Nuovo Dpcm: cosa cambia fino al 24 novembre per le attività commerciali?

Sarà in vigore fino al 24 novembre il nuovo decreto che delinea le misure messe in atto dal Governo italiano per contenere il diffondersi della pandemia da Covid-19: ecco i provvedimenti che riguardano le attività commerciali e produttive sul territorio nazionale.

In queste ore il Presidente del Consiglio ha firmato il nuovo Dpcm con le misure restrittive per contenere l’emergenza sanitaria da Covid-19. Le nuove regole saranno in vigore da oggi fino al prossimo 24 novembre e fissano, tra le altre cose, nuovi orari per le attività produttive e commerciali. Ecco nello specifico le nuove regole fissate per il contenimento dei contagi.

Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie: orari fortemente ridotti

Le nuove regole consentono lo svolgimento delle attività di ristorazione sul territorio nazionale dalle 05.00 alle 18.00. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo (prima erano 6), salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18.00 non è più consentito il consumo al tavolo, ma resta attivo il servizio di asporto fino alle 24.00 – con il divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze del locale –  nonché la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Le attività di ristorazione possono rimanere aperte, con gli stessi orari e le stesse modalità, anche la domenica e nei giorni festivi.

Sono garantiti i servizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio lungo le autostrade, così come quelle negli ospedali e negli aeroporti, e le attività di mense e catering. Permane l’obbligo di assicurare in ogni caso la distanza interpersonale di almeno un metro e il divieto di creare assembramenti.

Attività e servizi alla persona

Il nuovo decreto consente le attività inerenti ai servizi alla persona (per esempio parrucchieri, barbieri o estetisti), nel rispetto delle norme sanitarie in vigore, e anche i negozi al dettaglio (abbigliamento, librerie, profumerie, ecc.) possono rimanere aperti senza limitazioni di orario, a patto di poter garantire il distanziamento interpersonale e gli ingressi contingentati. La novità riguarda il tempo di permanenza nei negozi, dal momento che si chiede agli esercenti “che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni”. Rimangono aperti i centri commerciali, rispetto ai quali la decisione è rimandata alle Regioni in base all’andamento dei contagi.

Restano garantiti i servizi bancari, finanziari e assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Sono invece sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, così come le attività dei parchi tematici e di divertimento.

Chiusi cinema e teatri, accessi regolati nei musei

Stop per un mese all’apertura di cinema e teatri, anche all’aperto, mentre i musei restano aperti, con l’obbligo che gli ingressi del pubblico siano contingentati. Ai visitatori è imposto l’obbligo di rispettare la distanza di almeno un metro, con il divieto di creare assembramenti. Anche convegni, congressi e altri eventi sono sospesi, con eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.

Palestre e piscine chiuse per un mese

Il nuovo decreto chiude le attività di “palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza”. Rimane invece consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

A livello generale, rimane “l’obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché l’obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”. Con il nuovo decreto è consentito lo spostamento, anche tra Regioni, anche se è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi pubblici o privati, salvo motivi di comprovata necessità.

Clicca su link per leggere il documento completo: Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, 24 ottobre 2020

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