Rapporto Standard Vegan in Europa 2019

Dopo anni di lavoro, è stato finaImente chiarito uno standard condiviso dalle più autorevoli organizzazioni vegan europee. I consumatori hanno il diritto di essere informati in maniera trasparente affinché possano operare scelte in linea con il loro stile di vita e con le loro preferenze alimentari ed è per questo che lo standard indica in maniera inequivocabile i parametri attraverso i quali poter definire un prodotto “vegan”.

Da più parti sentiamo affermare che in Europa non è stato ancora definito uno standard per la corretta identificazione dei prodotti vegan.

Da una parte è vero che la Comunità Europea è in ritardo nella legislazione in merito, ma va ricordato che il mondo vegan, rappresentato dalle più importanti e autorevoli organizzazioni vegan d’Europa ha già definito e depositato al Parlamento Europeo la “Corretta definizione” per l’etichettatura vegan. Si tratta di un documento realizzato attraverso consultazioni: il tavolo di lavoro di Bruxelles ha lavorato per mesi a questo scopo con il supporto dell’Organizzazione non Governativa per i diritti dei consumatori “SAFE Food Advocacy”. Il presidente del board, Sauro Martella ha coordinato il lavoro del gruppo.

Le organizzazioni che hanno collaborato a redigere il documento finale sono:

  • Associazione Vegani Italiani Onlus (Italia)
  • Förderkreis Biozyklisch Veganer Anbau (Germania)
  • Safe Food Advocacy Europe (Belgio)
  • The Vegan Society (UK)
  • Vegan France (Francia)
  • VEGANOK (Italia)
  • Vegetik (Belgio)

Siamo in attesa che il Parlamento Europeo utilizzi tale “definizione congiunta” per la realizzazione di una normativa e ci aspettiamo che tale definizione venga utilizzata senza modifiche nel rispetto delle scelte di tutti i vegani d’Europa.

SCARICA QUI IL DOCUMENTO DELLA DEFINIZIONE EUROPEA DI “VEGAN”

Oltre le tempistiche burocratiche attraverso le quali questa proposta diventerà auspicabilmente un regolamento attuativo, c’è un singolo fatto: il mondo vegan, attraverso l’impegno delle organizzazioni più autorevoli d’Europa, ha già scelto la sua definizione e  tutti noi vegani ci atteniamo e ci atterremo esclusivamente a quella in quanto l’unica scritta nel rispetto del reale significato etico del termine vegan e soprattutto scritta da chi conosce ed attua nella vita di ogni giorno proprio questo regole etiche.

È importante sottolineare che il board di Bruxelles è composto esclusivamente da organizzazioni vegan e non anche vegetariane o da chi fornisce servizi vegan in aggiunta ad altri non vegan. Si tratta quindi di organizzazioni che realmente sono rappresentative in Europa di questa scelta e che più di qualunque altra organizzazione ne conoscono e difendono profondamente il reale significato.

Il ruolo dei politici del Parlamento Europeo deve essere quello di legiferare nel rispetto della realtà e la realtà della corretta interpretazione del termine VEGAN, non può che essere definita dalle organizzazioni che rappresentano in Europa questa scelta, tra i cui membri, è bene ricordarlo, ci sono organizzazioni importantissime che operano su scala europea ed extraeuropea come la Vegan Society che è l’organizzazione che ha inventato il termine “VEGAN” nel lontano 1944 e l’Italianissima Società Benefit VEGANOK che ricopre il ruolo di Presidenza del Board.

Sauro Martella

Abbiamo chiesto un commento a Sauro Martella, fondatore del Network VEGANOK Società Benefit e presidente in carica del board a Bruxelles:

“Sono molto orgoglioso del lavoro svolto. Si tratta di un progetto tanto ambizioso quanto necessario. Non potevamo e non possiamo non essere parte attiva nella definizione di ciò che il termine “vegan” significa in questo momento storico. Come soggetti coinvolti, abbiamo il dovere di fornire gli strumenti al legislatore affinché sia in grado di dare riscontri giuridici alla necessità reale del consumatore di sapere esattamente cosa acquista. In fondo, l’essere vegan è strettamente correlato ad una visione consapevole della realtà (anche quella economica). Il marchio di garanzia VEGANOK ovviamente prende già in considerazione tutti gli elementi che abbiamo inserito nel documento congiunto aggiungendone anche altri per noi fondamentali ed estremamente severi come nessun altra certificazione europea ha mai fatto. É importante che ogni certificazione possa avere delle proprie caratteristiche, fermo restando il rispetto dello “standard minimo” concordato a Bruxelles da cui deve essere impossibile fare eccezioni”

Che valenza ha questo documento da un punto di vista etico?

Lo abbiamo chiesto a Renata Balducci, presidente di Associazione Vegani Italiani Onlus (organizzazione partecipante al board).

Il numero dei vegani in Europa e nel mondo è in crescita esponenziale ed è certamente il risultato di una graduale presa di coscienza delle implicazioni etiche e ambientali del consumo di carne, pesce, latte e derivati. Questo documento accende i riflettori su temi che ampliano e approfondiscono il concetto di plant-based. Siamo felici che una delle discriminanti per decidere se un prodotto possa essere definito vegan o meno, sia il coinvolgimento diretto o indiretto di una data azienda in pratiche legate alla vivisezione e all’animal testing. AssoVegan opera su territorio italiano per divulgare le verità sulle atrocità e sullo sfruttamento verso gli animali e il fatto che questo principio diventi uno standard condiviso, rappresenta una grande vittoria!”

Per seguire gli sviluppi e i prossimi step, abbiamo reso pubblica una pagina web in cui elencheremo gli aggiornamenti: www.veganstandard.eu

SCARICA QUI IL DOCUMENTO DELLA DEFINIZIONE EUROPEA DI “VEGAN”

Gli approfondimenti seguiranno qui su Osservatorio VEGANOK.

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