Giornata internazionale della pizza 2021: settore in crisi, è boom per le preparazioni home made

A causa delle restrizioni, il settore ha risentito della crisi e i numeri della produzione sono crollati. La pizza, però, rimane uno degli alimenti più amati al mondo e la sua preparazione si è spostata tra le mura domestiche: nei mesi scorsi, tantissimi consumatori hanno optato per la pizza fatta in casa, seguendo ricette semplici e veloci

È uno dei simboli della cucina italiana nel mondo, ma anche uno degli alimenti più amati e consumati in assoluto: oggi, come ogni 17 gennaio, ricorre la Giornata internazionale della Pizza Italiana. Un evento che, prima della pandemia, veniva celebrato nei ristoranti di tutto il mondo e che quest’anno vedrà i professionisti e gli appassionati riunirsi online per rendere omaggio a questo simbolo del Made in Italy. Una celebrazione “home made” dettata dalla chiusura di ristoranti, pizzerie e locali, che vedrà l’inaugurazione della prima edizione del Vera Pizza Day, un evento digitale per accendere i riflettori su tutto il settore.

Un settore che, certamente, ha risentito della crisi economica legata alla pandemia: non solo il valore di questo mercato è diminuito, ma anche le abitudini dei consumatori sono state inevitabilmente plasmate dalle restrizioni anti-Covid. Lo scorso anno, i numeri relativi al 2019 parlavano di una produzione giornaliera – solo in Italia – di 8 milioni di pizze, che diventavano oltre due miliardi in un anno, con un fatturato di 15 miliardi di euro. Oggi, la tendenza è di prepararla in casa: sempre più consumatori si improvvisano pizzaioli, tanto che il 2020 è considerato l’anno della pizza home made. I numeri di una ricerca realizzata da Human Highway con Galbani, parlano chiaro: la media delle pizze cucinate in casa dagli italiani lo scorso anno è passata a 2,9 al mese, rispetto alle 1,9 dell’anno precedente.

Un po’ come per l’aumento dei consumi di prodotti vegetali, anche in questo caso sono i più giovani a guidare il trend; complice l’impossibilità di mangiare al ristorante o in pizzeria, sempre più consumatori – soprattutto donne – si sono cimentati nell’arte di impastare, ma seguendo ricette semplici e veloci. Il 58% sceglie di preparare al massimo due o tre varianti di pizza, lasciandosi ispirare da Internet (25%) o dalle tradizioni di famiglia (28%). I consigli di mamme e nonne sono seguiti soprattutto dai più giovani con il 51%. In questo contesto è boom per il meal kit, che consente di ricevere a casa tutti gli ingredienti necessari alla preparazione, senza sprechi e con una ricetta specifica da seguire.

Pizza: spopola il servizio di delivery

Non tutti, però, hanno scelto di mettere le mani in pasta: secondo i dati forniti dal servizio di consegna a domicilio Deliveroo, nel 2020 sono aumentati gli ordini di pizza. La predilezione rimane per la classica margherita, con ordini pari alla quantità necessaria per riempire 20 campi da calcio. Una tendenza che ha riguardato un po’ tutto il settore food, nel quale si è riscontrato un aumento della richiesta di piatti a domicilio, anche vegetali: in particolare, dal 2018 al 2020 è stato registrato un aumento delle consegne pari al 300%.

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Parlando di pizza, importante è anche il settore dei prodotti pronti surgelati, che godono di una certa popolarità: nella GDO si trovano ormai referenze di ogni tipo, che ben si adattano alle richieste di mercato. Una menzione particolare va fatta in questo caso per la clientela vegana: se in pizzeria è più facile trovare ingredienti vegetali con cui farcire la propria pizza, risulta più complesso reperire pizze pronte surgelate che siano 100% vegetali. Ecco allora che assumono particolare rilevanza le referenze certificate VEGANOK, prive di qualsiasi derivato animale e spesso anche senza glutine.

Da considerare sono anche gli impasti alternativi, dal momento che nel settore di tende a considerare l’impasto come il fulcro della realizzazione di un prodotto che si possa considerare competitivo. Ecco allora che, accanto al tradizionale impasto a base di farina di grano più o meno raffinata, spuntano referenze nuove e innovative: si va dall’impasto realizzato con farina integrale a quello senza glutine, passando per gli impasti a base di verdura e “super food” (si pensi alla “pizza di cavolfiore” o a quella a base di farina di quinoa) fino ad arrivare alle referenze realizzate con carbone vegetale, mix di cereali e semi, ma anche senza lievito.

Parlando invece di ingredienti, bisogna fare riferimento alle aziende che apportano innovazione, seguendo le richieste di un mercato sempre più orientato al milk free e al lactose free. Tra queste c’è senza dubbio anche il marchio VeganDelicious, con l’innovativa gamma di formaggi vegetali Vegand’or: un progetto ideato da Sauro Martella per diffondere formulazioni di ricette vegan legate alla tradizione mediterranea. Tra i prodotti dell’azienda, presto disponibili sul mercato, troviamo anche VEGAND’OR Filante, la mozzarella vegana da pizza e ripieni che fila come e più di quella tradizionale. Per saperne di più e conoscere tutte le novità dell’azienda, segui il sito ufficiale: www.vegandor.com.

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