“Non posso credere non sia carne!”: un nuovo report spiega il successo della “vegan meat”

La categoria della cosiddetta “vegan meat” sta per raggiungere una valore di $140 miliardi secondo il report Barclays

Secondo gli analisti della banca di investimenti Barclays, il mercato alternativo della carne è in procinto di raggiungere un valore annuo di $ 140 miliardi nel prossimo decennio.

Lo studio di Barclays, dal titolo “Can’t believe it’s not meat” (Non posso credere non sia carne) prevede una rapida crescita esponenziale per l’industria delle proteine ​​alternative, basata su una varietà di fattori. Gli specialisti che hanno studiato il continuo aumento di questa categoria, notano che i consumatori sono attratti da proteine ​​alternative perché la produzione evita il danno degli animali e risulta essere un processo di produzione meno dannoso per l’ambiente.

La salute risulta essere un driver di spesa molto importante ma su questo fronte il consumatore ha ancora dubbi. La banca ha sottolineato che gli investitori ritengono che sussistano ancora dei rischi. I benefici per la salute potrebbero non essere al 100% chiari in questo momento a causa dell’uso di additivi che conferiscono quel gusto tipico della carne e c’è anche il rischio di restrizioni legislative sull’etichettatura che possono influenzare il marketing e la crescita.

Nonostante questo aspetto, per ciò che concerne il consolidamento di questi prodotti a lungo termine, gli analisti hanno affermato che

“c’è una maggiore opportunità di mercato per le proteine plant-based di quanto non fosse stato sostenuto per le auto elettriche dieci anni fa”.

Questo report viene pubblicato in un momento particolare e molto fertile per questa tipologia di prodotti. Basti pensare all’interesse per questo mercato dopo il fenomenale successo dell’IPO di Beyond Meat, che ha chiuso il suo primo giorno di contrattazione a $ 65,75, che è del 163% superiore al suo prezzo IPO. Secondo i rapporti, questo rende la compagnia di Ethan Brown l’IPO più performante in quasi venti anni.

I punti chiave del rapporto includono questi concetti chiave:

• “Le proteine ​​animali stanno diventando sempre più controverse visto che alcune sono considerate una delle più importanti fonti di emissioni di gas serra, sono ad alta intensità energetica e generano molti rifiuti; da non escludere l’aspetto legato ai problemi di salute”.

• “Anche se oggi crediamo che esistano problematiche alla replica efficace di alcuni prodotti preferiti dai consumatori di origine animale (ad esempio bistecche), ciò che è stato raggiunto finora in termini di texture e consistenza in prodotti come salsicce o burger, ha prodotto reazione iniziale positiva del consumatore “.

• “Mentre la carne in vitro è ancora molto lontana dall’essere immessa sul mercato, le proteine ​​vegetali continuano a guadagnare terreno rispetto alla controparte animal based, e prevediamo che questa tendenza continui per il prossimo futuro.”

 

  1. Bene avanti così! In italia siamo ancora indietro ma ci arriveremo!
    Il mondo ha il dovere di diventare Vegan, per la sua salvezza.

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    È un percorso difficile ma tutti sempre più si rendono conto che le alternative ormai esistono e sono buone!

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  3. Un percorso ancora all’inizio ma promettente

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  4. L’essere umano forse si sta avvicinando ad una consapevolezza maggiore ed anche se ricerca cibi che richiamino il sapore e la consistenza della carne sta aprendo gli occhi sui maltrattamenti che subiscono gli animali quotidianamente.

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  5. Un formidabile aiuto per il cosiddetto “ periodo di transizione “, nel tempo che servirà a capire sempre di più quanto la carne sia quanto di più dannoso sia stato prodotto per tantissimi aspetti.
    Evvai ! Tutti verso una grande consapevolezza!

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