Investimento economico e climate change: quale direzione per l’industria alimentare?

Bruce Friedrich è direttore esecutivo del Good Food Institute (GFI), un’organizzazione no profit internazionale che sta promuovendo un sistema agricolo sostenibile, sano e giusto attraverso l’innovazione alimentare. La sua Ted Talk sulla svolta plant based del sistema alimentare, ha avuto, sul canale ufficiale Ted, quasi due milioni di visualizzazioni. Ecco il futuro dell’industria alimentare

Bruce Friedrich, direttore esecutivo del Good Food Institute (GFI), un’organizzazione no profit internazionale che promuove un sistema agricolo sostenibile attraverso l’innovazione alimentare.

La sfida più importante che il nostro sistema economico dovrà vincere? Combattere i cambiamenti climatici, arginare le infezioni resistenti agli antibiotici e produrre più cibo con meno risorse.

La produzione di carne convenzionale causa danni all’ambiente e presenta rischi per la salute globale ma i cittadini non mangeranno meno carne a meno che non vengano fornite alternative che costano lo stesso (o meno) e che hanno lo stesso sapore (o migliore).

Il direttore esecutivo dell’istituto di ricerca Good Food Istitute, Bruce Friedrich ha tenuto una Ted Talk sul tema spiegando come la fake meat (carne vegetale) e la carne in vitro potranno risolvere alcune delle nostre sfide globali più urgenti. Il suo speech ha ottenuto quasi due milioni di visualizzazioni.

Ogni anno TED sceglie 20 visionari per unirsi alla loro rete globale di scienziati, artisti, attivisti, imprenditori, medici, giornalisti e inventori che stanno apportando cambiamenti positivi nel mondo.

Ecco la traduzione della conferenza TED ufficiale di Bruce Friedrich dal titolo

“La prossima rivoluzione agricola globale”:

Nel 2019, l’umanità ha ricevuto un avvertimento: 30 scienziati di fama mondiale hanno diffuso i risultati di un imponente studio triennale sull’agricoltura globale e hanno attestato che la produzione di carne sta distruggendo il nostro pianeta e mettendo a rischio la salute globale. Uno degli scienziati ha spiegato che “ora l’umanità minaccia la stabilità del pianeta… Ciò richiede nient’altro che una nuova rivoluzione globale dell’agricoltura.”

Avendo dedicato gli ultimi vent’anni ad incoraggiare un cambiamento nella produzione industriale di carne, desideravo credere che questo annuncio avrebbe fatto la differenza. Il punto è che ho visto questo genere di avvertimenti ripetersi per decenni. Eccone uno del 2018 dalla rivista “Nature”, uno del 2017 da “Bioscience Journal”, uno del 2016 della National Academy of Sciences.

Il punto centrale di questi studi è principalmente il cambiamento climatico. Ma la resistenza agli antibiotici è una minaccia altrettanto grande. Somministriamo enormi dosi di antibiotici agli animali di allevamento. Questi antibiotici stanno dando vita a superbatteri che minacciano di rendere gli antibiotici obsoleti nel corso della nostra vita. Volete spaventarvi? Cercate su Google: “la fine degli antibiotici efficaci”.

Inizio a mettere in chiaro una cosa: non sono qui per dire alla gente cosa mangiare. La libertà individuale va bene ma la resistenza agli antibiotici e il cambiamento climatico richiedono qualcosa di più. Inoltre, convincere il mondo a mangiare meno carne non ha funzionato. Per 50 anni, ambientalisti, esperti di salute globale e animalisti hanno implorato la gente di mangiare meno carne. Eppure, il consumo di carne pro capite è attualmente ai massimi storici. L’anno scorso, il nordamericano medio ha mangiato più di 90 chili di carne. E io non ne ho mangiata affatto. Il che significa che qualcuno ne ha mangiati 180 chili.

Con l’andamento attuale, dovremo produrre dal 70 al 100 percento in più di carne entro il 2050. Serve una soluzione globale. Quello che dobbiamo fare è produrre la carne che piace alla gente, ma dobbiamo produrla in modo completamente nuovo. Ho un paio di idee.

Idea numero uno: carne prodotta dalle piante. Invece di usarle per nutrire gli animali, che è un processo inefficiente, coltiviamo quelle piante, usiamole per simulare la carne, produciamo carne a base di vegetali. Idea numero due: vera carne di origine animale, prodotta direttamente dalle cellule. Invece di allevare gli animali, facciamo crescere le cellule. Servono sei settimane per far crescere un pollo da macello. Con le cellule, si può avere la stessa crescita in sei giorni. Su larga scala si presenta così. È la vostra” distilleria” di carne di fiducia.

Voglio fare due osservazioni. La prima è che noi crediamo si possa fare. Negli ultimi anni, alcune aziende hanno prodotto carne a base di piante che i consumatori non riescono a distinguere da vera carne animale e ora ci sono dozzine di aziende che producono vera carne animale direttamente dalle cellule. La carne prodotta dalle piante e dalle cellule dà ai consumatori tutto ciò che amano della carne: il gusto, la consistenza e così via, ma senza bisogno di antibiotici e con un impatto ridotto sul clima. E poiché questi due sistemi sono molto più efficienti, su scala industriale questi prodotti saranno meno cari.

Ma un’altra veloce osservazione è che non sarà facile. Le aziende che usano le piante hanno speso una piccola fortuna per la loro carne, e la carne prodotta dalle cellule non è ancora entrata in commercio. Quindi servirà tutto l’aiuto possibile perché diventino la nuova industria della carne.

Per cominciare, ci serve l’attuale industria della carne. Non vogliamo abbattere l‘industria della carne, vogliamo trasformarla. Ci servono le sue economie di scala, la catena di distribuzione globale, l’esperienza nel marketing e la sua vasta base di consumatori.

Ci serve anche l’aiuto dei governi. I governi spendono decine di miliardi di dollari ogni anno in ricerca e sviluppo per la salute globale e l’ambiente. Dovrebbero usare parte di quella somma per l’ottimizzazione e il perfezionamento della produzione della carne dalle piante e dalle cellule.

Ascoltate, decine di migliaia di persone sono morte per i superbatteri resistenti agli antibiotici in Nord America solo l’anno scorso. Entro il 2050, saranno 10 milioni all’anno nel mondo. E il cambiamento climatico rappresenta una minaccia esistenziale per gran parte della nostra famiglia globale, incluse alcune delle persone più povere sulla faccia della terra.

Il cambiamento climatico, la resistenza agli antibiotici, sono emergenze globali. La produzione di carne sta aggravando queste emergenze su scala mondiale. Ma non ridurremo il consumo di carne se non diamo ai consumatori delle alternative che costino quanto la carne o di meno e il cui sapore sia lo stesso o migliore.

Abbiamo la soluzione. Produciamo la carne dalle piante. Produciamola a partire dalle cellule. È giunta l’ora di mobilitare le risorse necessarie per dare origine alla prossima rivoluzione globale dell’agricoltura.

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. Avatar

    Interessante e speriamo che in molti ascoltino le sue parole sarebbe stato bello ascoltare qualcosa anche sull’empatia verso agli animali coinvolti

    Reply
    • Ciao NG, non deleghiamo sempre agli altri. Giusta la tua osservazione, ma dovremmo essere noi stessi i primi ad agire sempre in ogni occasione per la diffusione di una cultura nonviolenta

      Reply
  2. E con questa notizia è bello iniziare il 2020 !
    Nella speranza che tutte queste voci arrivino ovunque e così sarà , il futuro sta iniziando davvero !

    Reply
  3. Avatar

    Basterebbe smettere di mangiare carne in putrefazione invece di insistere sulle proprie abitudini scorrette alimentari che non fanno male solo al pianeta attraverso un massacro di animali innocenti, ma incidono sulla salute stessa dell’uomo causando decessi ogni anno. Se queste alternative alla carne tramite piante o cellule possono diminuire il consumo di prodotti animali ben venga ma a mio parere non sono la reale soluzione al problema. Betty

    Reply
  4. Problemi seri da affrontare e risolvere il prima possibile.

    Reply
  5. Soluzioni concrete a un problema concreto, ecco quello che serve!

    Reply
  6. Avatar

    L’economia italiana si basa ancora su sovvenzioni statali al mercato della carne e del latte. Le stesse sovvenzioni che tengono in piedi un sistema ormai sepolto

    Reply
  7. Questa frase è molto interessante “i cittadini non mangeranno meno carne a meno che non vengano fornite alternative che costano lo stesso (o meno) e che hanno lo stesso sapore (o migliore)” sarà qui la chiave di svolta, quando tutto sarà buono uguale e costo uguale sarà già un super passo avanti quando sarà buono uguale e meno costoso sarà una vittoria assicurata.

    Reply
  8. Avatar

    E anche per alimentare i carnivori che si mangiano al mondo…devono allevare altri pesci e mammiferi per poi mangiare i carnivori ,si mangiano pesci e mammiferi che sono carnivori in natura ,anche i maiali sono onnivori e carnivori le galline anche ,senza contare tutti gli altri onnivori e sopratutto carnivori che si mangiano nel mondo..e ritenuti i piu’ buoni in assoluto..solo le mucche e i cavalli che mangiamo sono vegetariani e a cui danno invece cereali per ingrassarli

    Reply
  9. Avatar

    All’ estero sono diffusissimi oramai da anni sia in web che in tv video e programmi che mostrano come farsi salumi e affettati mortadelle burger ecc di legumi e cereali ..qui in Italia e’ l’ unico luogo in si vedono solo spot di carne ..formaggi e basta..,ora l Italia e’ in guerra con l unione europea ho letto perche l ‘Europa non ritiene piu’ i salumi e i formaggi come sani e vogliono cambiare le etichette del made in Italy ,e l Italia non ci sta continuando a insistere sulla salubrita’ di questi cibi tipici mediterranei che poi la cucina mediterranea che si informino meglio e piu’ che altro composta da legumi e cereali ..oltre che la nostra buona pasta

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti