“Mi hanno licenziato perché sono vegano”: il dipendente fa causa al datore di lavoro

Se un tribunale decide che il lavoratore sia stato effettivamente licenziato perché vegano, si procederà ad una storica azione legale.

Jordi Casamitjana

Gran Bretagna. Jordi Casamitjana, ex dipendente della League Against Cruel Sports (LACS), sostiene di essere stato licenziato dalla società dopo aver rivelato che la stessa aveva investito fondi in aziende coinvolte nella sperimentazione animale.

Il LACS d’altra parte, rifiuta l’accusa sostenendo di aver licenziato Casamitjana per cattiva condotta.

In una azione legale descritta dai giornali inglesi come “landmark” (causa esemplare), un tribunale a Marzo deciderà se il veganismo debba essere protetto dalla legge. Se decide che dovrebbe, ne seguirà un processo completo.

Casamitjana dice che i suoi dirigenti non hanno fatto nulla quando lui ha portato alla loro attenzione il problema dell’animal testing. Ignorato, ha deciso di informare anche i colleghi e per questo motivo, è stato licenziato.

Ad un tribunale ora viene chiesto di decidere se il veganismo sia di fatto una “filosofia” da tutelare secondo quanto prevede la legge.

“Religione o convinzioni” è una delle nove “caratteristiche protette” coperte da Equality Act 2010.

Le altre, tutte ugualmente classificate sono:

  • età
  • invalidità
  • riassegnazione di genere
  • matrimonio e unione civile
  • gravidanza e maternità
  • razza
  • sesso
  • orientamento sessuale

È illegale per un datore di lavoro discriminare direttamente, trattando un dipendente in modo meno favorevole di altri, per motivi legati alla sua religione o convinzione filosofica o politica. Anche le molestie e la vittimizzazione basate sulla religione o sul credo ovviamente sono illecite come anche la discriminazione indiretta nel caso in cui dirigente applichi un criterio o una pratica che svantaggia i dipendenti di una particolare religione o convinzione.

Per qualificarsi come un credo filosofico, il veganismo deve:

  • essere sinceramente sostenuto
  • essere un “credo” o convinzione su un aspetto sostanziale della vita e del comportamento umano
  • raggiungere un certo livello di cogenza, serietà, coesione e importanza
  • essere in linea con i principi della società democratica, non essere incompatibile con la dignità umana e non entrare in conflitto con i diritti fondamentali degli altri
  • essere un credo, non un’opinione o un punto di vista basato sullo stato attuale delle informazioni disponibili (fonte approfondimento bbc)

Se Casamitjana, che si definisce vegano etico, riuscirà nel suo intento, le conseguenze per i vegani potrebbero essere importanti.

“Se avremo successo, conseguiremo un giudizio che riconosce formalmente lo stato protetto del veganismo etico e che potrebbe quindi essere usato come base per combattere la discriminazione contro i vegani nel mondo del lavoro, nella fornitura di beni e servizi e nell’educazione” sostiene l’avvocato di avvocato di Casamitjana, Peter Daly, di Bindmans LLP

Casamitjana ha affermato: “È importante per tutti i vegani sapere che se vogliono parlare di veganismo, sono protetti e nessuno potrà metterli a tacere”

In una dichiarazione, la League Against Cruel Sports ribatte le accuse: “Casamitjana è stato licenziato dalla sua posizione a causa di una cattiva condotta. Collegare il suo licenziamento a questioni relative al veganismo è in realtà sbagliato. Il signor Casamitjana sta cercando di usare il suo veganismo come motivo del suo licenziamento”.

La Vegan Society, che appoggia Casamitjana, ha divulgato i dati legati all’aumento dei vegani in Gran Bretagna. La società rende noto che ci sono attualmente 600.000 vegani nel Regno Unito, rispetto a circa 150.000 nel 2014. Basa la sua stima sui sondaggi dell’Agenzia delle norme alimentari, Ipsos Mori e il Centro nazionale per la ricerca delle scienze sociali.

Louise Davies, responsabile delle campagne, politica e ricerca della Vegan Society afferma:

“Per molte persone, il veganismo è una convinzione profondamente radicata. Questa potrebbe essere una sentenza storica che non solo riconoscerà la validità e l’importanza del veganismo, ma confermerà anche che i bisogni dei vegani nel loro impiego e nella loro vita quotidiana devono essere presi sul serio”.

  1. Riconoscere il veganismo etico come filosofia radicata nell’individuo, significa liberarlo dalla più superficiale accezione di dieta alimentare e conferirgli la dignità che merita. Mi auguro che questa notizia non venga utilizzata dai detrattori del veganismo per generare confusione identificandolo con l’atteggiamento fideistico che si ha verso una religione. Il veganismo non è infatti un trend alimentare ma non ha nemmeno nulla a che vedere con il dogma della fede. L’etica NON è la religione.

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  2. Interessante questione… seguirò gli sviluppi con attenzione.

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  3. Tifo per Jordi! Con l’augurio che sia fatta chiarezza e giustizia.

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  4. Ammirevole da parte di quest’uomo, coerenza e convinzione, non tutti hanno questo coraggio, solo chi è davvero vegan può fare una cosa del genere. Siamo tutti con lui!

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  5. Io tifo per te e per tutti quelli che vogliono superare ogni tipo di discriminazione e rispetto.

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  6. Misericordia!
    Incredibile da immaginare ma tutto può esseee ! Certo non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse accadere in Gran Bretagna dove tutto sembra agevolato , migliore che in Italia a sentire chi ci vuole scappare !
    Alla fine sembra che l’erba del vicino sia sempre più verde ma… a giudicare questo caso ( che di verde ha l’anima) proprio non pare !
    Seguiremo il proseguo della vicenda dall’Italia , Paese in cui i vegani forse sono scomodi per l’industria e le lobby della carne
    e del latte ma dove la discriminazione con questa modalità per fortuna , non è ancora ( per fortuna ) materia legale .
    Anzi al nostro Parlamento proprio ieri è stato proclamato il primo “GO VEGAN “dall’onorevole Ciampolillo che ha raccontato tra molte cose quanto il cambiamento oramai sia palpabile ed in atto.

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