Perché i vegani non mangiano il miele? Cos’è, come viene prodotto e come sostituirlo

I vegani non mangiano il miele per diverse motivazioni, che hanno a che fare con la questione etica e con la volontà di non nuocere né sfruttare in alcun modo gli insetti che lo producono.

Quando si parla di miele vegano, ci si riferisce a un preparato simile al miele per aspetto, sapore e consistenza, ma ottenuto attraverso la lavorazione di zucchero e altri ingredienti di origine vegetale. Sicuramente, i vegani non mangiano il miele perché si tratta di un alimento di origine animale, esattamente come il latte o le uova. Esistono opinioni contrastanti rispetto alla possibilità, da parte di chi abbia scelto uno stile di vita vegan, di consumare miele prodotto con metodi “gentili” verso le api, che non ne comportino la sofferenza o l’uccisione.

Eppure, bisogna tenere conto che la scelta vegan è strettamente legata a motivazioni di carattere etico e riguarda la volontà di evitare non solo la morte, ma anche lo sfruttamento degli animali in qualsiasi contesto. Secondo questa istanza, i vegani non possono mangiare il miele perché è il prodotto dello sfruttamento delle api, per le quali rappresenta un alimento di riserva per i mesi invernali. Questi insetti, infatti, si nutrono con il nettare dei fiori; quando questo manca, attingono al miele che hanno prodotto.

Cos’è il miele

Il miele è un alimento zuccherino e denso prodotto dalle api utilizzando il nettare prelevato dai fiori nei mesi caldi; una volta prodotto, il miele viene conservato all’interno dell’alveare come scorta di cibo per l’inverno. Il suo consumo da parte dell’uomo ha radici molto antiche, ma furono i Greci e i Romani a consacrarlo come ingrediente “tuttofare” in cucina: non solo un dolcificante, ma anche un ottimo conservante alimentare e un ingrediente per preparazioni agrodolci, birra e idromele.

Come fanno il miele le api?

La produzione del miele è frutto di un lavoro lungo e complesso, che parte nel momento in cui le api estraggono dai fiori il nettare, un liquido zuccherino che poi immagazzinano in un organo preposto. Qui, il nettare viene parzialmente “digerito” dagli enzimi, che ne trasformano il pH e la composizione chimica.

Le api tornano poi all’alveare, dove il nettare viene rigurgitato e ingerito dalle altre api “domestiche”, che continuano il processo digestivo fino a quando il nettare – che non è ancora miele – viene depositato in un favo. In questo momento, il nettare è ancora molto liquido e viscoso, e deve rimanere a riposo per ottenere la giusta consistenza. Grazie alla temperatura dell’alveare, ma soprattutto grazie al lavoro delle api, che con le loro ali contribuiscono a mantenere la giusta areazione, avviene il processo di evaporazione.

Trascorso il giusto tempo, il nettare perde umidità trasformandosi nell’alimento zuccherino e facilmente conservabile conosciuto come miele. A questo punto, le api lo sigillano nel favo con un piccolo coperchio di cera, in modo che non possa assorbire umidità dall’esterno o sporcarsi in qualche modo.

Vegani e miele: una questione controversa?

La scelta vegan si basa sulla volontà di non sfruttare in alcun modo gli animali, in nessun contesto. Alla luce di questo, è facile capire perché i vegani non mangiano il miele. Anche nei contesti di allevamento migliori, rispettosi del “benessere animale”, il processo di verifica delle condizioni dell’alveare e di estrazione del miele comporteranno inevitabilmente il ferimento e la morte di un certo numero di api.

Ancora peggio è il discorso se si parla di allevamenti intensivi, in cui la produzione avviene su scala industriale: le api vengono nutrite nei mesi freddi con uno sciroppo di zucchero il cui valore nutrizionale non è paragonabile a quello del miele, che viene prelevato per la vendita. Questo nutrimento artificiale non riesce a immunizzare le api dalle malattie, e per questo non è raro che alla loro alimentazione vengano aggiunti antibiotici. Il ciclo di vita delle api nei contesti industriali è comunque regolato dall’uomo: quando la produzione cala, mantenerle non è più vantaggioso dal punto di vista economico; per questo, ciclicamente vengono abbattute e sostituite con altre colonie.

Cosa usare al posto del miele

Il miele, come tutti gli alimenti di origine animale, non è indispensabile nell’alimentazione umana e può essere facilmente sostituito con alternative di origine vegetale. Per prima cosa, con i dolcificanti liquidi come sciroppo d’acero, sciroppo d’agave, melassa, malto (d’orzo, di mais o di riso) e sciroppo di fiori di cocco. Poi i dolcificanti alternativi come la pasta di datteri, la stevia o il succo di mela concentrato.

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