L’Impossible Whopper aumenta del 18,5% il numero di visitatori di Burger King

La distribuzione del burger Impossible Whooper all’interno della catena Burger King registra un successo enorme: le sedi a St. Louis, città nello stato del Missouri (Stati Uniti) hanno registrato un aumento della loro clientela del 18,5% rispetto ad altre location della catena di fast food in cui il burger non viene servito.

Le sedi Burger King a St. Louis, città nello stato del Missouri (Stati Uniti) hanno registrato un aumento della loro clientela del 18,5% rispetto ad altre location della catena di fast food. La motivazione? Il lancio di Impossible Whopper, il burger 100% vegetale. Secondo le statistiche raccolte dalla società di ricerche in Market in Insights, la disponibilità di questo prodotto è determinante ad incrementare il numero di pasti serviti presso la catena.

L’azienda ha analizzato i dati di localizzazione delle app mobili per determinare il traffico pedonale a Burger King nel mese di Marzo e li ha confrontati con quelli del traffico complessivo di Aprile, quando Burger King ha lanciato l’opzione plant-based in 59 località a St. Louis. Ciò che è emerso, è che, mentre un numero consistente di clienti si è recato presso le se sedi che offrivano l’Impossibile Whooper, è calato dell’1,75% il numero di clienti nelle sedi che non hanno offerto l’opzione plant-based.

“The Impossible Whopper si sta comportando molto bene nei nostri test, e continua a generare nuovo traffico verso i nostri ristoranti”, ha detto la portavoce di Burger King, Dori Robau Alvarez . Grazie al suo travolgente successo, Burger King ha annunciato che espanderà l’offerta nelle sue oltre 7.200 sedi in tutta la nazione, a cominciare da Miami, FL, Montgomery, AL e Columbus, GA. La settimana scorsa, l’impossibile Whopper ha fatto il suo debutto europeo nelle location di Burger King in tutta la Svezia.

“Queste alternative di prossima generazione sono in grado di distruggere la categoria dei prodotti a base di carne nello stesso modo in cui “il latte” a base vegetale hanno tolto mercato ai latticini e le bevande energetiche hanno scalzato le bevande contenenti caffeina“, ha detto l’analista di Bank of America Merrill Lynch Bryan Spillane in una nota in cui commentava le alternative vegetali di Impossiible Foods e Beyond Meat.

The Impossible Whooper, il burger della Impossibile Foods. Di cosa si tratta?

l’Impossible Burger è il burger prodotto dalla Impossibile Foods e distributo da Burger King con il nome di Impossibile Whooper. É a base vegetale e utilizza un ingrediente speciale per ricreare la texture “carnosa” classica.

L’ingrediente, la leghemoglobina di soia, contiene eme, una molecola contenente ferro che si trova naturalmente nelle piante. Secondo la compagnia, l’eme svolge un ruolo fondamentale. La Food and Drug Administration statunitense (FDA) ha dato recentemente il via libera al prodotto dopo accurate ricerche sul componente chiave: inizialmente aveva espresso alcune perplessità, dovute al potenziale allergico del prodotto e alle sue 46 fonti proteiche presenti. Relazione FDA disponibile qui.

Ora non resta che chiedersi: il binomio fast food-prodotto vegetale sarà in grado di generare una diminuzione consistente del consumo di carne?

La questione in effetti è tutta qui: questi prodotti sono in grado di sottrarre spazio al mercato dei derivati della carne? L’indagine effettuata dall’Istituto di ricerca sull’Impossibile Whooper infatti, registra un incremento delle visite nei punti vendita ma non fornisce dati sul consumo di pasti a base di carne rispetto a quelli vegetali. Le multinazionali del cibo  sanno perfettamente che questo è il momento di puntare sulle proteine vegetali. Lo chiedono gli investitori da una parte e lo esige una fetta sempre più consistente di consumatori dall’altra. Ma si tratta di un ulteriore altro canale di profitto per le multinazionali o di fatto questi prodotti vegetali inducono una conversione in termini di consumo? Per il momento non ci sono studi a riguardo e non abbiamo dati a sufficienza per delineare un quadro preciso. L’auspicio è che le alternative vegetali possano indurre una conversione delle abitudini di acquisto e ridefinire i presupposti sulla base dei quali i consumatori scelgono dove indirizzare i propri acquisti.

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  1. Auguriamoci che questi consumi crescano andando a sostituire il consumo di carne prodotta sterminando esseri innocenti.
    E auguriamoci che le industrie e gli imprenditori capiscano che il tempo dello sfruttamento fa ormai parte del passato. Il futuro ha la sua strada in una direzione diversa.

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  2. Beh, io per prima che non ci sono mai andata, neanche in tempi bui in cui non ero vegan, oggi andrei se potessi assaggiare questo prodotto.

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  3. Erica Congiu
    Erica Congiu 5 Giugno 2019, 15:45

    Sicuramente è un investimento intelligente, perchè guardiamo in faccia la realtà, noi vegani non usciamo solo con vegani per andare in locali vegani. Capita spesso l’esigenza di trovare locali in cui si possano soddisfare le esigenze di tutta la comitiva. Personalmente non amo i fast food perchè l’odore della carne bruciacchiata mi fa passare l’appetito, ma almeno se fossi costretta sarei felice di trovare un’alternativa vegan!

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