Premio ONU per Sikkim: il primo Stato al mondo 100% biologico

Medaglia d’oro per lo stato indiano che ha vinto il Future Policy Award: un modello 100% biologico è possibile.

Le migliori politiche che promuovono approcci agroecologici sono selezionate di anno in anno dalla giuria del premio internazionale Future Policy Award (FPA), un riconoscimento dedicato a coloro che “creano migliori condizioni per le generazioni presenti e future”. Il premio di quest’anno è stato co-organizzato dalla FAO, dal World Future Council (WFC) e dall’IFOAM-Organics International.

Riconoscendo che una transizione verso sistemi alimentari e agricoli meno impattanti è fondamentale per raggiungere lo sviluppo sostenibile e la resilienza al clima, il Future Policy Award 2018 celebra le politiche che creano le condizioni affinché tale transizione abbia luogo. Dal momento che gran parte degli attuali sistemi alimentari si basa su metodi di sfruttamento delle risorse ad alta intensità, l’ambiente – suolo, acqua, clima, qualità dell’aria e biodiversità – continua a degradarsi. Un’evoluzione verso filiere sostenibili non apre solo la strada verso un’alimentazione sana per tutti contribuendo all’equità sociale ed economica, ma affronta anche il tema del riscaldamento globale, preserva la biodiversità e gli ecosistemi da cui dipendono l’agricoltura e il benessere umano.

Lo stato Sikkim, in India, è vincitore quest’anno dell’ “Oscar per le migliori misure attuative”. Sorge tra Cina, Nepal e Bhutan ed è la prima entità statale ad aver convertito il 100% della sua produzione agricola al biologico. È situato nel cuore dell’Himalaya e all’interno dei suoi confini, tutti i 66 mila agricoltori lavorano sulla base di pratiche agricole sostenibili.

Sikkim ha costruito il suo modello produttivo nell’arco di 15 anni: l’impegno politico a sostegno dell’agricoltura biologica è iniziato nel 2003 e si è consolidato nel 2010 con la progettazione della Sikkim Organic Mission, una road map che dettagliava chiaramente tutte le misure necessarie per raggiungere l’obiettivo di diventare uno stato completamente biologico. La politica ha puntato tutto sull’educazione e la formazione degli agricoltori in tema di agroecologia e ha approvato un graduale divieto di uso di pesticidi chimici.

Nel dicembre 2015 Sikkim ha convertito il 100% della sua produzione da convenzionale a biologica con oltre 75.000 ettari di prodotti certificati; questa transizione è stata favorevole anche per il prosperare del settore terziario: il turismo è aumentato considerevolmente. Tra il 2012 e il 2016 il numero di turisti indiani è aumentato del 40%, vale a dire più di 800.000 persone all’anno, mentre il numero di visitatori stranieri è raddoppiato.

Il Future Policy Award rende noto al mondo intero che

“un modello agricolo 100% biologico e basato sui principi dell’agroecologia e dell’economia circolare locale sia non solo possibile, ma anche vantaggioso, in quanto le aziende agricole che praticano un’ agricoltura biologica e biodiversa sono il 20% più produttive rispetto alle aziende monocolturali che utilizzano input chimici.”

Così ha commentato il premier del Sikkim, Pawan Kumar Chamling, che ha aggiunto:

“Dal momento in cui, nel 2003, fu annunciato il progetto di convertire l’intero Stato al biologico abbiamo incontrato diverse resistenze da parte dell’opposizione e dagli stessi agricoltori, ma abbiamo proseguito con determinazione. Siamo lieti che altri vogliano prendere ispirazione dal nostro lavoro, come il Kerala ed altri Stati dell’India nord orientale. Per ottenere risultati siamo stati sempre in prima linea con diverse politiche pubbliche, per esempio la gestione dei rifiuti, la protezione delle foreste, dei ghiacciai e del clima. Il mondo è curioso di conoscere la nostra esperienza ma anche noi abbiamo un grande interesse nel conoscere altre esperienze in questo campo in altre parti del mondo. Un mondo 100% ad agricoltura biologica è possibile non c’è ragione per cui gli agricoltori, le comunità e le istituzioni non possano continuare ad impegnarsi in questa direzione”.

La direttrice del World Future Council Alexandra Wandel, ha detto alla Thomson Reuters Foundation che “Il Sikkim costituisce un eccellente esempio di come altri Paesi in tutto il mondo possano potenziare con successo l’agroecologia. Abbiamo bisogno di passare urgentemente a sistemi alimentari più sostenibili: l’agroecologia è assolutamente vitale per rendere i nostri sistemi alimentari sostenibili ed inclusivi“.

Un piccolo accenno all’Agroecologia:

I dieci elementi dell’Agroecologia: Diversità, Co-creazione e condivisione della conoscenza, Sinergie, Efficienza, Riciclo, Resilienza, Valori umani e sociali, Cultura e tradizioni culinarie, Governance responsabile, Economia circolare e solidale

Il termine agroecologia può essere usato in più modi, come scienza, come movimento e come pratica. È lo studio del ruolo dell’agricoltura nel mondo. Fornisce un quadro interdisciplinare con cui studiare l’attività dell’agricoltura. In questo quadro, l’attività agricola non esiste come entità isolata, ma come parte di un sistema articolato. L’agroecologia si basa sull’applicazione di concetti e principi ecologici per ottimizzare le interazioni tra piante, animali, uomo e ambiente, tenendo conto degli aspetti sociali che devono essere affrontati per ottenere un sistema alimentare sostenibile ed equo. Può svolgere un ruolo importante nella costruzione di sistemi resilienti ai cambiamenti climatici (Fonte: Fao)

 

  1. Non ho ben capito quanto sia grande è popolato come stato… perché magari ciò è possibile grazie ai numeri bassi di persone da gestire… 🤔?!

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  2. Salve,
    Lo Stato è grande poco meno di 8000 km² (circa la superficie dell’Umbria). Al momento ci sono oltre 75.000 ettari di prodotti certificati che coinvolgono quasi 70.000 agricoltori. La conversione verso un tipo di agricoltura più sostenibile che segua i principi dell’agroecologia diventa quindi molto efficiente su questa scala. Una delle riflessioni da trarre dall’esperienza dello Stato di Sikkim è che avere controllo sui metodi di lavorazione implica avere la capacità di convertire l’agricoltura convenzionale in biologica. Essendo un modello ripetibile, e potenzialmente adottabile anche da realtà molto più grandi.
    Continua a seguirci, buona serata.

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