Gli italiani amano la birra! Aumenta la popolarità di quella vegan

Si è da pochi giorni concluso l’evento Beer Attraction, salone dedicato esclusivamente agli operatori professionali della filiera. AssoBirra Monitor ha rilevato un aumento delle vendite della birra parti ad +6% negli ultimi 3 mesi del 2018. Grande interesse da parte dei consumatori per la novità: il 43% degli italiani mostra una propensione alla sperimentazione di birre nuove, non conosciute. Balzo del 55% per le imprese brassicole: continua infatti la crescita dei birrifici, specie quelle artigianali. Parallelamente al consumo standard, aumenta l’interesse per la birra 100% vegetale. Cosa significa “birra vegana”? Scoprilo nell’articolo.

Si è da pochi giorni concluso l’evento Beer Attraction: una quattro giorni in cui Rimini è diventata capitale della birra, un salone dedicato esclusivamente agli operatori professionali della filiera.

Le vendite di birra crescono: + 6% negli ultimi tre mesi del 2018 rispetto all’anno precedente. A fornire questo quadro incoraggiante, il report di AssoBirra Monitor sull’andamento delle vendite in Italia delle imprese che aderiscono ad AssoBirra, associazione che riunisce le maggiore aziende che producono e commercializzano birra in Italia, rappresentando più del 90% della produzione nazionale e del 71% di birra immessa al consumo nel nostro Paese.

Michele Cason, Presidente di AssoBirra ha affermato:

“I dati sulle vendite dell’ultimo trimestre del 2018 sono sicuramente la testimonianza che è in atto una vera e propria destagionalizzazione della birra dovuta a diversi fattori. Innanzitutto l’apprezzamento degli italiani per l’accresciuta varietà dell’offerta a cui si aggiunge un cambiamento delle modalità di consumo e un crescente desiderio di conoscenza dell’universo birrario. Oggi il 43% degli italiani mostra una propensione alla sperimentazione di birre nuove, non conosciute, con livelli di consumo che toccano quota 61% nei locali (ristoranti, pizzerie, pub, bar) durante i pasti e del 64% a casa propria durante la cena, con impatti economici positivi sul canale Ho.Re.Ca, sulla GDO e sulla distribuzione tradizionale. Si va nella direzione di un consumo che si allarga ad altri luoghi, contesti, situazioni e di una maggiore consapevolezza delle caratteristiche della birra, dei suoi processi produttivi e del legame col territorio”.

Balzo del 55% per le imprese del comparto brassicolo. Continua la crescita dei birrifici, specie quelle artigianali. Lo rende noto Unionbirrai, spiegando che le imprese del comparto sono passate da 649 a 1.008, mentre i lavoratori sono invece saliti da 7.893 a 9.126. Per il prossimo triennio si prevede una ulteriore crescita di occupati del 10%. Secondo la ricerca “Gli italiani e la birra” commissionata da Assobirra ad Astraricerca, nella sola Emilia Romagna ci sono stati 15 nuove aperture negli ultimi 5 anni (+88%),seguita da Liguria, Toscana, Marche e Umbria, con +41%.

Le tendenze di consumo confermano che in Italia resta il primato delle American Pale Ale (APA) e delle India Pale Ale (IPA) in tutte le loro declinazioni. Spazio anche alle IGA (Italian Grape Ale), che prevedono l’aggiunta di vino, mosto o uva durante la lavorazione. Ancora agli inizi, lo studio sulle birre con la cannabis: una sperimentazione nata in California che in Italia si declina con l’utilizzo di cannabis con livello di Thc consentito (ovviamente) dalla legge. Tra le novità più di nicchia, le birre dolci, lavorate aggiungendo vaniglia, caffè, cacao o caramello.

Ciò che come Osservatorio stiamo rilevando, è un crescente aumento anche delle aziende che vogliono proporre alla propria clientela una birra vegan o 100% vegetale.

MA COSA SIGNIFICA BIRRA VEGANA?

VEGANOK, come marchio di garanzia, ha gettato le basi per uno standard molto rigido a riguardo. Una birra è conforme allo standard solo in presenza di alcune caratteristiche. Eccone alcune più specifiche sul prodotto:

Consulta la versione integrale del Disciplinare VEGANOK

Per gli alcolici:

Non è consentito l’uso di prodotti di origine animale per la chiarificazione e stabilizzazione del prodotto come ad esempio albumina, caseine, colla di pesce, gelatine animali, ecc. L’indicazione in etichetta di possibili contaminazioni di allergeni di origine animale è conforme al disciplinare (si veda Allegato A).

Etichettatura: non è consentito l’uso di colle, inchiostri, lubrificanti di origine animale o qualsiasi altro materiale di origine animale per l’etichettatura e il confezionamento del prodotto

Sul prodotto non sono consentiti suggerimenti che contemplino sia in forma grafica, sia testuale, l’utilizzo di ingredienti o materiali di origine animale.

Molte sono le aziende che hanno scelto il marchio VEGANOK per le proprie birre. 

Scopri tutti i prodotti

BIRRA MORENA
OFFICINA DELLA BIRRA
FARCHIONI
BAMBU BIO 
BIRRIFICIO SAN GIMIGNANO 
32 VIA DEI BIRRAI

 

  1. Purtroppo come VEGANOK siamo l’unica certificazione vegan che garantisce il consumatore sull’assenza di parti animali nelle colle delle etichette, negli inchiostri e nelle guarnizioni delle capsule.
    Come consumatori vegan pretendiamo che ogni produttore che dichiara VEGAN un prodotto, lo faccia in modo consapevole e accettando di sottostare a controlli esterni e non con la leggerezza che vediamo in molti casi quando un prodotto non è certificato VEGANOK.

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  2. Il caso della birra vegan è veramente indicativo di quanto sia importante avere una consapevolezza quando si acquista un dato prodotto. Navigando sul web, mi sono accorta che moltissime persone che hanno adottato una alimentazione vegetale, non avevano idea che dei derivati animali potessero nascondersi anche in prodotti come un alcolico o una birra. Il comparto produttivo investe sul marketing e la maggior parte delle volte non ha assolutamente interesse ad informare la propria clientela sul processo di lavorazione e chi consuma molto spesso, si pone poche domande o quelle sbagliate. Le aziende che hanno scelto VEGANOK e che abbiamo citato all’interno dell’articolo, vanno sostenute perché sono attente alle esigenze di tutta la clientela e offrono prodotti in linea con dei principi etici. Cin cin a voi!

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  3. Non sono mai stata un’amante della birra, ma ogni tanto con gli amici per essere di compagnia mi lascio convincere dal berne qualcuna e naturalmente come consumatrice vegan sono ben felice quando posso fare questa scelta perché ci sono birre dichiaratamente vegane. Spesso le aziende non lo dichiarano perché pensano di creare a se stesse un problema di marketing, “ghettizzando” il prodotto ai consumatori vegani, MI CHIEDO COME ANCORA OGGI NON SIA CHIARO CHE IL MESSAGGIO ORMAI È PASSATO —- VEGANO VA BENE PER TUTTI! — anzi molti non vegan lo scelgono comunque perché più salutare!

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    Vegani in Viaggio 26 Febbraio 2019, 12:21

    Amo la birra e il dilemma che non sia vegan mi colpisce ogni volta, ben venga la certificazione, è una garanzia per noi consumatori.

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  5. Adoro la birra !
    In estate soprattutto ma comunque durante tutto l’anno in abbianamento a pietanze che ideali o pizza o merende !
    La birra vegan ha per me rappresentato la libertà di poter scegliere la bevanda come tutti gli altri !

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    Sostanze animali nella colla delle etichette? Quali Marche la usano?

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    • Buongiorno,
      La domanda giusta è: “quali marche NON la usano?”
      A meno che non venga fornita comunicazione diversa da parte dell’azienda, è possibile che derivati animali siano contenuti nel pack di moltissimi prodotti di uso comune. Le colle in particolare sono spesso di derivazione animale così come anche gli inchiostri. Solo se l’azienda invece aderisce ad uno standard che prevede il controllo dei materiali utilizzati in etichetta, il consumatore può sapere la presenza o meno di derivati animali. VEGANOK ha deciso di includere nello standard anche questo aspetto: tutti i prodotti che aderiscono allo standard non contengono componenti animali tanto nel ingredientistica del prodotto quanto nell’involucro.

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    Non sapevo che Farchioni producesse birra.

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