Gelato: confezionato o artigianale, è un prodotto di punta per l’economia italiana

Nonostante le vendite nel settore artigianale stiano affrontando un calo del 20% legato alla diminuzione dei turisti in questa estate 2020, i dati di settore confermano l’importanza del gelato artigianale e confezionato per l’economia italiana.

Da sempre la bella stagione porta con sé una rinnovata passione per il gelato, anche se quest’anno – a causa dell’emergenza Coronavirus e dei suoi strascichi – si sta assistendo a un calo dei consumi: Coldiretti parla di un -20% sul gelato artigianale, legato per lo più all’assenza di un gran numero di turisti stranieri che solitamente affollano la penisola durante l’estate. Questo, va ricordato, risulta comunque in controtendenza rispetto a quanto accaduto durante il lockdown, quando si è assistito a un vero e proprio boom per il “gelato delivery”: secondo i dati diffusi da alcune delle principali piattaforme di food delivery in Italia, si è registrato in tutto il paese un incremento del 133% di ordini, complici la comodità, la facilità di acquisto e la velocità di consegna.

In ogni caso, questo settore rappresenta da sempre uno dei pilastri dell’economia nazionale, e la sua importanza è stata ribadita di recente anche dall’elaborazione svolta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre per conto della Mostra Internazionale del Gelato di Longarone, che sottolinea l’importanza di poter disporre di dati ufficiali e attendibili rispetto a questo comparto produttivo. In Italia la vendita diretta al pubblico di gelato artigianale non riguarda solo le gelaterie “pure”, ma anche altri esercizi commerciali quali i bar gelateria e le pasticcerie, dove il gelato ha comunque un ruolo importante nella determinazione dei ricavi: in totale i dati parlano di 15.589 sedi di imprese attive. Di queste, quasi 7000 sono gelaterie vere e proprie in cui quasi la totalità dei ricavi deriva dalla produzione e vendita
di gelato artigianale; circa 3000 sono invece bar gelaterie per i quali la vendita di gelato artigianale rappresenta la metà dei ricavi, e circa 5500 le pasticcerie che integrano la propria attività vendendo gelato – che contribuisce ai ricavi in maniera non prevalente.

Sono invece circa 62 mila le persone impiegate in attività in cui è presente la produzione e la vendita di gelato artigianale; non si considerano solo le gelaterie “pure”, ma anche in questo caso bar gelaterie o pasticcerie che integrano la produzione con gelato sfuso. Per quanto riguarda i consumi, invece, secondo l’Istat ogni famiglia in Italia spende circa 70 euro all’anno in gelato artigianale; complessivamente, si parla di una spesa annua che si aggira intorno a 1.862 milioni di euro. Si sfiorano i 2 miliardi di euro se a questa cifra si aggiunge il consumo da parte dei turisti. In generale, quello del gelato artigianale risulta un settore importantissimo per il tessuto economico italiano, dal momento che dà lavoro a circa 30 mila ULA (Unità Lavorative per Anno), con un fatturato che supera 1 miliardo di euro l’anno.

Naturalmente, il gelato non è solo quello artigianale: anche il gelato confezionato ha un ruolo di spicco nell’economia della penisola, tanto che secondo l’IGI (Istituto del Gelato Italiano) ogni anno il valore della sua produzione si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. I dati relativi al 2019 parlano di oltre 62 mila tonnellate di export per un valore di 212 milioni e un consumo pro capite di 3 kg.

Gelato in “evoluzione”

In generale, sia nella produzione artigianale che in quella industriale, si assiste a una tendenza sempre più consolidata che porta ad aumentare le referenze “free from” in risposta alle richieste di mercato. Da un lato le referenze senza latte e uova nascono per rispondere alle esigenze della clientela “veg”, che secondo i dati Eurispes 2020 ha raggiunto un massimo storico: vegetariani e vegani sono aumentati ancora fino all’8,9%; in particolare, a oggi il 6,7% degli italiani intervistati afferma di essere vegetariano, il 2,2% dichiara invece di essere vegano (contro l’1,9% del 2018).

D’altra parte, anche intolleranze alimentari – specialmente al lattosio – e attenzione alla salute guidano il cambiamento dei consumi, tanto che ormai sia le grandi aziende che i piccoli produttori rispondono sempre di più e sempre meglio alle nuove tendenze di mercato, esponendo almeno una referenza plant-based oltre ai gusti alla frutta. Emerge chiara la volontà di creare gusti nuovi e alternativi accanto alla ricerca per proporre in chiave dairy-free i grandi classici della tradizione come cioccolato, nocciola, pistacchio, meringa. Anche le scelte da parte delle gelaterie confermano questa tendenza: sono sempre di più le attività che optano per l’accreditamento gratuito VEGANOK, che viene rilasciato anche a locali non completamente vegan ma che siano in grado di garantire alla clientela più opzioni 100% vegetali tra cui scegliere, conformi al rigido disciplinare etico VEGANOK.

In questo quadro di cambiamento ed evoluzione dei consumi, è impossibile non fare riferimento alle aziende che hanno scelto di andare incontro alle richieste di mercato ottenendo una certificazione per i propri prodotti: nel mondo del gelato confezionato la storica azienda Sammontana ha aderito allo standard VEGETALOK per i gelati della linea Amando, tutti 100% vegetali, senza glutine e realizzati con latte di mandorla. Parlando di gelato artigianale, invece, tra i marchi che si occupano di semilavorati per gelateria e pasticceria che hanno scelto di produrre referenze vegane aderendo allo standard VEGANOK ci sono Comprital, Tecnoblend Fugar, quest’ultima con la linea di gelato vegano Olvi.

Leggi anche:

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. Confezionato o artigianale… l’importante è che sia buono, sano e vegano 🙂

    Reply
  2. Per noi italiani e la nostra economia il gelato sia artigianale che confezionato è molto importante.. nessuno resiste al nostro gelato.

    Reply
  3. Beh, l’artigianale ha chiaramente un valore aggiunto anche se le incognite qualitative sono molte e variano da gelateria a gelateria. C’è da dire che quest’anno la rivoluzione di Sammontana con la linea Amando completamente vegan è stata enorme e i loro gelati sono buonissimi.

    Reply
  4. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 27 Luglio 2020, 6:28

    Un’estate senza gelato che estate sarebbe? Viva il gelato vegan!

    Reply
  5. Adoro i gelati Sammontana Mando!!!!

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti