Innovazione: dal micelio “bacon” e “cuoio” vegan, ma anche packaging e imballaggi; è il prodotto del futuro?

C’è chi, partendo dal micelio dei funghi, produce alimenti alternativi alla carne, materiali da imballaggio riciclabili e compostabili e perfino “cuoio” vegetale per diverse applicazioni; ci sono altre aziende, invece, che realizzano i propri prodotti vegan e cruelty-free partendo da diverse tipologie di funghi. Quello che è certo è che questi organismi sembrano essere il prodotto che rivoluzionerà il mercato nel prossimo futuro.

 

Si chiama micelio, è l’apparato vegetativo dei funghi e promette di rivoluzionare il mercato globale nel prossimo futuro. È questo il progetto della start up americana Ecovative Design, che si occupa di realizzare biomateriali alternativi a schiume di plastica e polistirolo partendo dai funghi, e che lo scorso anno ha investito 10 milioni di dollari nella ricerca sul micelio e sui suoi possibili impieghi, in un progetto che prende il nome di Mycelium Foundry. Una ricerca che non ha tardato a dare i suoi frutti, dal momento che l’azienda è già in grado di realizzare, partendo dal micelio, una gamma di prodotti incredibilmente diversi tra loro, accomunati dal fatto di essere 100% vegetali e naturali.

Crediamo che esista un modo migliore per nutrire il pianeta e ridurre la quantità di plastica utilizzata nei prodotti di consumo. La nostra missione è quella di realizzare materiali migliori, che siano ecocompatibili. Tramite il progetto stiamo collaborando con le aziende per creare prodotti alternativi alla carne, materiali da imballaggio biodegradabili, pellami cruelty-free e altro ancora.

Il “bacon senza carne”

Si tratta di Atlast, l’alternativa vegetale al bacon realizzata partendo proprio dal micelio: “Con la nostra tecnologia – spiega l’azienda – siamo in grado di creare una “tela bianca” di tessuto commestibile, ricco di proteine ​​e di sostanze nutritive e la cui consistenza ricorda quella della carne”. Per il momento l’azienda sta lavorando alla creazione di un prodotto quanto più simile al bacon, che viene ricreato aggiungendo grassi, aromi e altri ingredienti vegetali, ma l’obiettivo è quello di arrivare presto a produrre altre alternative alla carne come “bistecche” e simil “petto di pollo” interamente vegetali.

Un operaio nella fabbrica dove nasce il “bacon vegano” a base di funghi; nei contenitori, il tessuto fibroso commestibile ottenuto dal micelio

La scelta dell’azienda di puntare sulla produzione di alternative plant-based alla carne è certamente in linea con le tendenze del mercato, dal momento che sono sempre di più i consumatori attratti da questa tipologia di prodotti, spinti da semplice curiosità ma anche da motivazioni legate alla tutela della propria salute e dell’ambiente. Questo business è in espansione costante tanto che, secondo gli esperti, il mercato della “carne” vegetale crescerà di 3,17 miliardi di dollari entro il 2024.

Schiuma di micelio per l’industria tessile e cosmetica

Dal micelio puro al 100% l’azienda ricava anche una schiuma ad alte prestazioni che può essere adattata ad applicazioni che vanno dall’industria tessile a quella della cura della persona. La start-up, grazie a una partnership con l’azienda tessile Bolt Threads, è infatti in grado di produrre un tessuto simile per aspetto e prestazioni al cuoio di origine animale, ma vegetale al 100% e quindi più sostenibile non solo dal punto di vista etico ma anche ambientale.

Il risultato è una “pelle vegana” che prende il nome di Mylo, che ha suscitato già l’interesse di grandi aziende della moda: “Nell’aprile 2018 – spiega l’azienda – abbiamo collaborato con la designer Stella McCartney per creare un prototipo della sua iconica borsa Falabella, realizzata con Mylo TM . La borsa è stata presentata in anteprima alla mostra Fashioned from Nature al Victoria & Albert Museum di Londra”. Ma non solo: in commercio è già disponibile la prima borsa realizzata con questo materiale (nella foto in basso), in collaborazione con Chester Wallace. La borsa è stata interamente finanziata attraverso una campagna Kickstarter nell’ottobre 2018.

Nel campo cosmetico, invece, l’applicazione della “schiuma” ottenuta dal micelio interessa diversi prodotti: dalle spugne per la stesura del make-up ai separatori per le dita utili quando si applica lo smalto sulle unghie dei piedi; dalle pantofole usa e getta per la spa ai patch imbevuti di cosmetici per effettuare maschere sul viso. In tutti i casi siamo di fronte ad alternative biodegradabili e compostabili che sostituiscono quelle tradizionali, spesso realizzate in plastica o in altri materiali non riciclabili.

Packaging e imballaggi biodegradabili

Per finire, l’azienda americana ha brevettato un metodo per creare imballaggi e confezioni eco-compatibili, nei quali il micelio fa da “collante” per sottoprodotti agricoli biologici – come per esempio i trucioli di legno o gli scarti di lavorazione della canapa – per produrre materiali durevoli, a base biologica e compostabili al 100%, oltre che competitivi dal punto di vista economico rispetto ai materiali tradizionali.

Questa tipologia di imballaggio richiede solo 30 giorni per il compostaggio, mentre il polistirolo riempie circa il 30% delle nostre discariche e impiega almeno 500 anni a biodegradarsi; come spiega l’azienda, si tratta di una soluzione di imballaggio ad alte prestazioni. Eben Bayer, Cofounder e CEO di Ecovative ha dichiarato a Business Insider: “Credo fermamente che la migliore tecnologia sul pianeta Terra sia la natura e che se sfruttiamo la tecnologia naturale, possiamo vivere una vita migliore, con cibo migliore e materiali migliori senza alcun costo per il pianeta. Anche se in questo momento stiamo iniziando a farlo, stiamo solo grattando la superficie”.

Anche se la notizia deve ancora trovare conferma, Ikea – colosso olandese dell’arredamento – sarebbe sul punto di iniziare una collaborazione con Ecovative Design, per sostituire gli imballaggi in polistirolo proprio con gli imballaggi realizzati partendo dai funghi. Una scelta che sarebbe in linea con la politica dell’azienda, da tempo impegnata sul fronte della tutela ambientale: è dello scorso dicembre il primo “Natale senza carne” di Ikea UK, per “fornire ai clienti alternative più sane e sostenibili”.

Tecnologie e materiali alternativi: i funghi come prodotto del futuro

Oltre a Ecovative Design, esistono altre aziende nel mondo che sfruttano tecnologie avanzate per produrre materiali e alimenti alternativi partendo dai funghi, che oggi più che mai sembrano rappresentare il prodotto del futuro. Tra queste, per esempio, c’è Emergy Foods, produttore di alimenti a base vegetale in Colorado, che ha lanciato il marchio Meati Foods, che utilizza i funghi per creare “bistecche” e “petti di pollo” realistici per sapore e consistenza, ma assolutamente senza carne. L’azienda afferma che il loro prodotto è così sostenibile da poter produrre l’equivalente della carne ricavata da 4.500 mucche in un solo giorno. Partendo da una tipologia di fungo chiamata Koji, invece, l’azienda Prime Roots, che produce alimenti vegetali alternativi alla carne ad alto contenuto proteico, ha lanciato un “bacon” 100% vegetale andando sold out in poche ore sul proprio sito.

Non solo cibo, però: anche l’industria dell’abbigliamento trova nei funghi un punto di partenza interessante per ampliare e rinnovare il proprio mercato. Per esempio l’azienda MycoWorks utilizza i fughi reishi per creare un tessuto alternativo al cuoio di origine animale. “Proprio come le alternative alla carne hanno recentemente preso d’assalto l’industria alimentare, i consumatori sono anche alla ricerca di materiali naturali e cruelty-free da indossare. Con la sua incredibile estetica, il nostro tessuto è il risultato di un processo di produzione completamente nuovo e scalabile che soddisfa una chiara esigenza nel mercato“, ha dichiarato Matt Scullin, CEO di MycoWorks. La rivoluzione plant-based tocca però anche il mondo delle calzature: l’azienda tedesca Nat-2,  che realizza calzature e accessori “eco”, ha sostituito la pelle animale con un materiale ricavato dai funghi per produrre cappelli, guanti e borselli ma anche un’intera collezione di scarpe, sneakers 100% vegetali fatte appunto di “pelle” fungina.

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    Insomma ogni giorno arrivano nuove alternativa alla carne e allo sfruttamento animale. Le soluzioni ci sono che aspettiamo a smettere di distruggere il pianeta e noi stessi?

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    • La tecnologia e la natura ci aiuterebbero, e se tutti ci impegnassimo potremmo lasciare alle generazioni future un pianeta migliore … in questo momento poi … che ci vuole a fare 2+2?
      Dobbiamo rimetterci in carreggiata con consapevolezza che di pianeta ne abbiamo uno soltanto come di vita ! Viviamo con apprezzamento di ogni singolo attimo e di ogni più piccola cosa !

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  2. interessante… stiamo a vedere se sarà davvero la svolta

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  3. Ottimo! E’ di fondamentale importanza trovare alternative alla plastica con materie biodegradabili.

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    Gian Maria Cavalieri 1 Aprile 2020, 11:21

    I funghi e i derivati da essi sono una fonte preziosa in tutti i campi.

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    Silvia Ferrari 1 Aprile 2020, 18:34

    Queste sono davvero importanti notizie. Chissà quanto tempo impiegherà il sistema industriale ad una riconversione ? Oramai è davvero possibile tutto ! Allora perché continuare a sfruttare altri esseri viventi ?

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  6. Molto interessante, quando ho letto “micelio” ho pensato alla sagra di Star Trek Discovery dove ne parlano molto spesso ed è quasi alla base di molte possibilità futuristiche.

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    Ma dove si compra qui i Italia?

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