Foie gras: stop alla vendita in tutti i supermercati italiani

Anche l’ultima insegna italiana dice addio al foie gras: grazie alla campagna di Essere Animali #ViaDagliScaffali, 12.800 supermercati italiani hanno bandito questo prodotto. La sua produzione è vietata in molti Paesi (Italia compresa), ma rimane ancora molto lavoro da fare per mettere fine alla produzione, crudele e anacronistica, del “fegato grasso”.

 

Addio al foie gras in Italia: anche Iper la Grande I – che era rimasta l’ultima catena di supermercati sul territorio a vendere questo prodotto – ha scelto di eliminarlo dagli scaffali. A dare la notizia è l’associazione Essere Animali, che dal 2015 ha lanciato la campagna #ViaDagliScaffali, per spingere la GDO a cessare la vendita di foie gras. E così è stato: negli anni, 12.800 supermercati italiani hanno bandito questo prodotto, e Iper era l’unica e ultima insegna rimasta a non aver aderito alla campagna animalista. “Ad oggi lo riteniamo praticamente assente nei supermercati italiani – spiegano i portavoce di Essere Animali – ma proseguiremo nell’opera di monitoraggio“. Ovviamente, rimane disponibile negli store online e nei negozi specializzati, e continua a essere proposto nei menu dei ristoranti di lusso.

Bisogna ricordare che la produzione del “fegato grasso” è illegale in molti paesi dell’Unione Europea, Italia compresa: dal 2007 il nostro Paese ne ha vietato ufficialmente la produzione, ma la Francia rimane oggi uno dei più grandi produttori (ed esportatori) di foie gras al mondo. Il gavage, ovvero l’alimentazione forzata a cui vengono sottoposte oche e anatre per la produzione di foie gras, è stata definita “nociva per il benessere degli animali” in un Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell’Unione Europea. Per questo motivo, è stata vietata ai sensi dell’art. 14 della Direttiva 98/58/CE in tutta l’Unione europea, Italia compresa.

Ma c’è un “ma”: nel 1999, il Consiglio di Comitato Permanente d’Europa ha deciso di consentire la produzione nei Paesi in cui l’alimentazione forzata è considerata una “pratica corrente”. Per questo motivo, Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio producono ancora foie gras, che viene poi distribuito sui mercati europei ed extraeuropei. Si stima che circa l’80% della produzione mondiale avvenga solo sul territorio francese, con una produzione di oltre 20 mila tonnellate ogni anno.

Elaborazione grafica a cura di Essere Animali

Foie gras: una “specialità” crudele

Anche se è considerato uno degli alimenti più ricercati (e costosi) della cucina francese, il foie gras è il risultato di un vero e proprio maltrattamento ai danni di oche e anatre, eticamente inaccettabile. Gli animali – principalmente anatre – vengono infatti sottoposti a una vera e propria tortura, che si suddivide in tre fasi: dopo un primo periodo di crescita all’esterno, gli animali vengono spinti per circa due settimane a nutrirsi autonomamente con grandi quantità di cibo, portando lo stomaco e l’esofago a dilatarsi.

Arriva poi il momento in cui gli animali vengono rinchiusi in piccolissime gabbie e sottoposti al gavage, l’alimentazione forzata attraverso un tubo metallico inserito in gola. Con questo, gli operatori – manualmente o tramite l’uso di macchinari – somministrano agli animali quantità spropositate di cibo ipercalorico, più volte al giorno.

Il risultato è la steatosi epatica, ovvero l’accumulo di grasso all’interno del fegato. Da qui, il termine “foie gras”, che non è altro che un organo malato – che può raggiungere un peso dieci volte superiore rispetto a quello di un organo sano, con conseguenze molto gravi per la salute degli animali.

Per questo motivo, diversi Paesi al mondo ne contestano la liceità e, come riporta Essere Animali, attualmente vige il divieto di produzione in:

Argentina – Austria – California (us)* – Repubblica Ceca – Danimarca – Regno Unito – Finlandia – Germania – Olanda – Italia – Irlanda – Israele – Lussemburgo – Norvegia – Polonia – Svezia – Svizzera – Turchia. India e California, nonché la città di New York, ne hanno vietato anche la distribuzione.

Leggi anche:

New York vieta la vendita e la distribuzione di foie gras

Giornata mondiale per i diritti degli animali: quanto sono lontani da sfruttamento e privazione della libertà?

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 23 Febbraio 2021, 9:03

    Ottimo segnale.
    Era ora che un “prodotto” così di nicchia e che comporta una sofferenza indescrivibile venisse bandito dagli scaffali. Il giorno che, invece, ne verrà bandita la produzione, festeggerò!

    Reply
  2. Le notizie che ti aiutano a continuare a combattere per loro!

    Reply
  3. Avatar

    Stop alla vendita in tutti i supermercati del mondo!

    Reply
  4. Avatar

    Assurdo che esista ancora un mercato per un prodotto così crudele. Con tutto ciò che possiamo mangiare, possibile che realtà del genere esistano ancora?

    Reply
  5. Oltre a essere un prodotto dello sfruttamento animale (e, come tale, assolutamente da condannare), il foie gras deriva da metodi di produzione particolarmente cruenti e veramente anacronistici. Mi stupisco che ci sia ancora qualcuno che lo consideri un alimento “di lusso”.

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti