I social media plasmano il design dei bar di tutto il mondo

Le caffetterie di tutto il mondo stanno iniziando ad assomigliarsi sempre di più. Come mai?

Come mai alcuni bar e caffetterie sembrano uguali ovunque? La rivista di settore Quartz News ha individuato dei canoni globali di estetica: un minimalismo molto raffinato, elegante, pulito e fortemente influenzato dai social media. Si tratta di un vero e proprio trend visual che sta aprendo le porte ad una tendenza a livello progettuale che riguarda tutti i luoghi in cui mangiamo e beviamo.

L’interior design diventa parte integrante della strategia di marketing del locale creando atmosfere capaci di attirare sempre più clienti. I social media in questo, hanno ruolo importante: si tratta di luoghi concepiti per essere ritratti e postati sulle piattaforme social; sono pensati per essere”instagrammabili” e richiamare ad un immagine di freschezza e pulizia molto precisa: sono l’espressione di un ideale di vita semplice e raffinata che si estende fino ai luoghi che frequentiamo tutti i giorni.

Dunque i trend social plasmano il mondo fisico? Per molti designer, assolutamente sì e di conseguenza, molti luoghi stanno iniziando ad assomigliarsi sempre di più tra loro: non importa che si tratti di un bar di Mumbai, Mumbai, San Paolo, Seul, Parigi, Londra, Kuala Lumpur o Lagos.

Ma quali sono le caratteristiche principali di questo design così amato?

Le sale cominciano ad avere tutte degli elementi distintivi: lampadine di Edison, legno riciclato, piante in vaso, mattoni a vista. Luce naturale che entra da grandi finestre in uno spazio puntellato da numerose piante di un verde rigoglioso.

Non è solo il design di questi spazi ad uniformarsi; condizionano anche un’aspettativa di consumo ben precisa: un caffè di ottima qualità, prodotti sani biologici e magari a km 0. Si tratta di un consumismo sostenibile con attenzione particolare all’impatto.

Mentre secondo i designer è discutibile quando esattamente questo trend abbia avuto origine, ciò di cui si è certi è il luogo: l’associazione con lo stile di Brooklyn, New York.

Il giornalista di design Kyle Chayka ha notato questa tendenza mentre viaggiava per il mondo per lavoro.

“Ogni città ha la sua versione di questa tipologia di Caffè”, dice Chayka. “Credo che questo look, il look di “Brooklyn, possa essere la prima estetica veramente globale.”

  1. La questione del social media che plasma lo spazio fisico e le abitudini, è tanto “sconvolgente” quanto interessante. Si frequentano più volentieri luoghi fotogenici che facciano da sfondo alle interazioni sui social. D’altronde, la nostra identità virtuale, è sempre più reale. Ho visto tempo fa un cartellone pubblicitario che promuoveva il turismo sulla costa della Sardegna. L’invito,accompagnato dall’immagine di una spiaggia con acqua cristallina, era questo: “Sardegna, lo sfondo perfetto per le tue stories di Instagram”. Cosa ci interessa ormai davvero? Se è la condivisione o l’ostentazione delle nostre vite sui social, allora i canoni si uniformano in spazi simili.

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  2. Tutto questo uniformarsi certamente dona spunti importanti ed efficaci a chi si occupa di comunicazione, purtroppo genera anche appiattimento sia nella comunicazione che nelle nostre vite… speriamo che ci sia ancora chi è capace di stupirci e illuminarci con intuizioni innovative

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  3. Erica

    Sono un po’ combattuta perché adoro il minimalismo ma mi piace anche visitare localiche tramite i loro arredamenti e i loro oggetti raccontano una storia. Ho un po’ paura di questa omologazione che renderà tutto asettico e impersonale

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  4. Va benissimo adeguarsi alle tendenze, l’importate è non dimenticare che il nostro gusto e il nostro tocco e soprattutto quello che piace a noi, deve avere la massima priorità altrimenti si rischia di rinchiuderci in un ambiente sterile e senza la nostra anima.

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  5. Da appassionata di “bellezza-est-etica” trovo questo articolo veramente bello! 😅 Sarà appunto che grazie alle immagini di luoghi bellissimi mi sono lasciata cullare ma è interessante la riflessione su cui si basa tutto…
    come il social influenzi la “realtà” e se devo dirla tutta qui è un caso di buona influenza… perché se è vero che Francesca suggerisce un rischio di mancata “personalizzazione” dall’altra c’è tanta gente incapace per natura di buon gusto che sarà aiutata a “esserci”.

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  6. Avatar

    Industrial Industrial Industrial !!!
    È tutto bellissimo ma a me fa uno strano effetto questa cosa di locali che si assomigliano: a distanza di tempo dopo esservi stato non ricordo più in che città mi trovavo, perché la particolarità è ciò che vince e che resta nel cuore e nella mente !
    Certamente bellissimi locali ma qualcosa di personale ci farebbe stupire e non vivere un locale come tutti gli altri !

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