Flower Burger: la catena italiana di fast food vegan gourmet sbarca in Inghilterra

Flower Burger, che possiede già 14 punti vendita in Italia e all’estero, prevede l’apertura di 45 ristoranti solamente nel Regno Unito entro i prossimi 10 anni: una decisione che porterà l’azienda, prima burgeria vegan gourmet d’Italia, a espandersi in maniera capillare in Europa

Flower Burger, prima vegan burgheria gourmet nata a Milano nel 2015, arriva in Inghilterra: il marchio ha da poco firmato un accordo con l’operatore food & beverage londinese Gerry’s Group per espandere il marchio in tutto il Regno Unito. L’accordo prevede l’apertura di 45 punti vendita entro i prossimi 10 anni, che andranno ad affiancare le già numerosissime attività vegan-friendly sparse sul territorio.

La catena Flower Burger, inaugurata a Milano con il punto vendita di Porta Venezia, conta attualmente 14 ristoranti internazionali (di cui 2 di proprietà su Milano e 12 in franchising) sparsi tra l’Italia, la Francia e i Paesi Bassi e per il 2020 sono previste altre aperture nelle principali città europee. L’hamburgeria vegana è famosa soprattutto per aver reinventato il concetto di “fast food” in chiave 100% vegetale. I clienti vegani (e non), infatti, trovano in questi ristoranti dall’atmosfera informale panini colorati e farciture tipiche della ristorazione “fast”, affiancate però da una cura particolare per la ricerca degli ingredienti e le materie prime utilizzate. I prodotti di questi ristoranti, però, non hanno niente a che vedere con la “carne” vegana – la cui ascesa a livello globale pare inarrestabile – che imita o richiama in qualche modo il gusto e la consistenza della carne animale. Flower Burger offre esclusivamente burger vegetali preparati con legumi e verdure, che farciscono pane colorato home made esattamente come le salse di accompagnamento.

Secondo quanto riportato dall’azienda, il piano di sviluppo per i prossimi anni si suddividerà in aperture dirette, joint ventures internazionali e franchising. “Siamo molto contenti perché con questo accordo potremo avverare il sogno di esportare Flower Burger nel mondo. Siamo già al lavoro per conquistare l’apprezzamento di nuovi clienti in tutte le città in cui apriremo” dice Matteo Toto, fondatore e CEO dell’azienda.

Oltre a puntare al segmento di mercato vegano, Flower Burger mira a posizionarsi come il punto di riferimento per gli amanti dell’hamburger e per le persone curiose di conoscere le nuove tendenze e i nuovi gusti alimentari. Matteo Toto, continua:

La gente normalmente non associa il cibo vegano al piacere e al divertimento. Flower Burger significa cambiare questa percezione, associando un marchio psichedelico e un arredamento da ristorante a un prodotti naturali, di grande gusto e unici che produciamo noi stessi. Siamo entusiasti di collaborare con Gerry’s Group: sono organizzati per sviluppare la rete di negozi e hanno una profonda conoscenza del settore F&B“.

Fast food vegan: non solo Flower Burger

Se la catena di ristoranti Flower Burger propone un’idea di fast food diversa da quella tradizionale, nella quale “salutare” e “fatto in casa” sembrano le parole d’ordine, è anche vero che non si tratta dell’unico tentativo di reinterpretare in chiave vegan il concetto di fast food. Qualche tempo fa Lewis Hamilton, noto campione di Formula 1, ha aperto un ristorante di burger vegan a Londra e spera di aprirne almeno altri 100 entro i prossimi sei anni. Parliamo di Neat Burgerche sta attualmente raccogliendo fino a £ 15 milioni per finanziare l’espansione e che già nelle primissime ore di apertura ha riscosso un enorme successo: “1500 burger consumati nel giro di 2 ore, ha scritto infatti Neat Burger sul proprio profilo di Instagram.

Sono molto interessato a promuovere un atteggiamento di gentilezza verso il nostro mondo, e l’impegno di Neat Burger è quello di sostenere pratiche etiche e supportare le piccole imprese: è qualcosa che sono molto orgoglioso di appoggiare”, ha detto Hamilton in una nota prima dell’apertura.

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    Gian Maria Cavalieri 25 Febbraio 2020, 7:57

    Non ho ancora avuto il piacere di assaggiare i panini di FB, spero di riuscirci presto.
    Sono felice che la loro idea si stia espandendo anche al di fuori dei confini nazionali.

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    speriamo arrivino presto in italia, non tanto per poter mangiare spazzatura vegan, ma per dare esempio ad altre catene distributive

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    Sono gli hamburger più cool di Milano!!! Grande Matteo

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  4. Ma magari avere un Flower Burger nella mia città!

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  5. Io adoro tutti i suoi panini! Ora ho scoperto che fanno anche dolci che spero di provare presto presto! I prezzi che hanno secondo me sono da rivedere nell’ottica di voler diffondere un nuovo modo di alimentarsi. Per esempio nella mia città, a Palermo, chiunque li prova, soprattutto i non vegani ( ai vegani pur di mangiare qualcosa di diverso va bene tutto) si lamentano dei prezzi troppo alti alcuni panini arrivano a toccare i 9€ e in una città come questa dove il cibo, le paninerie sono ovunque e hanno prezzi assai inferiori per tipologia di cibo, dispiace l’idea che la gente vada ancora da un McDonald’s perché con 1€ addirittura mangia qualcosa!

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