Olio di oliva: la ripresa italiana trainata dalle regioni del sud

Dopo un 2018 caratterizzato da una produzione ridotta, questo è l’anno della ripresa: l’autunno 2019 si prospetta un momento d’oro per l’olio di oliva italiano, anche se per la ripresa totale bisognerà attendere

È il condimento principe della dieta mediterranea e la sua produzione in Italia è in ripresa, dopo l’emergenza Xylella dello scorso anno: parliamo dell’olio extravergine di oliva, che sta vivendo il suo anno di riscatto specialmente grazie alla Puglia, la regione che da sempre guida la produzione nazionale. I dati più recenti, diffusi dalle associazioni di categoria, parlano di una produzione nazionale di circa 330 mila tonnellate, quasi il doppio (+89%) rispetto alle 175 mila tonnellate dello scorso anno. Una notizia incoraggiante che fa ben sperare riguardo alla ripresa futura, anche se i dati risultano ancora lontani dai massimi storici raggiunti nel nostro paese, che si aggirano attorno alle 550 mila tonnellate annue di prodotto.

Olio di oliva italiano: la ripresa del 2019

A favorire la ripresa hanno concorso diversi fattori, tra i quali spicca senza dubbio il clima estivo favorevole: temperature elevate e scarsa umidità hanno tenuto alla larga dagli ulivi le mosche olearie – minatrici della drupa dell’olivo – rendendo il 2019 un anno particolarmente favorevole per la salute di queste piante. Il risultato sarà un olio italiano di ottima qualità, la cui produzione inizierà su tutto il territorio entro la metà di ottobre con la campagna di raccolta.

Come si evince dalla grafica qui in alto, molte regioni italiane sono state interessate da un aumento considerevole della produzione, portando a un +89% la produzione nazionale di olio di oliva rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le regioni trainanti sono quelle del sud, mentre al nord si è riscontrato un leggero calo produttivo che ha abbassato leggermente la media nazionale rispetto agli anni passati: l’annata è risultata buona specialmente per la Puglia, che da sola produrrà il quasi il 60% dell’olio extravergine di oliva italiano.

“Gli olivicoltori, dopo le sofferenze dello scorso anno, meritavano un’annata come quella che sta per iniziare che sarà caratterizzata, come al solito, dalla qualità ma anche dalla quantità” ha dichiarato il Presidente di Italia Olivicola Gennaro Sicolo. “La qualità del nostro olio sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori – ha invece sottolineato il presidente di Aifo, Piero Gonnelli – Per la quantità invece registriamo una decisa ripresa rispetto al disastro dello scorso anno, ma siamo ancora lontanissimi dal soddisfare in toto il fabbisogno dei consumatori italiani e dovremo lavorare su questo nei prossimi mesi in sinergia con tutti i protagonisti della filiera”.

 

Molte sono le aziende italiane e non che producono olio extravergine di oliva ad aver scelto la certificazione etica VEGANOK: parliamo di prodotti di altissima qualità realizzati partendo da materie prime eccellenti, e che vantano i migliori metodi di lavorazione. Tra i produttori ad aver aderito al rigido standard VEGANOK troviamo Olio Viola, Frantoio Oleario Fratelli Pace, Piave 1938, Tenute Caracci, Crudolio, Farchioni, Organic Oils, Dolcevita Alkaline Lifestyle, Fattoria del nonno Arioli.

 

  1. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 17 Ottobre 2019, 8:31

    Ottima notizia!
    Quando possibile, preferire sempre il made in Italy per una questione di sostenibilità ambientale.

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  2. Il Made in Italy è sempre una garanzia e queste notizie fanno ben sperare! 🙂

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