È Conad il primo ad introdurre i micro ortaggi: dal reparto ortofrutta alla tavola

Anche in Italia arrivano i microgreen che crescono nel reparto ortofrutta. La sperimentazione è in corso nel punto vendita CIA Conad in provincia di Forlì. Alcuni esempi di microgreen disponibili: senape, porro, cavolo rosso, ravanello daikon, ravanello rosso, crescione e rucola.

Una delle cooperative della rete Conad, la Commercianti Indipendenti Associati di Forlì ha dato il via al progetto sperimentale “Microgreen”, vale a dire la coltura, all’interno del punto vendita, di micro ortaggi.

In America sono già una realtà consolidata da tempo e le sperimentazioni in realtà non mancano neanche in Europa, ma fino ad ora in Italia nessuno aveva ancora promosso concretamente l’iniziativa.

I microgreens, in italiano micro-ortaggi, sono le piantine giovani e tenere di numerose specie di ortaggi, erbe aromatiche e piante spontanee, che si raccolgono dopo soli 7- 20 giorni dalla semina, non appena hanno sviluppato le due foglioline cotiledonari, ovvero le prime foglie vere. Sono a metà strada tra germogli e baby leaf ma non vanno confuse con i germogli (spesso chiamati con il termine inglese sprouts) e neppure con i comuni ortaggi da foglia coltivati in campo. Rappresentano una nuova categoria di ortaggi che viene raccolta precocemente rispetto al normale sviluppo e che prevede un sistema di coltivazione apposito “in miniatura”.

I micro ortaggi sono diventanti ormai molto popolari e sono considerati dei veri e propri “superfood” per via dell’alto valore nutrizionale contenuto al loro interno: ricchissimi di vitamine, fibre, sali minerali e proteine vegetali. In ambito culinario, vengono spesso utilizzate da moltissimi chef di alto livello per arricchire il piatto sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista nutrizionale.

Hanno elevate proprietà nutraceutiche, contengono fino a 40 volte la percentuale di vitamine presente nei normali ortaggi. Uno studio scientifico del 2012 svolto dai ricercatori dell’Università del Maryland, ha dimostrato che i micro-ortaggi sono caratterizzati da un contenuto di vitamine e sostanze bioattive anche decine di volte più alto dei normali ortaggi. Solo per fare qualche esempio, la più alta concentrazione di vitamina C è stata registrata nelle micro verdure di cavolo rosso, 147 mg per 100 gr. Un valore alto, rispetto ai 120 mg del cavolo, i 53,2 mg delle arance, o i 22,8 mg del pomodoro. Parlando invece di vitamina E, le micro-verdure di ravanello Daikon hanno registrato 126.8 mg per 100 grammi rispetto ai 36,3 mg per 100 grammi di semi di girasole o i 26.2 mg delle mandorle ed i 2,1 mg degli spinaci.

Grow unit di coltivazione

La produzione avviene in apposite grow unit, vale a dire mobili-vetrina studiati appositamente: le piantine arrivano in negozio in vaschette preseminate, quindi vengono disposte nell’unità di accrescimento esposta al pubblico, dotata di impianto di illuminazione a led e impianto di irrigazione a ciclo chiuso. Ogni serra produce circa 20 confezioni al giorno, con un prezzo di vendita al cliente di 1,79 euro. Tutta la tecnologia usata è “Made in Italy”, essendo realizzata dalla cooperativa Cefla di Imola.

Augusto Cattani, responsabile freschi di CIA Conad e coordinatore del progetto pilota spiega “I microgreens arrivano nell’ipermercato in vaschette preseminate, “poi vengono disposte in una apposita unità di accrescimento esposta al pubblico, dotata di impianto di illuminazione a led e impianto di irrigazione a ciclo chiuso. I parametri di coltivazione vengono tarati automaticamente dal sistema e dopo circa 5 giorni le piantine sono pronte per essere vendute”.

Per ora sono disponibili in vendita sette varietà: senape, porro, cavolo rosso, ravanello daikon, ravanello rosso, crescione e rucola. All’estero la produzione di vegetali all’interno dei punti vendita è una pratica molto diffusa e addirittura negli Stati Uniti ci sono ipermercati che offrono insalata bio prodotta direttamente all’interno della struttura.

Le prospettive per i retailer sono davvero interessanti perché l’interesse dei consumatori verso un’alimentazione sana è un trend in crescita, specie se correlato al consumo di superfood. I microgreens, per le caratteristiche nutrizionali elencate, entrano a pieno titolo nella categoria dei super cibi. Secondo l’analisi del rapporto dell’OSSERVATORIO VEGANOK 2018, 1 italiano su 4 acquista superfood: una tendenza consolidata di acquisto. Il nostro Paese è il primo in Europa per consumi di questi cibi, la cui crescita a volumi e a valori sembra essere inarrestabile, complice il fatto che negli anni siano diventati sinonimo di prevenzione e salute per la maggioranza dei consumatori.

Dopo la scelta di Conad di inserire la Grow Unit nell’iper di Forlì, altri retailer italiani ed esteri, stanno guardando con attenzione al mondo dei micro-ortaggi.

  1. Mi sembra un’ottima iniziativa. Alternativa sarebbe quella di produrre autonomamente in casa… Ma non sempre si ha il tempo di occuparsene.

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  2. Io li comprerei! Ho provato tante volte a fare i germogli a casa: l’entusiasmo dura una settimana e poi dopo non li faccio più… Anche perché ci vuole un impegno costante: innaffiare tre volte al giorno non è poco. Mi sembra un’ottima opzione alternativa all’home made

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  3. Non so, resto perplessa: da una parte mi sembra un’ottima iniziativa per acquistare prodotti nutrizionalmente ottimi… Dall’altra mi sembra strano che le piantine vengono coltivate in uno spazio chiuso. Boh, è solo una mia impressione…

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  4. Proprio una bella iniziativa! Mi piace!!! Ma poi, una volta acquistate, le verdure vanno consumate e si può continuare la coltivazione in casa? Ma come? Tenendole all’aperto o come? Dicono che sono considerati parte integrante dell’alimentazione del futuro, proprio perché ricchi di minerali, vitamine, omega 3, ecc., un vero toccasana per la salute.

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    • Buongiorno Tina,
      È consigliabile consumarli in pochi giorni. Se necessario, conservarli in frigo per massimo una settimana. È raccomandabile consumarli subito sia per non perdere freschezza ma sopratutto per non perdere le qualità nutrizionali che sono al massimo in quel periodo particolare di crescita della pianta. Si possono far crescere trapiantandole in del terriccio di buona qualità ma va da sè che devono esserci le condizioni ambientali e climatiche giuste. La crescita della pianta in ogni caso ne riduce il potenziale nutritivo. L’efficacia massima la si riscontra consumandoli quando non sono più germogli ma non sono ancora piante mature.
      Continui a seguirci e buona giornata!

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  5. Grazie Laura dei preziosi consigli!
    Buona giornata anche a lei!

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  6. Ottima notizia! Ma sarà in tutti i punti vendita Conad oppure solo in quelli più grandi ? Abito in un paese dove ce ne sono 2 di Conad …

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    • Salve Federica,
      per il momento il progetto è sperimentale solo nel punto vendita Conad di Forlì. Non ci sono altri punti vendita presso i quali sia possibile acquistare i micro ortaggi. In altri paesi d’Europa e negli Stati Uniti, si tratta di una realtà consolidata quindi è ragionevole pensare che presto il servizio sarà disponibile anche presso i supermercati italiani. Vi terremo aggiornati!
      Grazie del suo contributo e buona serata!

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  7. Non sono germogli ne veri ortaggi e la curiosità aumenta… soprattutto riguardo il loro valore nutrizionale
    …che bello…. vorrei provarle. . 😃😋

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  8. ma che novità sono i germogli? si trovano da tempo anche all’esselunga.

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    • Salve Agnes,
      Per micro ortaggi si intendono colture che non sono più germogli perché hanno sviluppato le due foglioline cotiledonari ma non sono ancora piante mature. I germogli sono facilmente reperibili in molti punti vendita. La novità di questo progetto è che le piante vengono messe a coltura in una grow unit apposita direttamente in punto vendita. I microgreens arrivano presso il supermercato in vaschette seminate precedentemente ma poi l’unità di accrescimento che è esposta al pubblico ed è dotata di un impianto di illuminazione e di irrigazione a ciclo chiuso, permette ai semi di svilupparsi in loco. Questa è la novità. Si potranno comperare vegetali in una filiera che va dal reparto ortofrutta alle nostre case.
      Spero di aver fugato i suoi dubbi. Buona serata!

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  9. Nicola Lioni 19 agosto 2018, 0:19

    Sicuramente una alternativa per chi non ha né terreno ne balcone ampio
    Ma poi si consumano così , voglio dire appena acquistare , tipo piante nane … oppure si potranno anche impiantare sul proprio terreno ?
    Boh?
    Sinceramente questo punto relativo alla consumazione non mi è davvero chiaro .
    Chissà …

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