Peste suina: quasi 10 tonnellate di carne cinese sequestrata a Padova, era nascosta nel doppio fondo di un container

Maxi sequestro di carne proveniente dalla Cina, potenzialmente affetta da peste suina, a Padova. Il blitz della Guardia di Finanza ha portato al sequestro della merce e alla denuncia del titolare dell’attività coinvolta. Quali danni può arrecare questa malattia al mercato italiano?

Maxi sequestro di carne cinese a Padova, dove tre giorni fa la Guardia di Finanza ha posto sotto sigillo 9,5 tonnellate di carne di maiale potenzialmente contaminata da peste suina, una malattia infettiva altamente contagiosa – seppur innocua per l’uomo – che colpisce suini e cinghiali e che lo scorso anno ha ucciso un quarto dei maiali del mondo, molti dei quali allevati proprio in Cina. Il carico di carne, introdotta in Europa e poi in Italia violando le norme doganali e sanitarie, era destinato al rifornimento di numerosi ristoranti cinesi della zona ed è stato considerato così a rischio di contaminazione che gli esperti, con il benestare del Ministero della Salute, ne hanno ordinato subito l’incenerimento senza procedere alle analisi di laboratorio previste in questi casi.

Il blitz è scattato nella notte a seguito di una lunga inchiesta portata avanti dalle forze dell’ordine per monitorare i flussi di importazione delle merci dalla Cina, specialmente di tipo alimentare, in queste zone. Ad attirare l’attenzione della Guardia di Finanza è stato uno degli esercizi commerciali più grandi della zona, gestito da un titolare di origine cinese, “per lo spiccato dinamismo imprenditoriale che l’ha contraddistinto nell’arco di un brevissimo periodo temporale, rendendolo uno dei maggiori players a livello regionale nelle forniture all’ingrosso di prodotti etnici destinati alla ristorazione orientale” afferma la stessa Guardia di Finanza. Le indagini hanno inizialmente riguardato un container contenente formalmente alimenti di origine vegetale, per “verificarne la corretta rispondenza alla normativa doganale quanto a quella in materia di tracciabilità ed etichettatura”.

Le forze dell’ordine hanno constatato che il carico in questione era stato sottoposto a interruzione della catena del freddo, così che l’intera partita di merce – circa 23 tonnellate di ortaggi – è stata posta sotto sequestro amministrativo per tutelare la salute pubblica. Durante le operazioni di scarico del container, l’amara sorpresa: i vegetali servivano da “copertura” per nascondere, in una sorta di doppio fondo, diverse tonnellate di carne suina cinese introdotta illegalmente nel nostro paese. Parliamo di un carico di quasi 10 tonnellate di carne potenzialmente molto pericolosa perché contaminata da peste suina, arrivata in Italia – con tutta probabilità – in occasione del Capodanno cinese che si festeggia il 25 gennaio.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova, su proposta della Procura della Repubblica locale, ha disposto il sequestro preventivo dell’attività commerciale coinvolta, ma sono scattate anche le sanzioni doganali perché le carni erano state introdotte illegalmente in Europa senza il pagamento dei dazi doganali e dell’Iva. L’imprenditore cinese proprietario dell’attività è stato denunciato per i reati di commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444 c.p.), diffusione di malattie delle piante o degli animali (art. 500 c.p.), contrabbando (art. 282 del DPR 43/73 – testo unico leggi doganali) e per violazione della disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande (artt. 8 e 12 della legge 283/62). Dal momento che il fatto risulta particolarmente grave e coinvolge la salute pubblica, l’eventuale condanna del trasgressore potrebbe portare alla chiusura definitiva dell’esercizio e alla revoca del permesso per svolgere attività economica in Italia.

Peste suina: quali possibili danni per l’Italia?

Al di là del singolo caso, che risulta di particolare gravità, la peste suina cinese minaccia gravemente anche il mercato italiano. Vista la crisi che il mercato cinese sta affrontando a causa di questa malattia, per il 2020 si prospetta un aumento del 40% a livello globale del prezzo della carne impiegata per produrre salumi e insaccati. Questo perché la crisi, che ha portato all’abbattimento di circa 200 milioni di suini su un totale di circa 450 milioni, ha spinto la Cina a cercare rimedio con una corsa all’import di carni dall’Europa senza precedenti.

Ecco dunque che nel nostro paese il mercato subirà gli effetti della crisi cinese con un rialzo dei prezzi che rischia di compromettere le aziende che lavorano in questo settore producendo questa tipologia di prodotti. L’allarme è lanciato da Assica, l’Associazione industriali delle carni e dei salumi, che per mezzo del suo direttore Davide Calderone ha dichiarato che “da noi il rialzo dei prezzi ha già cominciato a farsi avvertire con particolare vigore da settembre. Come se non bastasse, alcune aziende stanno cominciando a segnalarci anche una vera e propria carenza di materia prima.

Quali soluzioni si prospettano per il futuro?

La questione risulta particolarmente grave e porterà moltissime aziende, italiane e non, a chiudere i battenti se i prezzi dei prodotti finiti non subiranno un aumento considerevole in breve tempo. A risentire del rincaro, ovviamente, saranno i consumatori oltre che gli stessi produttori. Tenendo conto dell’andamento del mercato globale, però, forse la soluzione migliore risulta la conversione della produzione, ormai un vero e proprio business consolidato, che vanta tra i sostenitori aziende del calibro della Giacomazzi Diary.

Sì, perché globalmente i consumatori risultano sempre più attenti alla questione ambientale ed etica legata alla produzione di cibo tanto che, secondo uno studio recente, il 90% dei consumatori di prodotti vegetali non è vegetariano né vegano. Non sono poche, quindi, le aziende che investono capitali nella produzione di alternative plant-based ai prodotti di origine animale, per far fronte alle richieste di un’economia sempre più “green”. Probabilmente è giunto il momento di puntare sulle proteine vegetali e, con tutta probabilità, questa potrebbe essere la strada per evitare il fallimento di molte aziende italiane che lavorano nel settore.

 

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. Avatar

    Semplicemente e dannatamente assassini

    Reply
  2. La follia umana continua a superare ogni limite di decenza (e di immaginazione)

    Reply
  3. Io sono scioccata. Finché l’uomo non decide di cambiare rotta continueranno a prosperare corruzione e violenza. Gli Animali non sono cibo!

    Reply
  4. Avatar

    Le ultime notizie parlano di una pandemia sempre più diffusa in altri paesi e anche già con casi in Italia

    Reply
    • Avatar

      pandemia magari no, ma certamente la situazione è grave e la colpa è della mancanza di igiene dovuta soprattutto all’alimentazione carnea

      Reply
  5. Che assurdità! “Nascosta” ma perché la gente con comprende che gli animali non vanno mangiati?! 🥺

    Reply
  6. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 26 Gennaio 2020, 9:49

    Allucinante. Il mondo è malato.
    Qualcuno dovrebbe risvegliare la propria coscienza.

    Reply
  7. Sempre più noto che i comportamenti illegali e pericolosi per la salute collettiva sono spesso collegati a chi commercio in sofferenza animale, segno evidente che la mancanza di cuore e rispetto per la dignità altrui producono comportamenti ulteriormente pericolosi e illegali.

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti