Pasqua 2021: cala la richiesta di carne di agnello

Ancora in calo il consumo di carne di agnello, dopo lo scossone che il settore ha ricevuto nel 2020: secondo i dati, la Pasqua 2021 vedrà una diminuzione della richiesta di carne di agnello del 35%. Una notizia da accogliere positivamente, per l’ambiente e per gli animali, ma il consumo resta ancora elevato.

Cala la vendita di carne di agnello (e non solo) in Italia, in un quadro che ricorda quanto accaduto lo scorso anno. Come emerge anche dai dati Istat, sempre più consumatori anche quest’anno metteranno da parte la tradizione, con un cambio di abitudini legato sicuramente alla pandemia, ma anche a una maggiore sensibilità rispetto alle tematiche ambientali ed etiche. I dati parlano di una diminuzione del 50% dei consumi di carne di agnello dal 2010 al 2016, mentre dal 2016 a oggi si è assistito a un calo decisamente più lento. Per le celebrazioni della Pasqua 2021 si prevede una diminuzione della richiesta di carne di agnello del 35%.

Sicuramente, anche la chiusura quasi totale delle attività produttive ha influito su questo cambio di direzione, soprattutto per via dell’impossibilità di partecipare a pranzi e cene nei ristoranti, che di solito risultano tra i maggiori acquirenti di carne di agnello durante il periodo pasquale.

Nonostante la maggiore consapevolezza, legata anche alle campagne di sensibilizzazione lanciate dalle associazioni animaliste, i numeri di questa mattanza sono ancora impressionanti: in Italia, nel 2020, sono stati uccisi circa 2 milioni di agnelli, di cui 300 mila durante il periodo di Pasqua. Si parla di macellazioni e non di animali allevati, perché – come spiega l’associazione Essere Animali – il 33% degli agnelli macellati in Italia proviene dall’estero, e solo nel 2019 sono stati 773.300. Prima di essere uccisi, devono affrontare viaggi estenuanti che durano anche 30 ore.

Elaborazione grafica dei dati Istat 2021, a cura di Essere Animali

La questione etica

Quando si avvicina la Pasqua, immancabilmente, si riapre il dibattito sul consumo di carne di agnello: da una parte, chi sostiene che sia una tradizione da rispettare; dall’altra, chi la considera un’abitudine anacronistica e crudele. Fin dall’antichità e in molte tradizioni – non solo quella cristiana – l’agnello è il simbolo del sacrificio e della successiva purificazione. Oggi come oggi, però, quei gesti rituali sono spogliati di qualsiasi valore, e di essi rimane soltanto l’insensata crudeltà.

Negli allevamenti intensivi, gli agnelli vengono separati dalle madri quando hanno circa un mese di vita, e macellati poco dopo, quando la loro carne è ancora tenera. Come per moltissimi altri animali negli allevamenti – e come documentato ampiamente dalle associazioni animaliste in questi anni – il momento della macellazione è assolutamente brutale: “Scarsa formazione degli operai e alti ritmi di produzione fanno sì che le operazioni di stordimento degli agnelli sono inefficaci, perché realizzate in modo grossolano. – spiega Essere Animali – Nelle nostre numerose indagini abbiamo documentato molti agnelli macellati senza uno stordimento adeguato: ciò vuol dire che subiscono il taglio della gola quando sono ancora coscienti“.

Questa situazione, però, non riguarda solo gli agnelli: come spiega Essere Animali, tutti gli animali destinati al macello sono cuccioli, uccisi spesso a pochi mesi di vita. Per esempio, negli allevamenti intensivi, i bovini vivono in media 6-24 mesi, contro un’aspettativa di vita di 20 anni in natura. Allo stesso modo, i maiali vengono macellati a 6-11 mesi di vita, mentre in natura vivrebbero circa 15 anni. I conigli vivono solo 90 giorni in allevamento, contro gli 8-10 anni in natura.

Leggi anche: “L’insostenibile impatto della carne in Italia”: quanto ci costa a livello ambientale e sanitario? – Lo studio

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  1. Bellissima notizia… tante vite salvate dagli Orchi… ma c’è ancora molto da fare

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    Gian Maria Cavalieri 30 Marzo 2021, 8:06

    Io mi chiedo come si faccia, ancora nel 2021, a mandare a morire dei cuccioli per una tradizione.
    Comunque, queste notizie bisogna accoglierle sempre con positività.

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  3. Finalmente una bella notizia anche se la strada è ancora lunga

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    Questa è una buona notizia, speriamo vada sempre per il meglio

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    Bene! Spero che le festività diventino sempre momenti di gioia senza sfruttamento 🙂

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    Orazio Ragusa 30 Marzo 2021, 21:47

    EVVIVA!!!
    Vegan4Ever, salviamo gli agnellini dalla mattanza della Pasqua, senza dimenticarci di tutti gli altri miliardi di esseri viventi indifesi, oppressi e soppressi tutti i giorni, tutto l’anno, tutti gli anni…
    Viva la vita, sempre.

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