Johnson & Johnson: stop al talco nella polvere per bambini, ma solo negli Stati Uniti e in Canada

Una decisione che arriva dopo 100 anni di commercializzazione di questo prodotto e dopo diversi processi durante i quali la multinazionale ha dovuto difendere i propri cosmetici a base di talco dall’accusa di provocare il cancro; la scelta è giustificata dalla società come “la risposta a un calo della domanda di Johnson’s Baby Powder a causa soprattutto dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, alimentata dalla disinformazione sulla sicurezza del prodotto e da una costante raffica di pubblicità contenziosa”.

Johnson & Johnson, multinazionale americana nota in tutto il mondo per i suoi prodotti cosmetici per la cura personale e specifici per bambini, dice addio all’impiego di talco nei prodotti in polvere per bambini. La decisione per il momento riguarderà soltanto il mercato del Nord America e arriva dopo che, negli anni, l’azienda ha subito numerosi processi per via della supposta presenza di asbesto (comunemente conosciuto come amianto) nel talco “Baby Powder”, uno dei cosmetici J&J più utilizzati al mondo. Naturalmente l’amianto, nota sostanza cancerogena, non figura tra gli ingredienti dei cosmetici sotto accusa; secondo gli esperti, la contaminazione da amianto può verificarsi quando il talco viene estratto, rendendo impossibile rimuovere in seguito la sostanza cancerogena.

Questa scelta arriva dopo oltre un secolo durante il quale la multinazionale ha promosso il “Baby Powder” come il proprio prodotto di punta, polvere pura e delicata soprattutto per i bambini. La società ha dichiarato nei giorni scorsi che lo stop ai prodotti contenti talco riguarderà solo le nuove produzioni, mentre sarà consentito ai rivenditori di smaltire le scorte “talc-based”; nella nuova formulazione, il talco verrà sostituito con l’amido di mais.

Sul sito della multinazionale si spiega come la società lo scorso marzo abbia rivalutato la richiesta e la conseguente distribuzione dei propri prodotti alla luce del nuovo Coronavirus, smettendo di produrre e spedire centinaia di articoli la cui domanda era in calo destinati al mercato degli Stati Uniti e del Canada. Lo scopo sarebbe stato quello di dare priorità ai prodotti maggiormente richiesti, favorendo al contempo il distanziamento sociale nelle sue strutture di produzione e distribuzione. A seguito di questa azione, la società ha ora deciso di interrompere definitivamente la distribuzione in queste zone di circa 100 prodotti, tra i quali anche il Johnson’s Baby Powder a base di talco. Su questo punto l’azienda afferma:

La domanda di Johnson’s Baby Powder a base di talco in Nord America è in calo a causa soprattutto dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, alimentata dalla disinformazione sulla sicurezza del prodotto e da una costante raffica di pubblicità contenziosa. Johnson & Johnson rimane fermamente fiducioso nella sicurezza di Johnson’s Baby Powder a base di talco. Decenni di studi scientifici condotti da esperti medici di tutto il mondo supportano la sicurezza del nostro prodotto. Continueremo a difendere con forza il prodotto, la sua sicurezza e le accuse infondate nei suoi confronti e nei confronti della Società in aula”.

Johnson & Johson sotto accusa: informazioni nascoste?

Nel corso dei decenni, la multinazionale è stata oggetto di numerose accuse proprio a causa della presunta pericolosità del talco contaminato contenuto all’interno dei suoi cosmetici; tra queste spicca quella intentata nel 2018 da 22 donne malate di tumore alle ovaie, la cui insorgenza fu attribuita proprio all’amianto contenuto nel talco J&J. La società fu condannata a un maxi risarcimento di 4,7 miliardi di dollari, ma durante il processo emersero accuse ancora più gravi, se possibile. L’avvocato delle querelanti, sulla base della nota correlazione tra talco e amianto in natura, poté affermare infatti che l’azienda sapeva che i suoi prodotti al talco contenevano asbesto sin dagli anni ’70 e che ha nascosto l’informazione al pubblico, difendendo l’immagine del proprio prodotto. La multinazionale, ovviamente, negò qualsiasi responsabilità, ma questo non bastò a sollevarla dalle accuse: fu condannata a pagare 25 milioni di dollari per ognuna delle donne come risarcimento morale oltre che 4,14 miliardi di dollari come “danni punitivi”.

Negli anni J&J è stata oggetto di decine di processi sempre a causa del talco, e tra i più eclatanti si annoverano:

  • Caso Joanne Anderson, 66 anni: la donna aveva sostenuto di aver sviluppato un mesotelioma dopo aver usato per anni il talco. Ha ottenuto un risarcimento di 25,7 milioni di dollari.
  • Caso Jacqueline Fox, 62 anni: nel 2016 aveva avviato la battaglia legale sostenendo di aver usato quei prodotti per la sua igiene intima per 35 anni prima che le fosse diagnosticato un cancro ovarico nel 2012. Ha ottenuto un risarcimento di 72 milioni di dollari.
  • India 2013: la Food and Drug Administration di Maharashtra ha ritirato la licenza alla multinazionale per la produzione all’interno dello stabilimento di Mulund di talco per bambini trattato con ossido di etilene potenzialmente cancerogeno. Di questo specifico caso, leggi l’approfondimento: Forum Biodizionario: Jhonson & Johnson: ritirata licenza in India per talco cancerogeno

Il talco è veramente cancerogeno?

È lecito dunque chiedersi se l’impiego di talco possa aumentare il rischio di insorgenza del tumore ovarico; l’AIRC, (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), dichiara quanto segue:

  • La maggior parte delle evidenze scientifiche non mette in correlazione l’uso di talco e aumento del rischio. Un piccolo aumento del rischio è emerso in studi retrospettivi, in cui i dati raccolti erano basati sui ricordi delle persone intervistate e quindi meno affidabili rispetto a studi sperimentali.
  • Nel complesso gli esperti sottolineano che anche un eventuale aumento del rischio di un terzo – il valore massimo osservato da alcuni studi – rimane di entità modesta in assoluto, perché il tumore dell’ovaio è già di per sé poco frequente.
  • Per ragioni di precauzione gli esperti consigliano comunque di evitare l’uso del talco a livello inguinale o genitale, ma non rilevano rischi legati al contatto cutaneo per altre parti del corpo.

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  1. Avatar

    È vergognoso il comportamento di queste multinazionali senza scrupoli

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  2. Le multinazionali come la Johnson & Johnson vanno boicottate.

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