Pesticidi ed “effetto cocktail”: l’Efsa spiega cos’è

Quando le sostanze chimiche si mescolano, come mutano i loro effetti? Questa è la grande domanda legata all’effetto cocktail come conseguenza dell’uso di pesticidi e simili. Le sostanze chimiche contenute in queste miscele possono infatti combinarsi in modo tale da modificare la propria tossicità, cioè in un modo che influisce sulla salute. L’Efsa ha messo a punto un quadro metodologico armonizzato a uso dei propri gruppi scientifici per valutare i potenziali “effetti congiunti” delle miscele chimiche in alimenti e mangimi.

In una ipotetica giornata mangiamo una gran varietà di cibi di diversa natura ed origine e questo significa che siamo esposti ad un numero considerevole di combinazioni di sostanze chimiche che hanno il potenziale per interagire tra loro.

La questione delle soglie massime consentite per legge per singolo ingrediente.

Le soglie massime legali in genere restano sempre nei limiti di legge (negli studi o nei test effettuati). Il vero problema è la somma delle singole sostanze: la legge fornisce indicazioni solo per i livelli massimi dei singoli elementi ma non esistono disposizioni o regolamenti che tengano in considerazione la quantità totale in un cocktail di antiparassitari complessivo. Il risultato è che gli agricoltori in genere sfruttano il sistema e iniettano molti pesticidi diversi in modo da ridurre la quantità massima di ogni singola componente. Inoltre una persona in un giorno consuma molti cibi contaminati.

Il rischio è legato all’interazione tra le sostanze, oggetto di ricerca dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa che ha messo a punto un quadro metodologico armonizzato a uso dei propri gruppi scientifici per valutare i potenziali “effetti congiunti” delle miscele chimiche in alimenti e mangimi.

Christer Hogstrand, presidente del gruppo di lavoro sulle miscele chimiche ha dichiarato:

“La valutazione delle miscele funziona in modo simile a quella con cui affrontiamo la valutazione delle sostanze singole. Normalmente individuiamo prima chi è esposto – persone, animali allevati o animali selvatici come uccelli e api – e in che misura. Poi stimiamo la tossicità della miscela o dei suoi singoli componenti. Infine quantifichiamo il rischio mettendo a confronto l’esposizione congiunta con la tossicità congiunta. Per stimare il rischio complessivo, spesso sommiamo le dosi per gli effetti comuni. Ma talvolta le sostanze chimiche “interagiscono”, il che significa che la loro tossicità aumenta o diminuisce. Generalmente le interazioni di questo tipo non sono comuni, ma vanno verificate, soprattutto in caso di aumento della tossicità. La nostra guida ci consente di farlo per ogni miscela in esame”

I consumatori sono consapevoli del problema?

Non molto. La conoscenza delle miscele chimiche da parte del pubblico è scarsa. Efsa ha perciò elaborato anche una nuova pagina multimediale e interattiva per aiutare il pubblico a comprendere alcune questioni e concetti di base come “esposizione congiunta” e “tossicità congiunta”.

La pagina interattiva è consultabile a QUESTO LINK

  1. L’unica alternativa per mangiare sano è avere un proprio orto. Ma non tutti, soprattutto chi vive in città, ha questa fortuna. Insomma, anche chi scegli di cibarsi di soli vegetali mette continuamente a rischio la propria salute ingerendo la moltitudine di pesticidi di cui si fa largo uso in agricoltura. È preoccupante, non esiste più o quasi più un cibo sano e naturale. Ci vogliono tutti ammalati.. così si arricchiscono sempre di più le case farmaceutiche.

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  2. È un problema grave di cui si parla molto poco. Bene che ci siano articoli come questi per informare i consumatori!

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  3. La follia umana di ricoprire di veleno il cibo, sembra inarrestabile. Per ora l’unica soluzione sembra avere un proprio orto o per le molte persone che non hanno questa possibilità, affidarsi al cibi biologici sperando di non incappare in nessuna delle frequenti truffe

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  4. Confidare nel biologico e comunque vada usare il bicarbonato per lavare tutto. Sempre, bicarbonato… me lo consigliò tempo fa un biologo.

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  5. Bisogna fare attenzione altrimenti un alimento che è benefico per la nostra salute rischia di diventare nocivo

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  6. Si salvi chi può, se proprio non possiamo coltivare le verdure a casa nostra per ragioni di tempo o di spazio, almeno cerchiamo di acquistare la nostra frutta e verdura da persone di fiducia.

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  7. Avatar

    Sinceramente anch’io pensavo la stessa cosa quando per anni ci dicevano di avere una dieta ricca di frutta e verdura, ecc., cioè di veleno. Meno male che adesso che c’è più informazione, le persone si dirigono verso gli alimenti a chilometro zero, biologici e da contadini e fruttivendoli di fiducia.
    I nostri governanti e non solo, non hanno problemi rispetto alla massa, dato che acquistano tanto per fare un esempio fagiolini ad 80 euro al chilo. Penso che, pur adottando le necessarie precauzioni nel lavaggio delle verdure e della frutta, sia necessario inserire nella dieta probiotici ed integratori e prodotti naturali per disintossicare l’organismo, dal momento che c’è ancora, purtroppo, questo massiccio uso in agricoltura e non solo, di pesticidi, antiparassitari, ecc.

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