“Nude shopping”: no al packaging per frutta e verdura.

Food in the nude: è il nome del progetto volto ad eliminare il 100% degli imballaggi plastici da frutta e verdura nel reparto ortofrutta dei supermercati. La campagna ha preso vita in Nuova Zelanda ma riscuote già un successo planetario. Il proprietario del punto vendita che ha lanciato l’iniziativa, ha visto aumentare le vendite del 300%: segno che i consumatori sono molto attenti e sensibili alle tematiche legate alla sostenibilità di ciò che acquistano. Questo genere di alternative, vengono accolte molto favorevolmente. Sicuramente la ricerca sul pack sarà uno dei grandi trend e temi di questo 2019.

Una nuova campagna dalla Nuova Zelanda sta catturando l’interesse dei consumatori di tutto il mondo. Una catena di supermercati ha deciso di eliminare del tutto ogni tipo di packaging plastico dal reparto ortofrutta.

Il progetto si chiama “Food in the nude” ed è stato lanciato dalla catena Foodstuffs che da sola, gestisce più della metà (il 53%) dell’alimentare neozelandese. Lo scopo è quello di eliminare gli involucri in plastica o sostituirli con altri riciclabili e compostabili.

Pioniere del progetto, un punto vendita di Bishopdale a Christchurch e il risultato si è rivelato un successo.

L’iniziativa è stata talmente apprezzata dai consumatori che le vendite di alcuni ortaggi sono aumentate fino al 300%, afferma Nigel Bond, proprietario del negozio e dichiara: “Abbiamo cambiato le scaffalature all’interno del reparto. Nei miei 30 anni nel settore, questo semplice cambiamento ha generato il feedback più positivo da parte dei clienti che abbia mai ricevuto.

Bond ha anche aperto un tavolo di discussione con coltivatori e fornitori con i quali studiare nuovi modi di fornire prodotti privi di imballaggi di plastica.

All’interno del supermercato è stato installato un nuovo sistema di scaffalature refrigerate per la visualizzazione della frutta e della verdura fresca. Gli ortaggi vengono nebulizzati attraverso un sistema di osmosi inversa che tratta l’acqua rimuovendo il 99% di tutti i batteri e il cloro.

Un’idea tanto semplice quanto efficace per sensibilizzare il consumatore e incoraggiarlo all’acquisto di prodotti sfusi.

In una dichiarazione ufficiale, la catena di supermercati si impegna a rendere tutti gli imballaggi 100% riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025.

Sono noti i numeri della questione globale legata alla plastica, sulla quale solo ora si comincia a prendere consapevolezza. Secondo gli studi e le stime pubblicate da A plastic Planet, a partire dai 6,3 miliardi di tonnellate di plastica prodotta dagli anni ’50 ad oggi, solamente il 9% sarebbe stata riciclata.

Se il 40% di tutta la plastica prodotta finora nel mondo è stata destinata al mondo degli imballaggi, ben la metà di questa percentuale riguarda quella destinata unicamente al confezionamento di alimenti e bevande. I maggiori problemi legati alla plastica derivano dagli ingredienti per ottenerla, dalla lavorazione e sopratutto dallo smaltimento. Inoltre, studi scientifici dimostrano come la plastica usata per i prodotti alimentari, possa interagire con il cibo contenuto all’interno lasciando che sostanze chimiche migrino nell’alimento.

Nuove alternative sono necessarie e due sono le direzioni possibili: innovare la composizione del packaging in modo che risulti biodegradabile e non inquinante o studiare nuovi sistemi di acquisto che escludano del tutto l’involucro. L’altra tendenza infatti è proprio quella di rendere mainstream i negozi alla spina, completamente privi di imballaggi. Il funzionamento è semplice. Ci si può recare in punto vendita con i propri barattoli, contenitori e sacchetti, altrimenti comprarli sul posto e riutilizzarli per le volte successive.

Leggi anche: Acquisti free from: mangiamo gluten free, cruelty free, fat free. È il momento del plastic free.

 

  1. Iniziativa sicuramente interessante che comunque riguarda solo una parte dell’ortofrutta nei supermercati… ma se vai dal fruttivendolo sotto casa (o hai addirittura la possibilità di fare l’orto) il problema non si pone. Secondo me la strada migliore resta sempre quest’ultima

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  2. Interessante e da prendere come esempio m. È in Italia c’è qualcuno che fa qualcosa?
    Ricordo che molti anni fa Esselunga (nel periodo in cui fu pioniera del biologico nella gdo) all’ingresso del supermercato aveva installato dei contenitori dove i clienti potevano restituire le vaschette di plastica delle verdure… purtroppo i clienti non avevano nessuna intenzione di perdere tempo a restituire le vaschette…. qualcuno sa se da qualche parte lo fanno ancora?

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    Troppa plastica troppa plastica troppa plastica

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    Ottima iniziativa e spero che anche altri paesi tra cui il nostro scelga questa linea, stessa cosa potrebbe essere applicata ai legumi secchi, i cereali e aumentare la diffusione sempre piu capillare dei detersivi

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  5. Belle notizie! No qui che siamo costretti ad usare sacchetti, seppur “eco” comunque usa e getta. Leggi corrotte da un governo assurdo che invece di obbligarea gente a usare Sacchi riutilizzabili per facilitare aziende di amici e parenti inquinano comunque l’ambiente…

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  6. E’ bellissima questa notizia.. io mi reco sempre al supermercato con le mie buste per la spesa! Eliminiamo la plastica!

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