Moda: in aumento i prodotti animal free, il vegan diventa sempre più mainstream

In un mercato global sempre più vegan-oriented, lo storico marchio di abbigliamento Carrera introduce un nuovo capo completamente biodegradabile; Intimissimi, in controtendenza, propone nella collezione autunno/inverno 2019 capi in pelle di agnello

La moda è sempre più vegan e abbigliamento, scarpe e accessori cruelty-free sono ormai il new normal nel mercato del fashion. Tra i paesi leader del cambiamento troviamo Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia, che risultano i principali investitori del settore, con aumenti significativi dei prodotti segnalati come vegani. Recenti analisi di mercato parlano di un +75% di prodotti segnalati come vegani nel Regno Unito rispetto agli anni precedenti, mentre la Francia segue con un +12% destinato ad aumentare considerevolmente visto l’impegno di Parigi a diventare la capitale della moda sostenibile entro il 2024. Per gli Stati Uniti la crescita registrata è solo dell’11%, ma si tratta del paese con l’assortimento di prodotti animal-free più ampio rispetto ad altri mercati.

Anche sulle passerelle si è assistito a una lenta ma inarrestabile inversione di rotta a livello globale, con grandi marchi e note aziende di abbigliamento che hanno abbandonato l’impiego di pelle, pellicce e lana in favore di materiali “eco” per le nuove collezioni. Tra i settori più produttivi troviamo quello calzaturiero: secondo i dati di settore, le scarpe vegane rappresentavano il 32% del mercato delle calzature negli Stati Uniti lo scorso anno, rispetto al 16% nel 2017. Tuttavia, i marchi di calzature britannici risultano un po’ più lenti nel tenere il passo con questa tendenza: le calzature vegane rappresentavano il 16% del mercato del Regno Unito nel 2018, rispetto al 15% nel 2017.

In questo quadro di cambiamento e innovazione si colloca il lavoro di Carrera, storico marchio che da sempre produce jeans, abbigliamento e accessori. La nota azienda, fondata nel 1965 a Verona, già da tempo ha ottenuto il certificato VEGANOK per la totale assenza di derivati animali nei tessuti e nelle colle che utilizza nei suoi jeans all’aloe ma da pochissimo ha introdotto una novità: dal prossimo anno sostituirà il filato standard impiegato nella produzione dei jeans elasticizzati (ora in misto cotone-lycra) con il Sorona, un tessuto innovativo derivato dal mais, e per questo 100% naturale, biocompatibile e riciclabile.

Nessun cambiamento, invece, nel design del prodotto né nel prezzo: i clienti continueranno ad acquistare i pantaloni che hanno reso celebre il marchio, ma con un occhio di riguardo in più alla sostenibilità. “Saranno indumenti innovativi, che donano benessere, rinfrescanti d’estate e riscaldanti d’inverno” ha dichiarato Gianluca Tacchella, amministratore delegato di Carrera Jeans.

 

Ma non è tutto: da circa 30 anni la produzione è stata spostata interamente in Tagikistan, in due fabbriche dove la lavorazione avviene in maniera integrale, senza movimentazione di camion: “Ogni anno risparmiamo l’equivalente in anidride carbonica di seimila automobili” precisa Tacchella. “Il paese – spiega – è un’ex Repubblica sovietica ed è un grande produttore di cotone; ha un’enorme disponibilità di energia elettrica e una cultura del tessuto radicata , perché si trova sull’antica via della Seta. La qualità resta dunque altissima, anche perché il design è 100% italiano. In più possiamo dire di dare lavoro – retribuito ben oltre gli standard del posto – a duemila tagiki, molti dei quali sono donne che non avrebbero altre opportunità”.

Intimissimi e la scelta anacronistica della pelle di agnello

In quest’ottica di cambiamento, dettato non solo dalle richieste di mercato, ma anche da tecnologie sempre più all’avanguardia e legislazioni più stringenti in merito al benessere animale, ci sono invece marchi che vanno decisamente contro corrente. Tra questi c’è Intimissimi, noto marchio italiano di biancheria intima di proprietà di Calzedonia. Da pochissimo tempo, infatti, l’azienda ha deciso di introdurre tra le novità autunno/inverno dei capi di abbigliamento intimo in pelle di agnello (un esempio nella foto qui in basso).

La composizione del top mostra come la parte anteriore sia al 100% in pelle di agnello

 

La questione etica

Una mossa di mercato che ha attirato l’attenzione e le proteste da parte degli animalisti – e in particolare del gruppo noto come “Le iene Vegane” – che si sono riuniti di recente a Milano per un sit in di protesta pacifica contro il noto marchio di abbigliamento intimo. Eppure, la scelta fuori tempo di Intimissimi va oltre: con una breve ricerca sullo shop online è facile trovare anche capi di abbigliamento in seta e in cashmere, anch’essi sempre più messi al bando sulle passerelle di tutto il mondo in favore di alternative “eco”.

Sì, perché sempre più aziende sono in grado di dimostrare che fare moda senza sfruttare gli animali non solo è possibile, ma è anche doveroso: alle porte del 2020 non esiste più alcun motivo valido per vestirsi di pelle, pellicce, lana o piume dal momento che siamo perfettamente in grado di produrre tessuti sintetici, o ancora meglio, di origine vegetale altamente performanti e di tendenza. La scelta cruelty-free è l’unica davvero sostenibile e Carrera dimostra come sia possibile per un’azienda avere a cuore il benessere degli animali e del pianeta pur continuando sulla strada dell’imprenditoria di successo.

  1. Ci sono aziende lungimiranti come la Carrera e aziende che, invece, credono di essere “trendy” producendo capi d’abbigliamento che ricordano quelli indossati dalla specie Homo Neanderthalensis.

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  2. Oggi è davvero più facile per noi trovare capi di abbigliamento, lingerie, scarpe e perfino borse che possano essere in linea con la nostra scelta di vita di non nuocere in alcun modo a qualsiasi essere vivente
    CARRERA è l’esempio virtuoso di una grande azienda italiana che ha scelto di mettere in evidenza questa vicinanza alla scelta vegan , certificando alcun capi
    Io ne ho diversi e sono molto orgogliosa di indossarli !
    La scelta assoluta anacronistica di Intimissimi e davvero inspiegabile!
    Non riesco proprio a credere che ad oggi, in un mondo che universalmente sta andando verso una direzione di consapevolezza e di sensibilizzazione sotto milteplici aspetti, ci siamo realtà importanti che sottovalutano tutto questo…
    Cosa c’è dietro ? Interessi specifici ?
    Rispondere con questa privazione davvero “ orrenda” alla riduzione della mattanza delle creature non umane , e soprattuto degli agnelli che registrano una attenzione ed un nuovo rispetto da tutta l’opinione pubblica , tanti da evidenziare un calo drastico del consumo di carne di agnello a Pasqua , è davvero difficilmente interpretabile !
    Le azioni di denuncia e protesta che in questi giorni si sono svolte a Milano. proprio da Iene Vegane , sono da prendere come esempio e da supportare con tutta la nostra forza !

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  3. Ho avuto il piacere di indossare i jeans Carrera certificati e sono comodissimi, complimenti vivissimi…
    No comment su Intimissimi, davvero un’iniziativa vergognosa da stigmatizzare

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  4. Ho comprato i Jeans Carrera al VeganFest 2017, sono stra comodi e morbidissimi lavati anche ad alte temperature sono sempre perfetti. Invece di sicuro non comprerò mai più da intimissimi finché non si adegueranno ad uno stile etico!

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  5. Erica Congiu

    A volte ci si dimentica che vegan non è solo alimentazione, ma stile di vita e anche con le nostre scelte nel campo dell’abbigliamento possiamo fare la differenza. Ho un paio di jeans carrera che calzano come un guanto, vorrei non toglierli mai! 😀

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  6. Io non ho parole… ancora gente che compra piume piumette pelle senza rendersi conto minimamente cosa c’è dietro tutto questo. L’orrore e la violenza indosso. Aziende come Intimissimi dovrebbero chiudere.

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  7. Pelle di Agnello? Ma sono fuori dal tempo! Sconnessione. Meritano il fallimento.
    Il successo è meritato dall’imprenditoria che guarda al futuro con etica!

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