Nuovo decreto approvato dal CdM: quali attività riaprono dal 18 maggio e secondo quali modalità?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto-legge per la riapertura delle attività produttive in Italia, in vigore dal 18 maggio al 31 luglio 2020. Ecco quali attività riapriranno e secondo quali modalità, in modo da garantire la sicurezza dei clienti e dei lavoratori.

È stato approvato nella notte fra il 15 e il 16 maggio dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, il nuovo decreto-legge sulle riaperture, che rimarrà in vigore dal 18 maggio al 31 luglio 2020 e che rappresenta il secondo step all’interno della “Fase 2”, durante il quale riprenderanno le attività interrotte per il lockdown. Bisogna sottolineare che, all’interno di questo nuovo quadro normativo nazionale, Regioni e Comuni potranno stabilire le regole valide per il proprio territorio tramite ordinanze o decreti, così da “disciplinare gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali“.

Fermo restando che ognuna delle seguenti disposizioni potrà essere modificata in qualsiasi momento – anche in senso più restrittivo – in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico, il testo del nuovo decreto elimina parzialmente le restrizioni alla circolazione delle persone sul territorio nazionale e fissa le norme per la riapertura di:

Bar e ristoranti

Si dovranno attenere alle seguenti regole attività commerciali quali:

  • ristoranti
  • trattorie
  • pizzerie
  • self-service
  • bar
  • pub
  • pasticcerie
  • gelaterie
  • rosticcerie
  • catering.

Per prima cosa i locali dovranno essere in grado di informare la clientela – in maniera chiara e comprensibile anche per le persone straniere – rispetto alle misure di prevenzione del contagio; sarà obbligatorio rilevare la temperatura corporea dei clienti, impedendo l’accesso nel caso i cui superi i 37,5°C. Gli avventori dovranno avere a disposizione prodotti igienizzanti per le mani, e gli esercizi che dispongono di posti a sedere dovranno rendere obbligatoria la prenotazione mantenendo per 14 giorni un elenco delle persone che abbiano effettuato la prenotazione. I posti a sedere dovranno essere rimodulati in modo predisporre uno spazio non inferiore a 1 metro quadro per ciascun cliente e, in aggiunta, chi lo desidera potrà collocare nel locale anche barriere divisorie tra i tavoli. Obbligatorio sarà anche predisporre a intervalli regolari un ricambio di aria naturale sia nel locale che nelle toilet.

Per gli esercizi che non dispongono di posti a sedere, l’accesso della clientela dovrà essere limitato in modo da mantenere il distanziamento di almeno 1 metro tra una persona e l’altra. Sarà obbligatoria la sanificazione dei locali, mentre i menu cartacei dovranno essere sostituiti dopo ogni utilizzo o rimpiazzati con menu plastificati o consultabili online. No alle consumazioni a buffet, mentre il personale a contatto con i clienti dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina e provvedere alla disinfezione frequente delle mani con soluzioni idro-alcoliche adatte. Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, ecc). Dovrà infine essere preferito il pagamento contact less, possibilmente al tavolo, per minimizzare il contatto con il denaro contante (potenzialmente veicolo di contagio).

Commercio

Per quanto riguarda i negozi, sarà obbligatorio assicurare che tra ogni cliente sia mantenuto 1 metro di distanza; per i locali che dispongono di una sola porta, sarà compito del personale fare in modo che le persone in entrata e in uscita non si incrocino, mentre se il locale è dotato di due porte una dovrà essere adibita all’entrata e una all’uscita. All’ingresso di supermercati e centri commerciali potrà essere misurata la temperatura corporea, anche qui allontanando le persone nel caso in cui superi i 37,5°C. I negozi di abbigliamento dovranno essere sanificati ogni giorno, inoltre i clienti che provano o semplicemente toccano i capi dovranno indossare obbligatoriamente guanti e mascherina. Anche tra clienti e commessi dovrà essere mantenuta la distanza di almeno 1 metro.

Anche in questo caso, la ripresa delle attività degli stabilimenti balneari dovrà andare di pari passo con la predisposizione di prenotazioni online obbligatorie che stabiliscano orari e turni di accesso dei clienti. Una delle maggiori controversie in questo settore riguarda il posizionamento degli ombrelloni, per il quale è stato stabilito che si dovrà “assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo)”. Tutte le attrezzature dovranno essere igienizzate regolarmente e qualora lettini e sdraio non siano collocati insieme all’ombrellone, dovranno garantire una distanza l’una dall’altra di 1,5 metri. Per quanto riguarda le spiagge libere, “si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione” si legge sulle linee guida. In ogni caso no a giochi di gruppo e attività ludiche “da spiaggia” per evitare assembramenti.

Parrucchieri, barbieri ed estetisti

Queste attività potranno riaprire prevedendo esclusivamente l’accesso dei clienti tramite appuntamento, mantenendo anche in questo caso per 14 giorni un elenco delle persone che hanno avuto accesso al locale. Sarà obbligatoria la sanificazione dei locali; parrucchieri e barbieri dovranno predisporre il lavaggio obbligatorio dei capelli mentre nei centri estetici, laddove possibile, dovranno essere predisposte barriere fisiche per prevenire il contagio. Il personale che lavora in questa tipologia di attività dovrà utilizzare le visiere oltre a mascherine e guanti. La distanza tra clienti, operatori e spazi di lavoro deve sempre essere di 1 metro, mentre non sarà ancora consentita l’attivazione di saune, bagni turchi e vasche idromassaggio.

Palestre e piscine

In questo caso la riapertura è prevista per il 25 maggio ed è richiesta un’organizzazione rigorosa delle attività, regolamentando gli accessi se necessario anche tramite prenotazione. Durante l’attività fisica sarà necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri, mentre si potrà ridurre a 1 metro nei momenti di inattività. Spogliatoi e docce dovranno essere disposti in modo tale da garantire la distanza di 1 metro tra i clienti, predisponendo un uso alternato o aggiungendo apposite barriere. Disinfezione e sanificazione dovranno essere costanti, soprattutto di spazi e macchinari, mentre non sarà consentito l’uso di quelle attrezzature che non possono essere igienizzate. Chi frequenta piscine e palestre dovrà evitare di condividere borracce, scambiare asciugamani o altro, indossando sempre calzature apposite previste esclusivamente per l’ingresso in queste strutture; no all’uso promiscuo degli armadietti, mentre gli oggetti personali dovranno essere riposti sempre la propria borsa personale. Anche in questo caso, sarà obbligatorio provvedere a intervalli regolari a un ricambio di aria naturale nelle zone comuni.

Alberghi, hotel e agriturismi

Anche in questo caso, gli albergatori dovranno predisporre un’adeguata informazione per i clienti rispetto alle norme di prevenzione del contagio, comprensibili anche alle persone di altra nazionalità. Nelle strutture bisognerà indossare la mascherina nelle aree comuni e mantenere la distanza di almeno 1 metro. Ogni oggetto fornito in uso ai clienti dovrà essere sanificato prima e dopo ogni utilizzo, così come tutte le aree comuni e le superfici toccate di frequente come corrimano, maniglie di porte e finestre, interruttori della luce, ecc. Così come previsto per bar e ristoranti, anche in questo tipo di attività sarà obbligatorio predisporre a intervalli regolari un ricambio di aria naturale nelle varie zone comuni.

Mercati rionali

Sì alla riapertura anche dei mercati rionali, anche se gli accessi dovranno essere regolamentati e scaglionati e, ove possibile, dovranno essere divisi i percorsi di entrata e di uscita. Obbligatorio l’impiego di guanti usa e getta nelle attività di acquisto, specialmente di alimenti e bevande, così come l’uso delle mascherine sia da parte degli operatori che da parte dei clienti, garantendo allo stesso tempo la distanza di sicurezza.

 

Leggi qui il testo integrale delle Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative

  1. Finalmente un po’ di luce in vista… soriano che le attività commerciali più colpite abbiano la forza di riprendersi..

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  2. Avatar

    Troppo tardi troppo tardi

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  3. Grazie delle informazioni 🙂

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  4. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 18 Maggio 2020, 22:42

    Ottima informazione. L’Italia riparte!

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