La bufala dei vegani in calo: la parola alla Dott.ssa Paola Cane

Quanti sono i vegani in Italia? Si tratta di un trend in ascesa? Quali sono le ragioni di chi abbraccia la filosofia vegan? La Dott.ssa Paola ne parla in un’intervista rilasciata per la rivista Fresh Point Magazine.

Che il cibo non sia rilegato alla sola sfera del nutrimento ma rappresenti molto di più, è chiaro a tutti e che si vada in direzione di una sempre maggiore consapevolezza è auspicabile; i numeri rivelano un cambiamento etico in atto a tavola e nei consumi.

Il consumatore che sceglie vegan è più attento, più predisposto al cambiamento, propenso a sperimentare nell’ottica di un’evoluzione verso un sistema di consumo più sostenibile. Chi segue la filosofia vegan, lo fa a fronte di motivazioni e spinte che non sono esclusivamente alimentari ma che abbracciano delle considerazioni di più ampio respiro alla cui base ci sono ragioni etiche e di rispetto per il pianeta e le sue forme di vita. Si tratta di “una scelta di cuore“.

Il rapporto 2018 dell’Osservatorio VEGANOK apre la disamina dei consumi dell’anno in corso con un’affermazione: “l’alimentazione 100% vegetale sta diventando il new normal anche per i consumatori che non hanno abbracciato la scelta di vita vegana“. Le abitudini di spesa degli italiani stanno cambiando e vanno verso una direzione di consumo più consapevole. Gli scaffali della GDO ampliano lo spazio dedicato ai prodotti plant-based e lo studio delle materie prime permette di offrire prodotti sempre più in linea con le esigenze di mercato. Il consumo di prodotti a base vegetale aumenta.

I detrattori della scelta vegan però sembrano non accettare questo incremento. Sono recenti le dichiarazioni di Coldiretti in occasione del Bistecca Day, secondo cui il numero dei vegani sia in diminuzione su scala nazionale. Abbiamo parlato diffusamente del caso nell’articolo “Bistecca Day: gli ultimi colpi di coda di un settore in agonia” riportando anche le testimonianze dei brand manager di Coop e Auchan, due tra le più importanti catene che operano nella gdo, secondo cui il il mercato del vegan è forte, in salute, in crescita e molto recettivo agli stimoli del mercato.

Perché allora negare le evidenze?

FreshPoint, magazine della filiera ortofrutticola rivolto ai professionisti del mercato, vuole fare chiarezza sulla questione interpellando la massima esperta in materia. La Dott.ssa Paola Cane senior marketing strategist, responsabile dell’Osservatorio VEGANOK per l’analisi del mercato dei prodotti vegani lato consumer, spiega come stanno le cose in un’intervista a cura di Chiara Marseglia.

Dice la Dott.ssa Paola Cane,

“essere vegan non è un regime alimentare: è un modo di voler cambiare il mondo, tutti i giorni. E ci credono in molti, tanto che lo dimostrano anche i piani industriali di alcune multinazionali che investono in ricerca e sviluppo di prodotti etici, ecologici, biologici e sostenibili.”

Ha senso allora ridurre il dibattito ad una mera questione di numeri e banalizzare un tema così importante come quello dei consumi nella semplice dicotomia tra onnivori e vegani?

L’intervista è consultabile alla pagina 18 del magazine ed è disponibile a questo link

  1. Giulia Volpini 23 Luglio 2018, 10:11

    La notizia che fecero uscire tempo fa gli addetti stampa di “Federcarni” “Coldiretti” e compagnia bella, sono evidenti campanelli d’allarme del loro settore fortemente in crisi. Il consumatore non è scemo, si guarda attorno e si accorge che i reparti di macelleria, pescheria hanno file snelle e che i reparti vegani sono sempre più grandi. Mi chiedo solo se si possano multare certe “notizie false”, possibile che non ci sia un modo per farla pagare a chi fa circolare “Fake news”?

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  2. A chi fa comodo mettere in giro queste fandonie ?
    Chi !?

    La risposta è sotto gli occhi di tutti :

    chi ha paura dell’onda vegan sempre più grande e non è disposto a rivedere la propria attività , chi ha paura del cambiamento!

    Ma sta gente farà morire i figli o i nipoti in un futuro non lontano in cui le risorse destinate oggi ai loro interessi, non ci saranno più … stanno erodendo il barile !!!
    Le generazioni future, neppur troppo future ,devono temere la scarsità di acqua …senza Acqua non c’è vita

    A questa gente lascio uno spunto di riflessione :

    “Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato.”

    (Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux)

    GO VEGAN PER LA VITA

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    • è già! L’industria della carne sta distruggendo il pianeta. E noi stiamo a sentire la Coldiretti con i suoi sproloqui dell’ultimo minuto sul numero dei vegani! Tra l’altro, mettere in circolazione queste fake news è controproducente anche per la loro autorevolezza e per il loro lavoro. La gente non è sciocca: il vegan è in crescita esponenziale in tutto il mondo a ritmi vertiginosi. Solo in Italia i vegani calano?! Noi siamo l’unico paese in controtendenza?! Ma si può fare giornalismo in questo modo?

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  3. Sono d’accordo con ciò che dice la Dott.ssa Paola Cane sulle motivazioni che spingono le persone verso la filosofia vegan: non si tratta di un regime alimentare. Se domani ci dicessero che la carne di maiale è un potentissimo antitumorale, io non conosco nemmeno un vegano che tornerebbe a consumarla.

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  4. La Dottoressa Cane è davvero una figura importante in questo momento di forte concentrazione sul mondo vegan
    Gli occhi delle industrie e finanche delle multinazionali ( vedi Unilever con Algida per fare un nome a caso ) , sono concentrati sull’evoluzione che questo nostro movimento vegan sta significando in questo preciso momento .
    Un futuro sempre più cupi è difronte agli occhi del mondo se la rotta non virera totalmente verso un cambiamento vegan .

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  5. Ragazzi ma l’industria della carne sta morendo, gli intolleranti al latte sono sempre di più, e anche le uova hanno subito un forte calo di fatturato, questi magate del male sono in crisi non sanno più tener buoni i loro associati e fanno uscire notizie falsissime con dati che si inventano per mascherare tutto questo. Il tempo ci darà ragione.

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  6. L’industria della carne, invece di foraggiare associazioni, giornali ed enti affinché attraverso i loro canali di comunicazione facciano propaganda alla carne, deve invertire la rotta ed effettuare la conversione che la società sta chiedendo verso un sistema produttivo più sostenibile sia livello etico che a livello di impatto ambientale. C’e un’azienda americana di cui non ricordo il nome che ha convertito la sua produzione lattiero casearia a total Vegan e ora produce bevande vegetali. Fuori dai confini dell’Italia è più evidente il cambiamento… qui con il discorso del made in Italy, l’eccellenza italiana, il legame tra cultura culinaria e territorio e menate di questo tipo, facciamo fatica ad adeguarci ai tempi che cambiano. In più dobbiamo combattere contro un’informazione che ci fornisce dati e considerazioni errate.

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  7. Abituiamoci pwrchè queste bufale non sono le prime e non saranno le ultime. Sempre più i giornali dovranno accettare di diffondere notizie false per mantenere introiti pubblicitari e naturalmente l’Ordine dei Giornalisti (sigh) fa finta di nulla.

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