Panettone vegan: si può scrivere in etichetta?

Per quanto sembri strano, un panettone vegano non può riportare la dicutura “panettone” in etichetta. Perché e qual è la normativa di riferimento?

Il mercato dei classici lievitati del periodo natalizio, è fortemente legato alla tradizione: Panettone e Pandoro rappresentano più dell’80% dei volumi e dei valori di vendita.

Si registra una forte tendenza del mercato ad assecondare le esigenze dei consumatori vegani: la grande distribuzione arricchisce la gamma di prodotti disponibili e debuttano sugli scaffali nuove specialità, prodotti dolci e salati legati alla tradizione. Ma perché è vietato scrivere “panettone” in etichetta?

Il Panettone è regolamentato dal D.P.R emanato il 22 luglio 2005 attraverso il quale si specificano gli ingredienti utilizzabili facendo una distinzione tra quelli obbligatori e quelli facoltativi.

Gli ingredienti obbligatori dell’impasto base del panettone:

  • farina di frumento
  • zucchero
  • uova
  • burro
  • uvetta e canditi per almeno il 20%
  • lievito naturale da pasta acida
  • sale.

Gli ingredienti facoltativi dell’impasto:

  • latte e derivati
  • miele
  • malto
  • burro di cacao
  • zuccheri
  • emulsionanti
  • acido ascorbico e sorbato di potassio come conservanti
  • farciture, glasse, coperture, glassature, decorazioni e frutta.

Nonostante la farina di frumento, uvetta e canditi siano elencati dalla normativa vigente come ingredienti obbligatori dell’impasto, due specifiche deroghe ammettono l’uso della denominazione “Panettone” anche in assenza di uvetta e canditi, e di farina di frumento. In deroga a quanto previsto dall’art.1 comma 2, l’impasto base del panettone può essere caratterizzato dall’assenza di uvetta o scorze o canditi o entrambi.

Ma i panettoni sena glutine?

Una nota del Ministero della Salute, n 29826 del 22 Luglio 2016, ha chiarito che è ammissibile l’uso della denominazione “panettone” anche in assenza di farina di frumento, considerando che gli “alimenti senza glutine specificatamente formulati per celiaci” sono alimenti volti a sostituire il pane, la pasta ed i prodotti della tradizione.

Un dolce può essere denominato “panettone” in assenza di ingredienti essenziali e in presenza di decine di ingredienti estranei alla tradizione. Nessuna deroga invece è prevista tuttavia per l’assenza di uova e burro, motivo per cui non può legalmente esistere un panettone vegano.

Sulla base di questo distinguo, la dicitura “Panettone vegano” non può legalmente essere accettata; la denominazione è ammessa in assenza di uvetta, canditi, farina di frumento per i prodotti senza glutine, in assenza di zucchero o con aggiunta di ingredienti estranei a ciò che viene codificato come “tradizione” ma non esistendo nessuna deroga prevista per l’assenza di uova e burro, il “panettone vegano” non può formalmente esistere. Come consumatori, continueremo a chiamarlo legittimamente panettone. Da un punto di vista commerciale invece, troveremo in etichetta la dicitura “Dolce di Natale Vegan”.

Alcuni dati interessanti sui “Dolci di Natale Vegan”:

La vocazione tradizionale di questi panettoni e pandori, si riflette nell’ingredientistica classica impreziosita da accorgimenti sostanziali legati alla qualità delle materie prime: gli impasti sono per lo più semplici con farina di frumento, uvette e canditi. Ciò che si rileva è una preponderanza in termini di utilizzo di grani antichi o ancestrali come farro o Senatore Cappelli. Più del 50% dei prodotti vanta una lunga lievitazione naturale, alcuni con pasta madre. Molte aziende scelgono la certificazione biologica per i loro prodotti e dai dati relativi al 2017, più del 51% aderisce al disciplinare VEGANOK. Quasi il 70% delle referenze sono anche bio,

Quali sono i panettoni vegan presenti sul mercato quest’anno e con quali caratteristiche? Leggi l’approfondimento:

Panettoni VEGANOK? Buoni e salutari!

 

  1. Come sempre la burocrazia genera mostri…
    Nel mondo aumentano (giustamente) i panettoni vegan ma i produttori su questi panettoni vegan non possono scrivere il nome di corretto ma devono inventarsi diciture fantasiose come “dolce di Natale”.
    Tutto questo in sfregio alla logica e al diritto dei consumatori di avere una corretta informazione (e anche il rispetto alla propria intelligenza)
    Evviva i panettoni vegan, gli unici panettoni che non uccidono altri esseri viventi e non contengono ingredienti potenzialmente tossici come burro latte e uova.

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      Ci vogliono ignoranti e malati purtroppo, e ci vogliono ghettizzare, come se non volere la morte di altri esseri viventi fosse una cosa sbagliata…

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  2. Ho sempre trovato assurdo il non poter chiamare un prodotto del genere “panettone vegan”… credo proprio che non ci sia niente di male e le eccezioni alla normativa per gli altri casi lo confermano

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  3. Speriamo veramente che possa in futuro cambiare questa assurdità! Io continuerò a chiamarlo panettone, pandoro!

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    Trovo assurdo che un prodotto della tradizione non possa essere rivisitato e poter guardare verso il futuro dove alcuni ingredienti possono sostituire quelli classici, per andare incontro alle esigenze attuali dei consumatori.

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  5. Erica

    Che si tengano pure la “tradizione” io continuerò a mangiarmi il mio “dolce di Natale vegan” a dire la verità mi suona pure meglio… è significativo accostare la parola “dolce” al Natale solo in caso di pasticceria vegan. Giusto?

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    Cristina Lemtini 17 Dicembre 2018, 14:44

    Ma dico io … se le normative sono così estenuanti perché devono però aver valenza solo per i panettoni vegan ?
    È pieno di panettoni ( non vegan ) con ingredienti che non sono conformi alla ricetta originale … perché in questo caso nessuno dice nulla o contesta ?
    Perché solo i Vegano devono essere condizionati e chiamare i panettoni con un altro nome ??

    Uffaaaa é assurdo !

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    Infatti, anch’io, a prescindere, lo chiamerei Dolce di Natale, anziché Panettone. Poi essendo vegano è più coerente con il Natale 💫

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  8. Dolce di Natale Vegan secondo me si sposa benissimo con un nuovo modo di interpretare il Natale. La tradizione è difficile da scardinare e la mente associa facilmente il Panettone ad ingredienti di origine animale. Quindi ben venga un nuovo modo di chiamare il un dolce che ci riporta al Natale senza violenza!! 🙂

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    Lasciamo pure a loro la dizione “hamburger “, “bistecca”.
    Che senso ha se il prodotto è vegetariano, vegan?! Per me, anche questo è cambiamento, o no? 😊

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    • Ognuno puó pensarla come vuole, ma nessuno potrà mai impedirmi di chiamare le cose con il proprio nome. Un Panettone resta un Panettone anche e soprattutto se realizzato senza sterminare esseri viventi.
      Panettone Vegan tutta la vita!
      🙂

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