Plastic Free July: l’iniziativa eco-friendly che ha conquistato il mondo

Giunta alla sua decima edizione, la campagna Plastic Free July – per ridurre la produzione di rifiuti di plastica nel mese di luglio (e oltre!) – ha coinvolto milioni di persone nel mondo. Ma di cosa si tratta esattamente?

Si chiama Plastic Free July (“luglio senza plastica”) ed è una campagna di sensibilizzazione lanciata nel 2011 dalla Plastic Free Foundation, per ridurre l’impiego di plastica monouso e promuovere uno stile di vita più sostenibile per (almeno) un mese. Quest’anno ricorre il decimo anniversario dell’iniziativa, che ad oggi è un vero e proprio movimento globale che avvicina milioni di persone a queste tematiche, invitandole a ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Vivere l’intero mese di luglio riducendo il più possibile i rifiuti plastica: questa è la sfida che ogni anno impazza sui social e che viene raccolta da milioni di persone, tanto che ad oggi l’hashtag #plasticfreejuly conta oltre quasi 485 mila post solo su Instagram.

Plastic Free July nasce per guidare le persone verso il cambiamento, fornendo risorse e idee pratiche per abbracciare ogni giorno l’ottica zero waste a casa, al lavoro, a scuola e persino al bar. Solo nel 2020 hanno aderito all’iniziativa (che riguarda luglio, ma che può certamente continuare anche dopo!) circa 326 milioni di partecipanti in 177 paesi. Il risultato è incredibile: ogni partecipante ha ridotto del 5% i propri rifiuti in plastica (-21 kg nel corso dell’anno), e in totale sono stati risparmiati ben 900 milioni di chili di plastica. Per 8 partecipanti su 10, ridurre l’utilizzo di plastica usa e getta è diventata un’abitudine da mantenere nel tempo.

Secondo i dati forniti da Plastic Free Foundation nel suo report d’impatto 2020, l’anno appena trascorso ha rappresentato un momento critico per la storia di questo movimento globale: la pandemia ha portato all’impennata dell’impiego di plastica monouso, non solo per l’imballaggio di cibi e bevande, ma anche per via dei dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine. Nonostante le difficoltà, la portata del fenomeno “Plastic Free July” è stata enorme, anche se in maniera quasi “collaterale”: il 2020 ha coinciso con una maggiore consapevolezza del nostro impatto sull’ambiente, e ha portato inevitabilmente a ridurre acquisti e consumi. Questo si è tradotto nel risparmio di centinaia di milioni di chilogrammi di rifiuti e risorse, legati soprattutto alla scelta di preparare in casa cibi che normalmente si acquistano già pronti (ad esempio pane o latte vegetale) e preferire beni e oggetti riutilizzabili.

L’UE dichiara guerra alla plastica usa e getta

Quello dell’inquinamento da plastica è un problema ambientale gravissimo, che ha ripercussioni sugli ecosistemi ma anche sulla salute umana. Ormai da diversi anni gli esperti ripetono che, di questo passo, entro il 2048 gli oceani saranno vuoti, popolati esclusivamente dalla plastica. Parliamo delle 10 milioni di tonnellate di rifiuti che vengono gettati nei mari di tutto il mondo ogni anno, e che causano la morte di oltre un milione di animali marini. Numeri che non stupiscono se si pensa che la metà della plastica prodotta nel mondo è usa e getta, e che solo il 9% viene effettivamente riciclata. (fonte: https://plasticoceans.org/the-facts/)

I governi di tutto il mondo stanno cercando di agire per contrastare il problema, mettendo in atto politiche per vietare o almeno ridurre l’uso di plastica usa e getta: per quanto riguarda l’Europa, nel 2019 è stata emanata la Direttiva europea Sup (Single Use Plastic). Recepita dai singoli Stati con leggi nazionali, è nata per regolare e quindi bandire l’immissione di plastica usa e getta su tutto il territorio europeo e, in Italia, è entrata in vigore lo scorso 3 luglio.

Nel nostro Paese è vietata la vendita di cannucce, cotton fioc, piatti e posate, palette da cocktail, bastoncini dei palloncini, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo, consentita soltanto fino a esaurimento scorte. Per tutto il resto (per esempio bottiglie, attrezzi da pesca, sacchetti di plastica monouso, contenitori per bevande e alimenti per il consumo immediato, articoli sanitari, ecc.), la normativa europea prevede l’applicazione di misure per limitarne l’utilizzo, ma anche l’implementazione di un’etichettatura che ne faciliti lo smaltimento.

Da dove iniziare?

Chiunque può aderire al Plastic Free July, seguendo i consigli pubblicati sul sito ufficiale: registrandosi gratuitamente, si può ricevere una guida su come eliminare la plastica usa e getta dalla propria vita quotidiana. Ma quella del luglio senza plastica è una sfida che punta su un piccolo sforzo del singolo per ottenere enormi risultati a livello globale: per questo, chi partecipa riceve notizie e racconti personali di altri partecipanti. L’idea che viene trasmessa è che “l’unione fa la forza” e lo scopo è di ispirare sempre più persone, tramite l’esempio, a bandire la plastica dalla propria vita. Per questo, chi lo desidera può condividere il proprio percorso sui social, usando gli hashtag #PlasticFreeJuly e #MyPlastcFreeJulyChallenge.

Ecco qualche idea per iniziare:

  • no alle bottiglie di plastica: non solo in casa, dove l’acqua del rubinetto è l’alternativa a rifiuti zero, ma anche fuori casa; ormai ovunque si possono trovare borracce e bottiglie termiche in metallo, anche a prezzi molto accessibili. Acqua fresca d’estate e tè caldo d’inverno, ma senza plastica usa e getta.
  • cosmetici solidi: ricordano le comuni saponette, ma sono formulati con ingredienti che rispondono alle specifiche esigenze di ogni parte del corpo. Oggi sono disponibili un’infinità di prodotti senza contenitore: shampoo, balsamo per capelli, deodoranti, creme idratanti, dentifrici e perfino creme per la rasatura trovano facilmente posto tra i cosmetici solidi.
  • detersivi alla spina: parlando di pulizie, si può ricorrere ai prodotti venduti sfusi, in confezioni di plastica riutilizzabili reperibili direttamente in negozio o addirittura imbottigliati in contenitori che si possono portare da casa. È ormai facile trovare dei corner adibiti a distributori non solo nei negozi specializzati in prodotti ecologici, ma anche nella grande distribuzione.

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