provenienza, qualità e altre indicazioni obbligatorie
  • Prodotti ortofrutticoli biologici, in particolare lenticchie e arance, contenenti residui di principi attivi non consentiti
  • Agrumi irregolari per trattamento in superficie con principi attivi non dichiarati
  • Usurpazione o evocazione delle denominazioni di origine o indicazioni geografiche di prodotti ortofrutticoli
  • Prodotti ortofrutticoli privi di tracciabilità
  • Falsa indicazione dell’origine

CEREALI

  • Produzione e commercializzazione di cereali biologici in violazione delle norme tecniche di produzione
  • Riso con difetti superiori alle tolleranze di legge
  • Mancata o irregolare indicazione dell’origine geografica in risi e paste
  • Irregolarità nella commercializzazione del pane
  • Pane parzialmente cotto, surgelato, venduto senza specificazione in etichetta
  • Usurpazione o evocazione delle denominazioni di origine
  • Farine e paste secche con tenore in ceneri superiore o inferiore al limite di legge
  • Cereali, Farine e paste secche da agricoltura biologica contenenti principi attivi non consentiti

Consulta il report completo a questo link: REPORT ATTIVITÀ 2018

Leggi il Comunicato stampa congiunto Ministero della Salute e Comando Carabinieri Tutela Salute

Ha commentato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio:

“Come Governo siamo in prima linea nel contrasto al fenomeno della contraffazione del made in Italy, lesivo dei diritti dei consumatori ma anche degli interessi economici dell’intera filiera agroalimentare. I risultati dell’Icqrf dimostrano il nostro impegno. Per tutelare ancora di più le nostre produzioni abbiamo messo nella legge di bilancio nuove risorse e più ispettori antifrode: erano oltre dieci anni che non si investiva in modo così deciso nella protezione del made in Italy. La mia priorità è difendere gli agricoltori italiani e i consumatori”.

  1. Un quadro decisamente desolante…
    Inoltre nella produzione di alimenti di origine animale ilntutto è aggravato dal fatto che spesso le violazioni di legge si traducono in torture per milioni di esseri viventi oltre a quanto già si trovano ad affrontare nel loro sterminio quotidiano
    L’unica strada è il boicottaggio totale di ogni prodotto che ha comportato sfruttamento e uccisione di animali.

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  2. No a prodotti animali! Si all’Italia che comunque resta un paese dove i controlli esistono! In alcuni veramente la sicurezza alimentare è zero.

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  3. Avatar

    L’Italia fortunatamente in questo settore riesce a posizionarsi tra i paesi che effettuano piu controlli, ma con la globalità il tutto diventa sempre piu complicato e difficile da controllare.

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  4. Il quadro è molto chiaro e mostra che i prodotti animali sono sicuramente un’isola di contraffazione marcata e abbiamo visto molti casi gravi in questi ultimi periodi .

    W la terra e i prodotti che ci dona !
    Go Vegan

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  5. Avatar

    su queste pagine leggo continuamente di frodi sempre frodi. la finiranno mai? ma non vengono bloccati da qualcuno?

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  6. Il consumatore riesce a comprendere che le frodi alimentari sono più che altro su alimenti di origine animale ?

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  7. Avatar

    Innanzitutto ortofrutta e cereali e vino non sono alimenti di origine animale. Le frodi e adulterazioni spesso sono frutto di una mancata/scarsa attenzione a quella che è la tracciabilità di filiera. Sicuramente serve un’azione più strutturata nella gestione della filiera alimentare in toto con una adeguata formazione e finanziamenti in questa direzione.

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  8. Come si può vedere il rischio è sempre più diffuso su cibo di origine animale… buona osservazione quella di Francesca! Scegliere vegan riduce ogni rischio!

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