Estate 2021: per gli italiani ancora vacanze di prossimità. Il vegan come booster del turismo gastronomico?

Vacanze vicino a casa, viaggi brevi e per lo più in automobile: l’estate 2021 sarà caratterizzata dal fenomeno della staycation, che permette di riscoprire il turismo locale. Mentre i trend parlano di una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale in ogni contesto, il turismo enogastronomico che punti a essere “eco” non può prescindere da un’offerta vegan ampia e variegata.

L’estate è arrivata e con essa la voglia di vacanze, che per il secondo anno consecutivo dovranno coincidere con precauzioni e misure indispensabili per contenere i contagi da Covid-19. Secondo un’inchiesta condotta da Altroconsumo, anche il 2021 per gli italiani sarà all’insegna del turismo di prossimità: l’89% degli intervistati sceglierà l’Italia come meta per il proprio soggiorno, e di questi il 25% non uscirà nemmeno dalla propria regione.

L’automobile sarà il mezzo preferito per gli spostamenti, complice sicuramente la paura del sovraffollamento dei mezzi pubblici: l’80% di chi si concederà una vacanza, userà proprio l’auto per raggiungere il luogo di villeggiatura. Luogo che, per il 51% di chi vive al Sud o nelle Isole, sarà rappresentato dalle bellezze della natura locale; solo il 6% di chi vive al Nordovest sceglierà il Sud, il 22% di chi vive al Nordest e il 33% di chi vive al Centro.

Stranieri in Italia e italiani all’estero

Il turismo è certamente uno dei settori più colpiti dalla pandemia tanto che, secondo l’indagine condotta dalla Banca d’Italia sul turismo internazionale, nel 2020 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia si è ridotta di circa tre quinti rispetto all’anno precedente. Allo stesso modo, lo scorso anno anche i viaggi degli italiani all’estero sono diminuiti in maniera consistente (-63,9 % rispetto al 2019), con una spesa ridotta da 27,1 a 9,6 miliardi di euro.

Sembrerebbe quindi che, anche quest’anno, l’Italia viva il fenomeno della staycation: viaggi verso mete vicine a casa raggiungibili per lo più in macchina, in località possibilmente non troppo affollate e con la riscoperta del turismo lento. Un fenomeno dettato sicuramente anche dalle difficoltà sanitarie ed economiche contingenti, ma che allo stesso tempo è in grado di dare nuovo vigore al turismo locale all’interno dei confini nazionali. Come nel 2020, siamo di fronte a viaggi più consapevoli, che rispecchiano un’attitudine allo spostamento più selettiva e attenta.

Turismo gastronomico: il vegan può favorire la ripresa?

L’Italia riscopre quindi il turismo di prossimità, che molto spesso si accompagna al fenomeno del “travel eating”, che secondo gli esperti è sempre più legato al tema della sostenibilità: il rispetto dell’ambiente gioca infatti un ruolo sempre più importante nelle scelte dei consumatori e delle aziende, e anche nel caso del turismo gastronomico rappresenta un fattore decisionale sempre più importante, specialmente per le nuove generazioni. E ormai si sa, il turismo enogastronomico che punta a una maggiore sostenibilità ambientale non può prescindere da un’offerta vegan ampia e variegata. Risulta dunque importante puntare i riflettori su questo aspetto anche quando si parla di food travel, rendendo note le possibilità che questo tipo di offerta alimentare mette a disposizione sotto il profilo della salvaguardia ambientale.

Per approfondire: Turismo gastronomico: sostenibilità ambientale sempre più importante

Torna quindi il concetto dell’educare e dell’ispirare, facendo conoscere le alternative plant-based ai piatti tradizionali e rendendo questo stile alimentare (oltre che di vita) sempre più “normale”, estraendolo dalla nicchia nella quale è stato relegato per fin troppo tempo. Nella tradizione culinaria italiana esistono già decine di piatti 100% vegetali tra cui scegliere e moltissime ricette possono essere riproposte ai clienti in chiave plant-based senza alterarne il gusto, ma al contrario fornendo un’offerta alimentare innovativa e al passo con i cambiamenti in atto. Non bisogna sottovalutare le potenzialità della trasformazione di un menu in chiave vegetale, né della valorizzazione delle risorse plant-based all’interno di una proposta per il cliente; valorizzare i prodotti e le filiere vegetali locali, offrirli in chiave creativa puntando sull’innovazione delle tradizioni culinarie può essere il punto di partenza per iniziare a parlare concretamente di sostenibilità ambientale anche nel settore enogastronomico legato al turismo.

Ricordiamo che VEGANOK offre la possibilità di accreditamento gratuito per quelle strutture non interamente vegane che però mettono a disposizione della clientela menu vegan; in particolare parliamo di almeno due portate (ma anche di più) di antipasti, di primi, di secondi, di contorni e di dolci, in modo da garantire un menu vegano completo a scelta.

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