Rapporto Coop 2020: dopo il lockdown per gli italiani il cibo è locale, sostenibile e salutare

Il Rapporto Coop 2020 fornisce un quadro dettagliato delle abitudini di consumo degli italiani in questo periodo post lockdown: il cibo assume un ruolo fondamentale, con particolare attenzione alla sua provenienza, e le abitudini “green” si consolidano per gran parte della popolazione.

Maggiore attenzione alla sostenibilità, ma anche alla provenienza del cibo e al suo impatto sulla salute: questa è la fotografia delle nuove abitudini degli italiani dopo il lockdown restituita dal Rapporto Coop 2020, che come ogni anno descrive le scelte dei consumatori e le tendenze negli acquisti. Nonostante l’emergenza sanitaria in atto abbia sollevato problematiche urgenti riguardanti il lavoro, la crisi economica e le disuguaglianze, quello della sostenibilità sembrerebbe un tema ancora molto sentito dagli italiani, anche in questo momento di crisi. In generale, gli italiani si dichiarano sensibili alle tematiche “green”, che declinano in maniera differente nella propria quotidianità in base alle proprie conoscenze e sensibilità.

Il Rapporto Coop individua i 4 “stili sostenibili” degli italiani: c’è chi cerca di adottare quotidianamente comportamenti sostenibili (26%), chi vede nell’innovazione tecnologica il punto di partenza per una nuova sostenibilità (18%), chi sostiene l’importanza della sostenibilità come dovere etico e morale di tutti (22%), e chi associa al concetto di sostenibilità  la valorizzazione e la protezione del territorio (34%). In generale, quello che emerge è la rinnovata attenzione per le tematiche ambientali anche legate alla crisi sanitaria in atto: 15 milioni di italiani pensano che il Covid-19 sia una conseguenza della scarsa tutela della biodiversità, dell’ambiente e degli animali. E non a torto, perché uno studio pubblicato di recente mette in correlazione la diffusione di pandemie come quella da Covid-19 alla deforestazione e alla distruzione degli ecosistemi da parte dell’uomo.

Cibo: dopo il lockdown cambiano gli stili alimentari

Dopo la chiusura di tutte le attività emergono nuovi stili alimentari, che con tutta probabilità rappresenteranno il “new normal” nel prossimo futuro. Cambiano le scelte di acquisto, in primo luogo rispetto alla provenienza: sebbene dopo il lockdown il cibo etnico sia tornato nei carrelli degli italiani, per un italiano su due l’elemento dell’italianità e della provenienza dal territorio del cibo acquista più
importanza che in passato (con particolare riferimento al territorio dove si vive e al km zero). A questo proposito leggi anche: L’Italia nel carrello genera un valore di 7,4 mld di euro

Nonostante la crisi e l’aumento dell’inquinamento da plastica anche per i packaging dei prodotti, il carrello degli italiani resta “green”: 1,7 milioni di consumatori prevedono di acquistare prodotti alimentari naturali/sostenibili nel 2021 e l’Italia risulta ai primi posti tra i paesi europei per la crescente attenzione alla sostenibilità. Tra le motivazioni legate a questa scelta, anche la tutela dell’ambiente e del benessere animale.

E parlando di sostenibilità in termini alimentari non si può fare a meno di parlare di alimentazione plant-based: come si riporta infatti nella nota stampa ufficiale a presentazione del documento, “guardando i carrelli, nell’estate riacquista forza il gourmet (+16.9%), l’etnico (+15,4%) e il vegan (+6,9%)”. In generale, aumenta l’attenzione per il cibo salutare: il 38% degli intervistati afferma che continuerà ad acquistare prodotti alimentari salutari e salutistici anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria, prediligendo le preparazioni home made (35%).

Il cibo, in questo periodo di crisi, ha assunto un ruolo centrale nella vita degli italiani, con un’attenzione particolare alla salute: quello dei cibi “healthy” è ormai un trend diffuso, non solo per quanto riguarda gli ingredienti alimentari ma anche in relazione alla stringente necessità della sicurezza sanitaria dei prodotti e delle loro confezioni. Un italiano su tre considera l’igiene del prodotto un
elemento di scelta, accendendo ancora una volta i riflettori sulla paura rispetto alle possibilità di contagio.

Leggi anche: Istituto Superiore di Sanità: i consigli per la sicurezza alimentare in Fase 2

Da non sottovalutare è anche la nuova tendenza di acquisto alimentare online, dettata nei tempi di lockdown da necessità contingenti ma destinata a consolidarsi, tanto che le previsioni indicano un +95% a fine 2021, con un valore complessivo che sfiorerà i 2,7 miliardi di euro – cifra che, fino a prima della pandemia, era prevista per il 2025. Le nuove abitudini di spesa, però, non sono destinate a soppiantare totalmente quelle tradizionali: molti consumatori si rivolgono a soluzioni “intermedie” come il click&collect – ovvero la possibilità di ordinare un prodotto online e poi ritirarlo in negozio – anche se la consegna a domicilio rimane la scelta preferita degli italiani.

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