Menù di Natale e impatto etico ambientale: il migliore è quello vegetale

“Il pranzo di Natale, con il suo menù ricco, contribuisce al riscaldamento globale” afferma uno studio. Un arrosto 100% vegetale è senza dubbio più sostenibile sia ovviamente sotto il profilo etico che in termini di impatto ambientale.

Un tipico arrosto natalizio a base di carne produce più del doppio delle emissioni di gas serra di un arrosto vegetale. La Humane Society International (HSI) ha pubblicato i risultati nel 2018 ribadendone la validità anche in questo 2019.

Secondo lo studio di HSI, una pasto la cui portata principale è ad esempio un arrosto di tacchino per una famiglia di sei persone – compresi salse e contorni a base di carne come wurstel di maiale in camicia – emette 23,5 chilogrammi di CO2. Si tratta della stessa quantità di anidride carbonica emessa da un’auto a benzina standard percorrendo una distanza di 126 km.

Secondo quanto analizzato nel report, se l’85% dei britannici che abitualmente consuma prodotti di origine animale optasse a Natale per opzioni a base vegetale, impedirebbe l’ingresso di 131 milioni di chilogrammi di CO2 nell’atmosfera. Queste emissioni, causate da un pasto in un giorno, equivalgono a guidare per una distanza di 704,9 milioni di km.

Al contrario, un arrosto vegano per sei persone emette solo 9,5 chilogrammi di CO2. Ciò equivale a guidare percorrendo una distanza di 50,8 km. L’arrosto preso in esame nella ricerca include patate cotte in olio vegetale, wurstel vegan in camicia ripieni di salvia e cipolla e una salsa a base di verdure. Precedenti studi hanno suggerito che una dieta vegana può ridurre fino all’84% il proprio impatto ambientale.

Un report pubblicato nel 2018 dall’Università di Oxford dal titolo “Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers”suggeriva apertamente che

“Una dieta vegana è probabilmente l’unico modo per ridurre l’impatto sul pianeta Terra, non solo al livello di emissioni di gas serra ma anche per ciò che concerne l’acidificazione globale, l’eutrofizzazione, l’uso del suolo e l’uso dell’acqua. È molto più efficace che ridurre il numero di volte in cui si vola o acquistare un’auto elettrica.”

Il manzo, come si evince dal grafico, produce fino a 105 kg di gas serra per 100 g di carne, mentre il tofu ne produce meno di 3,5 kg. Guardian Graphic | Source: Poore and Nemecek, Science.

Impatto etico e attivismo climatico: una doverosa riflessione

HSI aggiunge che se tutti gli inglesi optassero per una cena di Natale a base vegetale, due milioni di tacchini e 125.000 suini verrebbero salvati dal macello. Numeri agghiaccianti. L’urgenza legata al climate change sta popolando le pagine dei maggiori  quotidiani internazionali e il binomio alimentazione vegetale-basso impatto ambientale si consolida sempre di più. Moltissimi sono i consumatori che contribuiscono riducendo l’apporto di proteine animali all’interno della propria alimentazione e sempre di più sono coloro che si avvicinano alla scelta vegan individuandola come soluzione per arginare le conseguenze legate al cambiamento climatico.

Ciò che però è doveroso dire è che, per quanto imprescindibile e necessario, l’attivismo climatico mette in ombra ancora una volta l’aspetto etico per cui ci si avvicina al veganismo o ad una alimentazione vegetale: la questione della schiavitù animale. Le motivazioni legate al climate change non pongono mai la liberazione animale come obiettivo primario ma come conseguenza diretta di scelte più sostenibili: eliminare la carne diventa un mezzo, non uno scopo. Per quanto nobile, va chiarito il senso: si tratta di un’altra delle forme attraverso le quali si continua a declinare lo stesso paradigma perpetrato dallo specismo in cui l’uomo è sopra ogni cosa e viene prima di chiunque. La domanda è: gli animali vanno liberati perché non possiamo più permetterci di ignorare la loro dignità di esseri senzienti o solo per la minaccia legata alle conseguenze ambientali del sistema allevamento? Con questo non si vuole certo guardare con biasimo al movimento per il climate change che sta contribuendo in modo efficace al cambiamento ma stimolare una riflessione più completa sul tema delle motivazioni attraverso cui decidiamo di agire: il perché è importante tanto quanto il come.

Con questo spunto vi auguriamo con il cuore un sereno e felice Natale. Grazie di seguirci giorno dopo giorno!

 

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    Non sono vegana ma certamente grazie a voi sto riflettendo molto su queste cose sia per la mia vita privata che per la mia piccola azienda, grazie

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  2. Scegliere un Natale Vegan significa guardare al futuro, rispettare la vita di tutti, possiamo fare questo sforzo per sentirci davvero persone migliori ?

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  3. Beh, perché non regalarsi e regalare al pianeta più salute e rispetto?
    A Natale , una buona occasione per riflettere e… “ essere più buoni “‘!

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  4. Avatar

    non possiamo più far finta di vedere quello che sta accadendo. l’uomo che sfrutta gli altri esseri viventi sta distruggendo ogni cosa e ogni forma di vita.

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  5. Avatar

    E anche il capodanno

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  6. Avatar

    Per non parlare di quante persone muoiono per le malattie indotte da una alimentazione errata con ingredienti animali e di quanto costa al nostro paese e a tutti noi l’assistenza sanitaria per tutte le persone che mangiano carne e latte

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  7. Una tavola piena di piatti vegan e buonissimi è simbolo di gioia e felicità!

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