È ufficiale: Los Angeles vieta la vendita e la produzione di pellicce

La proposta diventa legge: Los Angeles diventerà la più grande città degli Stati Uniti a vietare le vendite di pellicce. Il consiglio comunale ha approvato un’ordinanza per vietare la vendita e la produzione di prodotti di abbigliamento in pelliccia compresi accessori e gioielli. “Questa pratica disumana deve finire oggi. La pelliccia non avrà un futuro a Los Angeles “, ha detto in una nota il membro del consiglio, Bob Blumenfield che ha sostenuto il divieto.

Los Angeles diventerà la più grande città degli Stati Uniti a vietare la vendita di pellicce di animali.

Il 3 Dicembre 2018 Laura Friedman, membro dell’assemblea nello stato della California, ha introdotto il “California State Fur Ban“: un disegno di legge che vieta la vendita e la fabbricazione di nuovi prodotti in pelliccia in tutto lo stato. Il progetto è sostenuto e promosso dalla Animal Hope and Wellness Foundation, Animal Hope in Legislation e Humane Society degli Stati Uniti.

Ne avevamo parlato in questo approfondimento: Disegno di legge mira a vietare la vendita di pellicce in California 

La California è uno degli stati più progressisti del paese e leader mondiale nel benessere degli animali”, aveva affermato la Friedman. “Considerando l’evidenza di pratiche disumane nell’industria delle pellicce e la disponibilità di così tante opzioni diverse per tessuti caldi e alla moda, non continueremo a essere complici di inutili crudeltà“.

La proposta è ora legge. La nuova ordinanza, che entrerà in vigore nel 2021, rende illegale la vendita, la produzione o il commercio di pellicce o inseriti in indumenti come cappotti, borsette e portachiavi: il divieto riguarda tutti i confini della città di Los Angeles.

Gli attivisti per i diritti degli animali hanno accolto la decisione, denunciando il business della pelliccia come barbaro e inutile. “Gli animali non sono tessuti, sono esseri senzienti che soffrono terribilmente“, ha detto Patty Shenker, membro di Animal Defenders International. “E dobbiamo includerli nel nostro sistema di valori morali.”

I venditori di pellicce e i produttori d’altra parte, hanno affermato che il loro settore è stato ingiustamente diffamato e hanno avvertito che non escludono successive azioni legali. Poiché il voto di martedì non è stato unanime, la proposta di legge tornerà in Consiglio per un secondo voto procedurale prima della firma del sindaco. Un solo voto contrario alla proposta.

Nel dibattito politico, c’è chi ha sostenuto che non sia “molto americano” chiudere chiudere bruscamente “imprese legittime” e che il proibizionismo possa portare inevitabilmente a mercati neri in cui gli abusi possono diventare un problema. Gli oppositori sostenevano che la città si stesse piegando agli “estremisti dei diritti degli animali” privando i consumatori della libertà di decidere autonomamente. Nel 2018, un sondaggio Gallup aveva rilevato che il 60% degli intervistati riteneva “moralmente accettabile” comprare e indossare indumenti di pelliccia animale.

Gli attivisti rilanciano sostenendo che il divieto di L.A. risulta essere essenziale non solo per la sua portata geografica ma anche per incoraggiare più città e forse tutto lo stato della California ad adeguarsi.

“Los Angeles ha l’opportunità di fare una dichiarazione chiara al resto del mondo: il confinamento, la tortura e le brutali uccisioni per la pelliccia non sono tollerati”. È così che hanno dichiarato gli attivisti coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione.

Una vittoria importantissima a livello globale. 

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  1. Ottima decisione e dobbiamo fare in modo che questa legge si estenda in tutte le città del mondo

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  2. EVVIVA! Notizie belle! Possano tutti i luoghi del mondo prenderne esempio!

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  3. Che tutti i paesi del mondo prendano esempio dalla California ! Un vero miracolo 🙏🏻

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  4. Come spesso accade la California si dimostra precursore nell’ attuare cambiamenti importanti e al passo con i tempi… vediamo se sarà lo scossone necessario a far terminare anche nel resto del mondo questa pratica troglodita delle pellicce

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  5. Molto bene! Come abbiamo spiegato anche nell’articolo, gli oppositori di questo provvedimento hanno utilizzato come argomento, la natura proibizionista di questa legge. Non si tratta però di proibizionismo. Qui non si vieta l’espressione di una volontà personale infatti. Nessun animale come soggetto senziente, sarebbe infatti d’accordo ad essere ucciso e scuoiato per diventare un inserto in un capo di abbigliamento. Non si può parlare di scelta personale se questa comporta dall’altra parte una vittima. Questa legge tutela invece dei soggetti e ci auguriamo che presto anche altre città hai altri Stati vogliono adeguarsi a questi standard.

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  6. Queste sono notizie che fanno sperare ad un reale cambiamento globale. Al giorno d’oggi c’è così tanta varietà e capi meravigliosi col sintetico che non c’è più veramente motivo di scegliere un capo d’abbigliamento che abbia causato sofferenza ad un altro essere vivente che ha il diritto di vivere.

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    Luigi Bertoldo 26 Febbraio 2019, 17:39

    Sono contento anche se è solo una parte degli Americani (che sappiamo essere grandi produttori e consumatori di carne) si convincano che dietro l’uso pro riempimento pancia ci sia una grande sofferenza, tantopiù per produrre vestiario e oggettistica inutile. Quanti nostri giovani e non giovani purtroppo “girano” con giacconi, contornati da colli di pelo che trasudano orrore e sangue.

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