Il mercato plant-based si allarga: arrivano il Beyond Fried Chicken e l’Unbeetable Burger

Altre due novità vanno ad arricchire il mercato del plant-based food, in costante crescita a livello globale: due proposte che arrivano da oltreoceano e che interessano due giganti della ristorazione “fast”, KFC e True Food Kitchen


Il mercato dei prodotti plant-based  come dimostra anche una ricerca pubblicata di recente dal Good Food Institute – è in continua espansione e questa volta coinvolge due giganti della ristorazione “fast” d’oltreoceano: parliamo di KFC e di True Food Kitchen, che hanno da poco introdotto nei loro menu grandi novità per i consumatori vegan americani.

La Kentucky Fried Chicken, meglio nota come KFC, fin dal 1952 è famosa in tutto il mondo per i suoi bocconcini di pollo fritto. Dallo scorso 27 agosto e per un periodo di tempo limitato, la catena di fast food ha scelto di ampliare l’offerta riservata ai propri clienti lanciando il Beyond Fried Chicken, un piatto 100% vegetale in stile “fast” e realizzato proprio su richiesta di KFC da Beyond Meat, azienda statunitense che dal 2009 produce sostituti della carne a base vegetale. Il prodotto è presentato in due varianti, come “ali di pollo” e nuggets, ed è pensato non solo per la clientela vegetariana e vegana, ma anche e sopratutto per gli onnivori in cerca di piatti alternativi ai prodotti di origine animale, che però li ricordino per gusto e consistenza. “I nostri clienti troveranno difficile dire che è a base vegetale”, afferma a questo proposito Kevin Hochman, presidente e chief concept officer di KFC America.

 

C’è poi una catena di ristoranti, la True Food Kitchen, che vanta tra i propri investitori nonché tra i membri del consiglio di amministrazione personaggi del calibro di Oprah Winfrey – conduttrice tv, attrice e filantropa di così grande rilievo da essere considerata una delle donne più potenti del mondo – che da anni sostiene l’importanza di ridurre sensibilmente il proprio consumo di carne. Nel menu dei ristoranti, non vegan ma già ricchi di opzioni 100% vegetali, ha da poco fatto la sua comparsa anche “The Unbeetable Burger” (nel video in alto), un hamburger vegano a base di ceci e barbabietole, servito in un panino farcito con lattuga, patate messicane, avocado e maionese vegana. “Volevamo concentrarci solo sull’impiego di ingredienti sani e non trasformatiha dichiarato Robert McCormick, Chef del marchio – per creare un piatto che tradizionalmente viene considerato poco salutare. Il nostro hamburger a base vegetale vanta un profilo nutrizionale impressionante ed è perfettamente equilibrato, ma anche ricco di sapore”.

Plant-based food: le alternative a carne e pesce

Questi sono solo due dei tantissimi prodotti meat-free che stanno lentamente cambiando il mondo: secondo l’Economist il 2019 è l’anno in cui il veganismo è diventato mainstream, e le prove a sostegno di questa affermazione non mancano di certo. Sempre più aziende hanno puntato su prodotti a base vegetale, e sono tante le innovazioni il cui obiettivo è sostituire – del tutto o in parte – il consumo di carne e derivati: pensiamo per esempio al celeberrimo Beyond Burger, prodotto di punta dell’azienda statunitense Beyond Meat da poco sbarcato anche in Italia e di cui noi abbiamo fornito un’analisi nutrizionale accurata, pensato per creare un surrogato della carne che la imiti al meglio dal punto di vista sensoriale.

C’è poi l’Impossible Burger, prodotto dall’azienda americana Impossible Foods, noto in particolare per la sua capacità di “sanguinare” come la carne animale; è disponibile nei principali ristoranti e catene di fast food negli Stati Uniti, tra cui Burger King (che ha registrato un +18,5% di clienti rispetto ad altre location della catena in cui il burger non viene servito). Non è però l’unico prodotto dell’azienda a far parlare di sé: da poco, infatti, Impossible Foods sta pensando di espandere il raggio d’azione verso i pesci a base vegetale come parte della sua missione di sostituire ogni alimento a base di animali sul mercato entro il 2035.

E in Italia?

 

Non possiamo non citare Joy Food Srl, una realtà tutta italiana che con la linea Food Evolution propone tre prodotti che riprendono i gusti classici della carne e li declina in chiave completamente 100% vegetale. Anche l’Italia, quindi, si adegua alle richieste del mercato globale e lo fa con una gamma di prodotti conformi allo standard VEGETALOK preparati con ingredienti gustosinaturali, di altissima qualità che rispondono alla necessità di alimenti etici, buoni per la nostra salute ma anche per l’ambiente.

Altra italianissima novità è rappresentata da NOGluty, insaccati tradizionali Bio-Vegan-GlutenFree nati grazie all’azienda VeganDelicious e certificati VEGANOK. Siamo di fronte a un progetto ideato da Sauro Martella, già fondatore della certificazione europea VEGANOK, all’interno del laboratorio di ricerca della  VEGANOK ACADEMY.

Nasce proprio nelle terre Umbre (patria mondiale della norcineria) l’insaccato vegan davvero uguale a quello tradizionale per aspetto e sapore.

Sauro Martella

Per ora gli affettati NoGluty non sono ancora in commercio, ma oggi l’obiettivo principale è quello di trovare aziende interessate alla produzione di questi insaccati, formulati da Sauro Martella come un prodotto assolutamente innovativo dal punto di vista tecnico, nutrizionale, estetico e organolettico. Gli ingredienti e le procedure utilizzate per la formulazione sono conformi e superano le regole dei severissimi standard di qualità “VEGANOK Excellence” e “BioDizionario Approved”, per dare vita a prodotti buoni e di qualità che rispettino la vita degli animali e la salute dei consumatori.

  1. Tutte ottime notizie e speriamo di vedere i prodotti NOGLUTY in commercio molto presto!!!
    🙂

    Reply
  2. Fuori dall’Italia il vegan corre veloce… speriamo che anche il nostro paese si adegui presto, anche se i segnali sono super positivi 🙂

    Reply
  3. Queste sono vittorie , se sempre più aziende nel mondo si stanno orientando con forza verso tipo di produzione!

    Reply
  4. Erica Congiu

    Molto combattuta…da un lato sono felice che le opzioni vegan diventino sempre più alla portata di tutti…ma al contempo ho davvero paura che la dieta vegana rischi di diventare più “malsana” di quelle onnivora. Un tempo i vegani erano “costretti” a rinunciare alle porcherie dei fast-food e anche per questo mediamente erano più sani. Ma adesso cosa accadrà? Staremo a vedere…

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti