Proteine vegetali e animali: come si misura la sostenibilità?

È noto che la “carne” di origine vegetale sia oggettivamente più sostenibile della carne animale. Ma cosa significa veramente “sostenibile”? Con quali parametri possiamo misurare la sostenibilità tra diversi alimenti?

 

Una nuova ricerca sulla carne a base vegetale di GFI (Good Food Istitute) standardizza e confronta le valutazioni del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) dei prodotti sostitutivi della carne, analizzando le emissioni di gas serra, l’uso del suolo, l’uso dell’acqua e l’inquinamento dei nutrienti acquatici.

Il miglioramento dell’efficienza della dieta occidentale è cruciale al raggiungimento della sostenibilità. La carne a base vegetale è la chiave di volta per attualizzare lo shift verso un sistema alimentare meno impattante.

Mangiare plant based è fondamentalmente più efficiente di coltivare piante per nutrire gli animali destinati all’industria alimentare. Ogni studio effettuato fino ad oggi rileva che sostituendo la carne convenzionale
con fonti proteiche vegetali, si riduce fortemente e in modo sostanziale ogni impatto ambientale misurato. Ecco i parametri di valutazione:

Utilizzo del suolo

La carne a base vegetale utilizza dal 47% al 99% in meno di terra rispetto alla carne convenzionale, con un risparmio medio del 93%. Allevare animali per il consumo umano occupa il 77% delle terre agricole del mondo ma fornisce solo il 17%del nostro cibo. Questa inefficienza determina la necessità di gestire un’agricoltura intensiva che è il principale driver dei danni all’ecosistema. La pesca d’altra parte rappresenta da sola, l’elemento primario di danno all’ecosistema marino.

Emissioni di gas serra

In tutto il mondo, l’agricoltura animale è la principale causa del climate change: risulta essere un fattore più impattante rispetto al
i cambiamenti climatici rispetto all’intero settore dei trasporti. La produzione di vegan meat causa dal 30% al 90% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla produzione di carne convenzionale, con un risparmio medio dell’88,5%.

Gli ingredienti primari per i prodotti vegetali hanno emissioni di gas serra molto basse e il processo di raffinazione delle materie prime ha un impatto contenuto in un range che va dal 13% al 26% sulla filiera di produzione. Il terreno non più necessario per l’alimentazione animale, potrebbe essere usato per mitigare i cambiamenti climatici attraverso attività di rimboschimento, il conservazione del suolo o produzione di energia rinnovabile.

Consumo dell’acqua

La produzione di carne di origine vegetale consuma dal 72% al 99% in meno di acqua, con un risparmio medio del 95,5 percento.
L’agricoltura animale sfrutta quasi un terzo dell’acqua impiegata nell’agricoltura globale. Il fabbisogno idrico risulta enormemente più contenuto rispetto a quello destinato a prodotti vegetali.

Inquinamento acquatico

L’eutrofizzazione è una delle principali minacce per le riserve di acqua e l’agricoltura animale è una delle sue principali cause. L‘eutrofizzazione, una condizione di sovrabbondanza di nitrati e fosfati in ambiente acquatico, stimola la proliferazione di alghe microscopiche che, a loro volta, non essendo smaltite dai consumatori primari, determinano una maggiore attività batterica; aumenta così il consumo globale di ossigeno, e la mancanza di quest’ultimo provoca alla lunga la morte dei pesci. La carne a base vegetale provoca dal 51% al 91% in meno di inquinamento nei sistemi acquatici, con un risparmio medio del 75,5% rispetto alla carne convenzionale. La produzione derivati animali compromette la qualità dell’acqua in tutto il mondo causando micidiali accumuli di nutrienti attraverso il deflusso.

Inquinamento e antibiotici

Negli Stati Uniti, oltre il 70% degli antibiotici viene utilizzato nell’agricoltura animale. La carne a base vegetale non contiene antibiotici. Il loro utilizzo è causa del fenomeno della batterio resistenza. La carne a base vegetale ci consente di eliminare completamente il problema.

Fonte: GFI

La via verso un sistema alimentare sostenibile

La vegan meat offre ai consumatori il gusto della carne convenzionale con un costo ambientale minimo. Questo settore, che ha visto una grande innovazione negli ultimi anni, rappresenta attualmente poco meno dell’1% del mercato della carne al dettaglio. Secondo le rilevazioni di GFI, per realizzare pienamente la sua promessa, l’innovazione della carne vegetale deve avvenire seguendo tre step in particolare:

1. ricerca finanziata con fondi pubblici per l’innovazione di prodotti e metodi che possono contribuire a migliorare il gusto, l’accessibilità e l’impatto ecologico delle referenze plant based

2. regolamenti e leggi di etichettatura eque e linee guida empiriche di sicurezza che consentano alle ai sostituti vegetali di inserirsi senza ostacoli nello spazio commerciale;

3. sostegno da parte di aziende alimentari e enti governativi per accelerare il passaggio a un complesso alimentare sostenibile.

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. E’ evidente ormai a tutti come l’utilizzo di carne e derivati animali sia completamente insostenibile per il pianeta e soprattutto inaccettabile da un punto di vista etico.

    Reply
    • Avatar

      Certo, o si cambia o è tutto inutile 😔

      “La vera comprensione va al di là della ragione e che si fonda sull’istinto, sul cuore”
      Tiziano Terzani. ❤️

      Reply
  2. L’unico modo per dare tregua a questo pianeta così provato dall’uomo è passare a un’alimentazione plant based, ormai è evidente..

    Reply
  3. Mi vien da rispondere a “COME SI MISURA LA SOSTENIBILITÀ?” con “QUANTO GRANDE HAI IL “.

    Reply
  4. Cibarsi di alimenti animali e’ un atto egoistico e ignobile.
    Il problema e’ che purtroppo l’etica appartiene a pochi, altrimenti come si spiegherebbero i maxi allevamenti intensivi che stanno nascendo in Cina e Giappone, ma anche in Spagna e nel resto d’Europa?
    L’ignoranza e’ davvero un male incurabile? A volte credo di sì. L’informazione può aiutare a comprendere e far riflettere, spesso però non c’è dall’altra parte chi e’ disposto a ascoltare.

    Reply
  5. E sicuro che i sostituti di pietanze e preparati di origine animale oltre ovviamente a frutta verdura cereali legumi, rappresentano la sola via di salvezza del pianeta e di tutti gli abitanti

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti